lunedì 24 maggio 2010

Poesia siracusana per S. Lucia


... i "postumi" dell'ultima festa di S. Lucia a Siracusa si fanno ancora sentire con forza: il fervore della devozione e dell'amore sincero che tutto il popolo siracusano autentico tributa alla dolcissima patrona serba sempre intatto il suo entusiasmo e si trasforma in poesia. .. ecco, da un forum virtuale di devoti siracusani i seguenti intensi versi dedicati alla nostra specialissima Concittadina, nei quali si fa riferimento alla festa luciana di maggio e alla "mitica" figura tipicamente aretusea e vero simbolo cittadino dei "berretti verdi", cioè i portatori dell'argenteo simulacro-reliquiario processionale della Martire:


"IL PORTATORE DI SANTA LUCIA" di ALESSANDRO DURELLI


Come un sussurro di vento,
Di Lucia il simulacro d’argento,
Al terzo squillar del campanello
Scivolando dall’altar l’accoglie
Il portator dal verde cappello.

Bianca la quaglia in ciel,
Di Ortigia le vecchie strade,
Tra ali di folla in festa,
Stretto nella fede reca
Sulle spalle la Santa della Luce.

Guarda la folla ai lati,
Scruta l’espression dei visi,
Nei loro sguardi lieti
Brillan più le lacrime
Di tante luci accese.

Baglior nel ciel di luci,
Stretto in un coro di voci,
Inneggiando la Santa pia,
Grida "Sarausana jè
Viva Santa Lucia".

venerdì 14 maggio 2010

Il comandamento di Gesù sull'amore reciproco, testamento di Lucia


Buongiorno, carissimi!
Uno spunto per protrarre spiritualmente gli effetti dei festeggiamenti luciani da poco conclusi ci è donato dalla meditazione sulla vita di Santa Lucia, meditazione che ogni devoto è spinto a fare sempre, in special modo nei tempi forti che nell'anno liturgico sono dedicati alla nostra Santa Patrona.
Se si vuole essere sicuri di rendere sommamente contenta una persona, la via maestra è senza dubbio eseguire le sue ultime volontà, il suo testamento. Ora, gli Atti greci e latini del martirio di Lucia ci hanno tramandato in modo chiaro e limpido le ultimissime parole pronunciate dalla Santa prima di morire, cioè proprio il Suo testamento spirituale.
Avendo vissuto da Santa, fino all'estremo eroismo, Ella morì da Santa, affidando ai Suoi concittadini e a tutti i Suoi futuri devoti il seguente messaggio: "Voi mi onorerete, per grazia del Signore nostro Gesù Cristo, osservando di cuore i Suoi comandamenti". Lucia ci ha dunque spiegato come onorarLa degnamente: osservando i comandamenti del Signore. Questo vale immensamente più di ogni nostra festa, pur bella. Ma, a quali comandamenti si riferisce, precisamente? A rispondere è il Vangelo della Messa di oggi (che trascriviamo per intero qui sotto), magna charta per essere veri amici e discepoli di Cristo, e veri devoti di Lucia:

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-17)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
"Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel Ssuo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri".
Parola del Signore

Chi vuole onorare davvero Santa Lucia non ha altra strada.
E, assicura Gesù, seguendola avrà sempre la gioia piena, la felicità.

giovedì 13 maggio 2010

LA PREGHIERA DEL MESE - MAGGIO 2010

Da alcuni giorni si sono conclusi i festeggiamenti primaverili della città di Siracusa in onore di Santa Lucia. Si torna alla ferialità della vita quotidiana. Il devoto, con rinnovato fervore, continua a coltivare in cuor suo, custodito qual inestimabile tesoro, il suo amore e il suo rapporto perenne con la Santa. Come reagire a quel po' di inevitabile nostalgia che segue i giorni di festa? Mettendo in pratica ogni giorno, nel proprio luogo e nel proprio stato, gli insegnamenti ancora una volta ricevuti dal luminoso esempio di vita e di testimonianza cristiana autentica offerto dalla nostra Lucia. Coraggio, dunque, amici: iniziamo a vivere concretamente il Vangelo in tutti i momenti del nostro quotidiano, seguiamo le orme di Lucia sul sentiero delle Sue virtù e ... sarà sempre festa!

Il Suo aiuto, invocato nella preghiera, verrà incontro alla nostra debolezza:

O gloriosa Martire della Cattolica Chiesa,
Luce di Santità ed esempio di fortezza,
pensando alle Tue sublimi virtù
nasce in me la brama di praticarle,
ma sono debole a tanto:
perciò a Te mi volgo, o Vergine,
e Ti prego di ottenermi dal Sommo Bene
la costanza nell'effettuare il mio desiderio
e una scintilla del Tuo Divino Amore;
acciocché io sprezzi, al par di Te,
i vani piaceri terreni,
aspirando solennemente ai gaudi eterni.
Amen.

venerdì 7 maggio 2010

"Infra Octavam". Oggi la Commemorazione Liturgica


Siracusa, piazza del Duomo - prima domenica di maggio: tradizionale lancio festoso di colombi viaggiatori in ricordo della colomba che, entrando in duomo in quel lontanto ma indimenticabile 13 maggio 1646, fu il primo segno dell'intervento prodigioso di Santa Lucia, che pose fine alla carestia. La gioiosa tradizione folclorica del lancio di colombi, "commemorazione popolare", si sposa oggi con l'altrettanto gioiosa e solenne "commemorazione liturgica": riti complementari ed entrambi imperdibili per i devoti della Martire Siracusana.


Ricordiamo a tutti i devoti di Santa Lucia che oggì, venerdì dopo la prima domenica di maggio, il Calendario Liturgico della Chiesa Siracusana celebra ufficialmente il Patrocinio della Santa, secondo un'antica disposizione ecclesiastica della quale abbiamo già parlato nella rubrica "Curiosità Luciane".
Stasera, alle ore 19.00 nella Chiesa di Santa Lucia alla Badia, centro del culto luciano siracusano specificamente dedicato alla memoria del Patrocinio della Martire (come ben testimonia il grandioso affresco che campeggia al centro della volta), la solenne celebrazione eucaristica con il tradizionale panegirico della Patrona.

Accorriamo tutti insieme ai piedi della nostra Santa Concittadina per renderLe degno omaggio e ringraziarLa del Suo incessante sguardo d'amore col quale da oltre 17 secoli protegge, custodisce e preserva la Sua e nostra città dai pericoli.

Grazie, Lucia!
Sarausana jè, viva Santa Lucia!

martedì 4 maggio 2010

"Infra Octavam". La cronaca dell'evento di domenica



Nel tepore di questo frizzante clima di festa che avvolge magicamente la nostra meravigliosa città nel nome di Santa Lucia, pubblichiamo la buona sintesi della celebrazione luciana della scorsa domenica apparsa sul quotidiano "La Sicilia" di ieri lunedì 3 maggio, a firma di Massimiliano Torneo: soprattutto per evidenziare e apprezzare l'attivo coinvolgimento di tutta la cittadinanza e in particolare dei giovani (gli studenti e le studentesse delle scuole siracusane) in onore della loro Coetanea Protettrice, nella preparazione del corteo storico per la rievocazione del prodigio del 1646 che ha attraversato le strade principali tra la borgata di Santa Lucia e l'isola di Ortigia, tradizionali estremi dei festeggiamenti esterni in onore della Patrona:


Santa Lucia delle Quaglie. Un bagno di folla per la Patrona e una città entusiasta. Il messaggio di mons. Pappalardo
Il miracolo si è ripetuto ieri
SIRACUSA - Una giornata aperta dal corteo storico, rappresentazione del miracolo del 1646: a piedi, in abiti d'epoca, dallo sbarcadero a piazza Duomo, con appendice marinara, darsena-porto Grande-Ponte Umbertino. E alle 12,30 il cuore della festa: uscita del simulacro della santa Patrona dalla cattedrale, processione in una piazza Duomo gremita di fedeli, discorso del vescovo, lancio delle quaglie, ingresso a santa Lucia alla Badia.
È stata questa, ieri mattina, la festa del Patrocinio, santa Lucia di maggio. La festa che ricorda il miracolo del grano che pose fine alla carestia del 1646. Poco più di mezz'ora di ritardo sul tradizionale programma (questo l'unico appunto), e il simulacro della Patrona ha fatto capolino sul sagrato.
Quanto fosse trepidante l'attesa, lo ha sancito il boato che alle 12,35 ha salutato la santa sul portone della cattedrale. Poi uno stop: cavalli, carrozza e manovre in una piazza gremita, e alle 12,40 altro boato. Stavolta ancora più forte, più festoso: applausi, banda musicale, campane. Festa.
Sul sagrato, sotto l'ambito peso del simulacro, ecco i berretti verdi. La patrona è uscita dalla cattedrale per la 364esima edizione della festa di santa Lucia delle quaglie. A questo punto l'arcivescovo, Salvatore Pappalardo, ha dato vita al suo discorso. Attenzione alla crisi economica e ai suoi risvolti esistenziali: «Bisogna avere speranza. Con realistica fiducia supereremo questa crisi. Approfittiamone per riscoprire antichi valori, la fede e forme nuove d'impegno».
Per monsignor Pappalardo la crisi economica dev'essere «occasione di discernimento e di nuova progettualità. Di responsabilità e di partecipazione a valori condivisi come amore e pace. Chiediamo, oggi, che l'intercessione di santa Lucia ci sostenga per realizzare questo progetto».
La festa, per le strade, dalla Borgata a Ortigia, era cominciata già alle 9,30. Dallo sbarcadero s'era mosso il corteo di sbandieratori e figuranti in abiti d'epoca, disegnati e realizzati dagli studenti del corso Stilismo e Moda dell'Itas, Giovanna di Savoia. I ragazzi del Nautico, con un corteo via mare sulle tradizionali barche siracusane (i buzzetti), hanno dato vita alla rappresentazione di quanto accadde 364 anni fa: caricando di grano e legumi le barche e scaricando il carico al ponte Umbertino. Da qui è ripartito il corteo a piedi.
Sotto l'organizzazione dell'associazione Gozzo di Marika, hanno partecipato a questa rappresentazione: le scuole della città, cavalieri e dame della società ippica siracusana, i vigili urbani, i carabinieri a cavallo. Un mosaico sempre più colorato che ha entusiasmato siracusani e turisti che, dai bordi della strada hanno assistito, fotografato, applaudito.
Domenica prossima si replica: la processione s'inizierà alle 19 e come tradizione percorrerà le vie d'Ortigia per rientrare in cattedrale alle 21,30.
Massimiliano Torneo

"Infra Octavam". Esperienze vive di devoti

(solenne uscita trionfale del simulacro di S. Lucia dal Duomo di Siracusa, emozionante momento sempre atteso da tutti i Siracusani)

Amici carissimi, sappiamo che avete molto gradito il lavoro della nostra redazione per accompagnare i festeggiamenti luciani decembrini con la già collaudata rubrica "Infra Octavam", per cui quest'anno abbiamo pensato di farne anche una versione "primaverile" in occasione della festa di maggio, così importante per i siracusani insieme a quella di dicembre.

... E proprio questa rubrica ci sembra la sede adatta, quale privilegiato "salotto" nel quale i devoti si incontrano nei giorni dell'ottavario di S. Lucia, per raccontarvi alcune piccole ma interessanti storie vere dei devoti stessi, che il comune amore per la nostra S. Patrona rende una vera e propria famiglia.

1) Una devota di S. Lucia si è trovata, proprio la prima domenica di maggio, a dover partecipare ad una cerimonia nuziale di una coppia di amici nel nord Italia, e quindi a grande distanza fisica da Siracusa, dove lo stesso giorno si faceva festa solenne e gioiosa in onore dell'amata vergine martire. Ebbene, sorpresa inaspettata e inimmaginabile, ma enormemente gradita quale piccolo segno del Cielo, quando gli sposi sono usciti dalla chiesa dove si è svolta la celebrazione, anziché il solito lancio beneaugurale di chicchi di riso, che è comune dappertutto, stavolta sono stati lanciati, da parenti e amici, chicchi di grano! Immediata, per la devota protagonista di questo episodio, è stata l'associazione mentale con il miracolo dell'arrivo del grano a Siracusa grazie al potente intervento interceditore di S. Lucia, il cui ricordo si stava celebrando solennemente proprio in quel giorno!

2) Un altro devoto di S. Lucia, sempre la prima domenica di maggio, si trovava purtroppo lontano da Siracusa e pertanto non poteva essere presente alle celebrazioni per il Patrocinio della Santa, come avrebbe immancabilmente fatto se fosse stato in città. La liturgia domenicale alla quale ha avuto la possibilità di partecipare in quel giorno era di rito bizantino, per il quale il Lezionario liturgico di quella domenica prevedeva la lettura del passo degli Atti degli Apostoli in cui si narra della profezia del giusto Agabo, che "annunziò per impulso dello Spirito che sarebbe scoppiata una grave carestia su tutta la terra, ciò che di fatto avvenne" (At 11,28), grazie alla cui carismatica parola si mobilitò la fraterna condivisione dei beni della Chiesa primitiva di Antiochia a favore dei fratelli della Giudea. Nel sentir proclamare proprio quel brano, questo devoto di S. Lucia ha avvertito un piccolo segno della presenza spirituale della prediletta Santa, che dietro il riferimento biblico a quella carestia ha voluto nascostamente ricordargli anche la carestia dalla quale il Suo celeste patrocinio salvò più volte la Sua Siracusa.

"Infra Octavam". Curiosità Luciane - 3: perché la liturgia commemora il Patrocinio venerdì?

(particolare "notturno" dello splendido simulacro processionale di S. Lucia di Siracusa)


Eh sì, bella domanda vero? La Festa del Patrocinio di Santa Lucia, tipicamente siracusana, la seconda festa luciana dell'anno per importanza (dopo la Solennità del 13 Dicembre), si celebra sempre, sin dalla sua istituzione nel 1646, dalla prima alla seconda domenica di maggio per un ininterrotto ottavario di solenni funzioni religiose e manifestazioni culturali e popolari. Quindi, dal momento che le celebrazioni pontificali e le imponenti processioni si svolgono nelle due domeniche, si potrebbe pensare che anche il calendario liturgico siracusano riporti tale ricorrenza la prima domenica di maggio (popolarmente detta "Santa Lucia delle quaglie" per via del tradizionale lancio di colombi a ricordo di quella colomba che fece da segnale per la miracolosa cessazione della carestia). Invece, la Commemorazione Liturgica del Patrocinio di Santa Lucia, e cioè la giornata ufficiale nella quale la Chiesa Siracusana celebra il ricordo del prodigioso evento, ricorre sempre nel Venerdì infra Octavam, cioè quello compreso tra la prima e la seconda domenica di maggio, per la cui occasione viene pronunciato uno speciale Panegirico di Santa Lucia con particolare attenzione al tema della Sua plurisecolare protezione sulla Sua città. Perché venerdì? Si tratta di una soluzione molto saggia della Chiesa locale, per evitare la concorrenza della commemorazione del Patrocinio della Martire con la celebrazione delle Domeniche del Tempo di Pasqua, tutte dedicate al Signore e alla Sua Resurrezione, e soprattutto con le Solennità dell'Ascensione del Signore e della Pentecoste, che avrebbero comunque la precedenza liturgica su tutte le celebrazioni in onore dei Santi, anche se Patroni Principali come è per noi Santa Lucia. Quindi, per non far mai coincidere le ricorrenze, la Chiesa di Siracusa ha stabilito che la celebrazione interna della Commemorazione Liturgica fosse collocata la sera del venerdì, mentre le processioni esterne - sempre seguite da un gran concorso di popolo - si svolgessero nelle giornate domenicali, per renderne più agevole la partecipazione sia ai lavoratori sia ai forestieri, che più difficilmente avrebbero potuto essere presenti nei giorni feriali.

sabato 1 maggio 2010

PAROLA DI VITA - MAGGIO 2010 "SPECIALE FESTA DEL PATROCINIO DI S. LUCIA"

Lucia è seguace fedele di Cristo, Luce del mondo, e la fonte della Luce di Cristo è l'Amore. In questa luminosa e primaverile festa luciana di maggio, riscopriamo - attraverso la seguente meditazione del Vangelo - il valore illuminante dell'Amore di Dio.

"Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui" (Gv 14,21)

Nell'ultimo discorso di Gesù, l'amore è al centro: l'amore del Padre per il Figlio, l'amore per Gesù che è osservanza dei suoi comandamenti.
Coloro che ascoltavano Gesù non facevano fatica a riconoscere nelle sue parole un'eco dei Libri sapienziali: "l'amore è osservanza delle sue leggi" e "facilmente è contemplata - la Sapienza - da chi l'ama" . E soprattutto quel manifestarsi a chi lo ama trova il suo parallelo veterotestamentario in Sap 1,2, dove si dice che il Signore si manifesterà a coloro che credono in lui.
Ora il senso di questa Parola, che proponiamo, è: chi ama il Figlio è amato dal Padre, ed è riamato dal Figlio che si manifesta a lui.

Tale manifestazione di Gesù chiede però di amare.
Non si concepisce un cristiano che non abbia questo dinamismo, questa carica d'amore nel cuore. Un orologio non funziona, non dà l'ora - e si può dire che non è neppure un orologio - se non è carico. Così un cristiano, che non è sempre nella tensione di amare, non merita il nome di cristiano.

E questo perché tutti i comandamenti di Gesù si riassumono in uno solo: in quello dell'amore per Dio e il prossimo, nel quale vedere e amare Gesù.
L'amore non è mero sentimentalismo ma si traduce in vita concreta, nel servizio ai fratelli, specie quelli che ci stanno accanto, cominciando dalle piccole cose, dai servizi più umili.
Dice Charles de Foucauld: "Quando si ama qualcuno, si è molto realmente in lui, si è in lui con l'amore, si vive in lui con l'amore, non si vive più in sé, si è 'distaccati' da sé, 'fuori' di sé" .
Ed è per questo amore che si fa strada in noi la sua luce, la luce di Gesù, secondo la sua promessa: "A chi mi ama ... mi manifesterò a lui" . L'amore è fonte di luce: amando si comprende di più Dio che è amore.
E questo fa sì che si ami ancora di più e si approfondisca il rapporto con i prossimi.

Questa luce, questa conoscenza amorosa di Dio è dunque il suggello, la riprova del vero amore. E la si può sperimentare in vari modi, perché in ciascuno di noi la luce assume un colore, una sua tonalità. Ma ha delle caratteristiche comuni: ci illumina sulla volontà di Dio, ci dà pace, serenità, e una comprensione sempre nuova della Parola di Dio. E' una luce calda che ci stimola a camminare nella via della vita in modo sempre più sicuro e spedito. Quando le ombre dell'esistenza ci rendono incerto il cammino, quando addirittura fossimo bloccati dall'oscurità, questa Parola del Vangelo ci ricorderà che la luce s'accende con l'amore e che basterà un gesto concreto d'amore anche piccolo (una preghiera, un sorriso, una parola), a darci quel barlume che ci permette di andare avanti.

Quando si va in bicicletta di notte, se ci si ferma si piomba nel buio, ma se ci si rimette a pedalare la dinamo darà la corrente necessaria per vedere la strada.
Così è nella vita: basta rimettere in moto l'amore, quello vero, quello che dà senza aspettarsi nulla, per riaccendere in noi la fede e la speranza.

Chiara Lubich

"GRAZIE" DEDICATO A S. LUCIA DA TUTTI I SIRACUSANI


Lucia - tremiamo d'emozione ogni volta che pronunciamo il Tuo nome dolcissimo - ancora una volta, oggi Siracusa si riveste della Tua luce ed esulta di gioia, in un clima di grande festa, per celebrare solennemente il grato e commosso ricordo del Tuo celeste patrocinio sui Tuoi concittadini d'ogni tempo, sin da quella prima guarigione della tua madre inferma, e dopo il Tuo martirio le innumerevoli grazie e guarigioni verificatesi presso il Tuo sepolcro per la Tua potente intercessione, e poi l'immensità di veri e propri miracoli che hai dispensato con le Tue suppliche al Tuo Sposo Divino ai Tuoi devoti di tutti i secoli e di tutto il mondo. Siracusa, Tua diletta patria, ancora oggi con stupore e immensa gratitudine constata la grandezza del privilegio di averTi dato i natali, privilegio dal quale essa ha ottenuto nel corso della sua storia grandi benefici: protezione nei terremoti, nelle guerre, nelle calamità naturali, nelle epidemie, e soprattutto - miracolo tipicamente Tuo - nelle carestie che più di una volta minacciavano la vita dei Tuoi amati figli, ma sempre sconfitte dalla Tua mano taumaturga e generosa. Celebriamo così anche quest'anno, in Tuo onore e in segno di ringraziamento, la Festa del Tuo Patrocinio: buona festa, Lucia nostra, grazie ancora, proteggici sempre! SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA!!!

venerdì 23 aprile 2010

PROGRAMMA "FESTA DEL PATROCINIO"


Carissimi, con trepidazione contiamo i giorni che ci separano dal prossimo solenne incontro pubblico della città di Siracusa con la Sua celeste Patrona e Concittadina: la Festa del Patrocinio di Santa Lucia, che ogni anno viene celebrata per ininterrotta tradizione sin dalla sua istituzione, nel 1646, quando i Siracusani vollero sciogliere un perenne voto di ringraziamento alla loro potente interceditrice per tutte le grazie e i miracoli che per Sua intercessione hanno beneficato il popolo aretuseo nel corso dei secoli. In particolare, la ragione decisiva per l'effettiva istituzione ufficiale di questa festa fu la miracolosa liberazione dalla terribile carestia di quel 1646. Ecco il programma dell'edizione 2010 (che è la 364.a):

SABATO 1° MAGGIO - "La Vigilia"
In Duomo:
Ore 11.45: solenne traslazione del Simulacro-Reliquiario di S. Lucia dalla Sua Cappella all'Altare maggiore.
Ore 19.00: solenni Vespri Pontificali officiati da S. E. mons. Giuseppe Costanzo, arcivescovo emerito di Siracusa, e cantati dalla Schola cantorum del Santuario Madonna delle Lacrime (direttore: M° Ivan Manzella).
Ore 21.30: concerto in onore di S. Lucia sul sagrato eseguito dalla banda municipale (direttore: M° Michele Pupillo).

DOMENICA 2 - "Santa Lucia delle Quaglie"
In Duomo:
Ore 08.00: S. Messa.
Ore 10.30: solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S. E. mons. Calogero Peri OFM, vescovo di Caltagirone, e cantata dalla Schola cantorum della Madonna delle Lacrime; pellegrinaggio dei devoti di S. Lucia di Carlentini (Siracusa).
Ore 12.00: processione delle Sacre Reliquie e del Simulacro-Reliquiario di S. Lucia in piazza del Duomo, dalla Cattedrale alla Chiesa di S. Lucia alla Badia; tradizionale lancio di colombi viaggiatori in onore della S. Patrona (a cura della Società Colombofila Siracusana "Dionisio"); rievocazione storica del prodigio del 1646 (a cura dell'associazione "Gozzo di Marika").

DA LUNEDI 3 A SABATO 8 - "L'Ottavario"
Nella Chiesa di S. Lucia alla Badia:
Tutti i giorni
Venerazione delle Sacre Reliquie e del Simulacro-Reliquiario di S. Lucia, offerta di ceri votivi e omaggi floreali dei devoti dalle ore 8.00 alle 21.30; Ss. Messe alle ore 10.30 e alle 19.00.
Mercoledì 5
Ore 20.00: presentazione del nuovo volume Santa Lucia: sacro e prezioso. Il corredo del simulacro di S. Lucia a Siracusa del dott. Dario Bottaro.
Venerdì 7 - "La Commemorazione Liturgica del Patrocinio di S. Lucia"
Ore 19.00: S. Messa solenne con il Panegirico della S. Patrona.
Ore 20.00: conferenza Il processo a Lucia dell'avv. Antonio Bandiera, presidente della Deputazione della Cappella di S. Lucia.

DOMENICA 9 - "L'Ottava"
Nella Chiesa di S. Lucia alla Badia:
Ore 08.00: S. Messa.
Ore 10.30: solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da mons. Maurizio Aliotta, vicario generale dell'Arcidiocesi Metropolitana di Siracusa, e cantata dal Coro Giovanile Siracusano (direttore: M° Michele Pupillo); pellegrinaggio dei devoti di S. Lucia di Erchie (Brindisi).
Ore 17.30: S. Messa.
Ore 19.00: processione delle Sacre Reliquie e del Simulacro-Reliquiario di S. Lucia dalla Chiesa della Badia al Duomo, per le vie: Picherali, Castel Maniace, lungomare d'Ortigia, Roma, Teatro, Giudecca, Maestranze, Roma e Minerva.
Ore 21.30 circa: festoso ingresso in Duomo e solenne reposizione delle Reliquie e del Simulacro.

Santa Lucia, prega per noi.
Sarausana jè, viva Santa Lucia!

martedì 13 aprile 2010

LA PREGHIERA DEL MESE - APRILE 2010


Esultando di gioia indicibile e gloriosa per la Resurrezione di Gesù Cristo nostro Signore e Salvatore, grazie alla quale felicità e grazia accompagnano tutti i giorni della vita di tutti noi cristiani, e in trepidante attesa della prossima Festa del Patrocinio di Santa Lucia, pubblichiamo oggi il testo di un antico inno siracusano in onore di Santa Lucia (riportato da mons. Giuseppe Greco nel suo articolo Santa Lucia nei drammi sacri del Settecento in pubblicazione nel numero di "Con Lucia a Cristo" del prossimo maggio):

Ave, Martyr, Virgo pia,
Christo grata, ave, Lucia,
Splendor orbis, nostra sors.
Arma cedit tirannia,
cedit satan, o Beata,
cedit ignis, cedit mors.

giovedì 1 aprile 2010

Giovedì Santo: la festa dell'Amore di Gesù

"FIGLIOLI, VI DO UN COMANDAMENTO NUOVO:
CHE VI AMIATE GLI UNI GLI ALTRI;
COME IO VI HO AMATO,
COSI' AMATEVI ANCHE VOI GLI UNI GLI ALTRI.
DA QUESTO TUTTI SAPRANNO CHE SIETE MIEI DISCEPOLI,
SE AVRETE AMORE GLI UNI PER GLI ALTRI"
(Gv 13,33-35)
Scriveva Chiara Lubich, a proposito degli eventi evangelici (comandamento nuovo dell'amore reciproco, istituzione dell'Eucarestia e del sacerdozio, preghiera al Padre per l'unità) accaduti il Giovedì Santo, che essi sono interamente sostanziati d'amore:
"Amore il sacerdozio che possiede un carattere ministeriale, e cioè di servizio e quindi d'amore concreto.
Amore l'Eucarestia nella quale Gesù ci ha dato tutto se stesso.
Amore l'unità, effetto dell'amore, che Gesù ha invocato dal Padre: Che tutti siano uno come io e Te.

Amore quel comando che Gesù serbò in cuore tutta la vita, per rivelarlo il giorno prima di morire: Come io vi ho amato, così amatevi anche voi. Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se vi amerete a vicenda. Non possiamo passare questo giorno senza un attimo di raccoglimento, nel quale diciamo a Gesù tutta l'adesione della nostra anima a quel comando che chiamò "mio" e "nuovo". Un comando che non ha lasciato senza spiegazione, quando ha soggiunto: Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici".

E noi, devoti della vergine martire Lucia, possiamo fare nostre le parole del grande vescovo Sant'Agostino, che proprio a proposito di questo "dare la vita" di cui parla il comandamento dell'Amore di Gesù, scrisse:

"Noi non commemoriamo i martiri come facciamo con gli altri che ora riposano in pace, cioè non preghiamo per loro, ma chiediamo piuttosto che essi preghino per noi, per ottenerci di seguire le loro orme. Essi, infatti, hanno toccato il vertice di quell'amore che il Signore ha definito come il più grande possibile. (...) I martiri dunque, in quanto versarono il loro sangue, hanno ricambiato quanto hanno ricevuto dal Signore. Manteniamoci sulla loro scia e amiamoci gli uni gli altri, come Cristo ha amato noi, dando se stesso per noi".

PAROLA DI VITA - APRILE 2010 "SPECIALE S. PASQUA"

Oggi inizia il TRIDUO PASQUALE, autentico centro dell'intero anno liturgico e solennissima celebrazione del massimo Mistero della Fede Cristiana: la PASSIONE, MORTE E RESURREZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO. Non vi sono parole umane adeguate per descrivere degnamente il profondissimo significato di questo imperscrutabile Mistero dell'Amore infinito di Dio: dopo due millenni, ci accostiamo con timore e tremore, adorando, contemplando, esultando e ringraziando Dio, che ha dato la Sua Vita per noi.
BUONA PASQUA A TUTTI dalla Redazione del blog "Amici di Santa Lucia"!

* * *

"IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA"
(dal Vangelo secondo Giovanni: capitolo 11, versetto 25)
Gesù pronunciò queste parole in occasione della morte di Lazzaro di Betania, che Egli al quarto giorno risuscitò. Lazzaro aveva due sorelle: Marta e Maria. Marta, appena seppe che arrivava Gesù, Gli corse incontro e Gli disse: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!". Gesù le rispose: "Tuo fratello risusciterà". Marta replicò: "So che risusciterà nell'ultimo giorno". E Gesù dichiara: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno".
"IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA"
Gesù vuol fare intendere chi Egli è per l’uomo. Gesù possiede il bene più prezioso che si possa desiderare: la Vita, quella Vita che non muore. Se hai letto il Vangelo di Giovanni, avrai trovato che Gesù ha pure detto: "Come il Padre ha la Vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la Vita in se stesso". E poiché Gesù ha la Vita, la può comunicare.
"IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA"
Anche Marta crede alla risurrezione finale: "So che risusciterà nell’ultimo giorno". Ma Gesù, con la sua affermazione meravigliosa: "Io sono la risurrezione e la vita", le fa capire che non deve attendere il futuro per sperare nella risurrezione dei morti. Già adesso, nel presente, Egli è per tutti i credenti, quella Vita divina, ineffabile, eterna, che non morirà mai. Se Gesù è in loro, se Egli è in te, non morirai. Questa Vita nel credente è della stessa natura di Gesù risorto e quindi ben diversa dalla condizione umana in cui si trova. E questa straordinaria Vita, che già esiste anche in te, si manifesterà pienamente nell’ultimo giorno, quando parteciperai, con tutto il tuo essere, alla risurrezione futura.
"IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA"
Certamente Gesù con queste parole non nega che ci sia la morte fisica. Ma essa non implicherà la perdita della Vita vera. La morte resterà per te, come per tutti, un'esperienza unica, fortissima e forse temuta. Ma non significherà più il non senso di un'esistenza, non sarà più l'assurdo, il fallimento della vita, la tua fine. La morte, per te, non sarà più realmente una morte.
"IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA"
E quando è nata in te questa Vita che non muore? Nel Battesimo. Lì, pur nella tua condizione di persona che deve morire, hai avuto da Cristo la Vita immortale. Nel Battesimo, infatti, hai ricevuto lo Spirito Santo che è Colui che ha risuscitato Gesù. E condizione per ricevere questo sacramento è la tua fede, che hai dichiarato attraverso i tuoi padrini. Gesù, infatti, nell'episodio della risurrezione di Lazzaro, parlando a Marta, ha precisato: "Chi crede in me, anche se muore vivrà. (...) Credi tu questo?". "Credere", qui è un fatto molto serio, molto importante: non implica solo accettare le verità annunciate da Gesù, ma aderirvi con tutto l'essere. Per avere questa vita, devi dunque dire il tuo sì a Cristo. E ciò significa adesione alle Sue Parole, ai Suoi comandi: viverli. Gesù lo ha confermato: "Se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte". E gli insegnamenti di Gesù sono riassunti nell'amore. Non puoi, quindi, non essere felice: in te è la Vita!
"IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA"
In questo periodo in cui ci si prepara alla celebrazione della Pasqua, aiutiamoci a fare quella sterzata, che occorre sempre rinnovare, verso la morte del nostro io perché Cristo, il Risorto, viva sin d'ora in noi.
+ Chiara Lubich

martedì 30 marzo 2010

Curiosità Luciane - 2: Perché a Siracusa si festeggia S. Lucia anche il lunedì dell'Angelo?

La ragione di quest'annuale appuntamento del culto luciano, di antica memoria, può essere compresa soltanto conoscendo adeguatamente chi è Santa Lucia per i Siracusani di ieri e di oggi: questa piccola, semplice, nobile ma modesta e umile fanciulla siracusana, vissuta ormai più di 1700 anni fa, la cui storicità è indubbia ma sulla quale rimangono pochissimi e preziosissimi documenti, fin dall'antichità grandemente amata e venerata dai cristiani di tutto il mondo, è stata da sempre ed è sempre di più oggetto di un amore sterminato e viscerale da parte di tutti i Suoi concittadini d'ogni tempo. Il rapporto tra i Siracusani e la loro dolce Patrona, il legame d'amore che vincola questa Vergine Sposa di Cristo con i Suoi figli della Chiesa apostolica siracusana, ha mantenuto nei secoli un carattere unico e speciale: Santa Lucia è "tutto" per i Siracusani, è modello di vita cristiana, via per arrivare a Cristo, mezzo per unirsi visibilmente alla Chiesa, esempio concreto di realizzazione delle virtù evangeliche. Per questo motivo, anche ogni importante festività liturgica cristologica dell'anno (come il Natale e la Pasqua) per i Siracusani costituisce un'occasione privilegiata per stringersi a glorificare e adorare il Signore tutti insieme, nella Sua Chiesa e attorno al proprio Pastore, come una famiglia: ma nella famiglia dei Siracusani non si vuole far mancare mai - a maggior ragione nei principali momenti di festa - il componente più amato, che è proprio Santa Lucia, quindi - con una piccola posticipazione per evidenti ragioni di opportunità e purezza liturgica - sia nel Tempo di Natale (precisamente il 28 dicembre, anniversario del terremoto del 1908) che nel Tempo di Pasqua (precisamente l'indomani della Resurrezione, il lunedì dell'Angelo), i Siracusani si riuniscono in Cattedrale per stare in compagnia della loro amatissima Patrona e Concittadina, per "festeggiare insieme a Lei", glorificando Dio, le solennità principali della fede cristiana.

ESPOSIZIONE PASQUALE DI S. LUCIA

Simulacro-reliquiario processionale di S. Lucia (particolare), in una teca all'altezza del petto racchiude frammenti di costole della giovane martire siracusana. La cassa reliquiaria sottostante era destinata a contenere l'intero corpo della santa fanciulla, ed è impreziosita da un ciclo di sei bassorilievi argentei raffiguranti episodi della Sua vita e del Suo martirio.


Come da antica tradizione, anche quest'anno, il lunedì di Pasqua, le Sacre Reliquie e il simulacro-reliquiario argenteo di Santa Lucia verranno esposti alla venerazione dei fedeli nel Duomo di Siracusa, nella Cappella della Patrona.


In questa occasione, com'è consuetudine, i siracusani e tutti i devoti di Santa Lucia potranno recare in Cappella omaggi floreali e offerte di ceri votivi in onore della gloriosa Martire nostra Protettrice.

sabato 13 marzo 2010

LA PREGHIERA DEL MESE - MARZO 2010

"Gloria di S. Lucia" (Cappella della Santa, volta della cupola - Siracusa, Duomo)
Riprendendo con gioia il nostro tradizionale appuntamento con la rubrica "La preghiera del mese", dedicata alla gloriosa vergine e martire siracusana Santa Lucia, pubblichiamo il seguente magnifico testo latino di un responsorio liturgico di grande bellezza poetica per la nostra Santa, decoro della sua patria: sia nella sezione responsoriale che nell'orazione conclusiva si menziona il luogo del martirio della patrona, nella natia Siracusa, meta di devoti pellegrinaggi di concittadini e forestieri.
RESPONSORIUM
Te Virgo miracula * Nomen Gesta Probitas * Lucem Terrae praedicant * Patriae decorem.
Puram Te dat facula * Templum Dei firmitas * Ictus Regi dedicant * Mysticum odorem.
Patris dum oracula * Profers Amor Castitas * Sponsam Christo celebrat * Nuptam per cruorem.
Puram Te dat facula ...
Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
Puram Te dat facula ...
ANTIPHONA
O Magnum Trinacriae * Sidus fulgentissimum * Fer influxus gratiae * Lues ignes cohibens * Terreum tremorem.
Te colunt Ecclesiae * Lumen electissimum * Praesta lucem gloriae * Tuis post vicum perhibens * Omnium Auctorem.
V. Ora pro nobis Beata Lucia. R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
Oremus.
Deus, qui praesentem locum Beatae Luciae Virginis et Martyris Tuae pretioso martyrio consecrasti, concede propitius nobis famulis Tuis, ut quicumque hunc locum Sanctissimum deprecaturi cum devotione adveniunt, ex quacumque tribulatione afflicti misericordiam Tuam invocaverint, ipsius Virginis et Martyris Tuae precibus gratiam consequatur, et ad gloriam proficiant sempiternam. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

martedì 9 marzo 2010

News: OTTOBRE 2010 PREVISTA RIAPERTURA BASILICA S. LUCIA

SIRACUSA - Un comunicato stampa ufficiale annuncia che si prevede il completamento dei lavori di restauro della basilica di S. Lucia entro il mese di ottobre del 2010, quando l'insigne luogo di culto - il primo santuario del mondo dedicato a SANTA LUCIA e l'unico costruito su un luogo della vita della martire siracusana - verrà riaperto al culto, restituito al suo miglior splendore e alla venerazione dei devoti della nostra patrona. Per l'occasione, verrà ricollocata in basilica anche la prestigiosa tela del Caravaggio raffigurante il Seppellimento di Santa Lucia, eseguita dal celebre artista nel 1607, durante il suo soggiorno a Siracusa. I prossimi solenni festeggiamenti luciani invernali, dunque, potranno essere svolti regolarmente nella basilica interamente restituita alla fruibilità dei fedeli.

lunedì 1 marzo 2010

PAROLA DI VITA - MARZO 2010

Senza la fede, Lucia non avrebbe compiuto il Suo luminoso percorso di vita cristiana dall'intercessione per la madre inferma alla gloriosa testimonianza del martirio: impariamo dall'esempio di fede della nostra Patrona a mettere in pratica come Lei la Parola del Signore che ci invita ad avere anche noi la fede.


“In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile” (Matteo 17,20)

Quante volte nella vita senti il bisogno che qualcuno ti dia una mano e nello stesso tempo avverti che nessun uomo può risolvere la tua situazione! E’ allora che ti rivolgi inavvertitamente a Qualcuno che sa rendere le cose impossibili possibili. Questo Qualcuno ha un nome: è Gesù.
Ascolta quanto ti dice:
“In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile”
E’ ovvio che l’espressione “spostare le montagne” non vada presa alla lettera. Gesù non ha promesso ai discepoli un potere di fare miracoli spettacolari per stupire la folla. E difatti, se vai a cercare in tutta la storia della Chiesa, non troverai un santo – che io sappia – che abbia spostato le montagne con la fede. “Spostare le montagne” è un’iperbole, cioè un modo di dire volutamente esagerato, per inculcare nella mente dei discepoli il concetto che alla fede nulla è impossibile.
Ogni miracolo infatti che Gesù ha operato, direttamente o attraverso i suoi, è sempre stato fatto in funzione del Regno di Dio, o del Vangelo o della salvezza degli uomini. Spostare una montagna non servirebbe a questo.
Il paragone col “granellino di senapa” sta a indicare che Gesù non ti domanda una fede più o meno grande, ma una fede autentica. E la caratteristica della fede autentica è quella di poggiare unicamente su Dio e non sulle tue capacità.
Se ti assale il dubbio o l’esitazione nella fede significa che la tua fiducia in Dio non è ancora piena: hai una fede debole e poco efficace, che fa ancora leva sulle tue forze e sulla logica umana.
Chi invece si fida interamente di Dio, lascia che lui stesso agisca e… a Dio niente è impossibile.
La fede che Gesù vuole dai discepoli è proprio quell’atteggiamento pieno di fiducia che permette a Dio stesso di manifestare la sua potenza.
E questa fede, che quindi sposta le montagne, non è riservata a qualche persona eccezionale. Essa è possibile e doverosa per tutti i credenti.
“In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile”.
Si pensa che Gesù abbia detto queste parole ai suoi discepoli quando stava per inviarli in missione.
E’ facile scoraggiarsi e spaventarsi quando si sa di essere un piccolo gregge impreparato, senza talenti particolari, di fronte a folle innumerevoli alle quali bisogna portare la verità del Vangelo.
E’ facile perdersi d’animo di fronte a gente che ha tutt’altri interessi che il Regno di Dio.
Sembra un compito impossibile.
E’ allora che Gesù assicura i suoi che con la fede “sposteranno le montagne” dell’indifferenza, del disinteresse del mondo.
Se avranno fede nulla sarà loro impossibile.
Questa frase può essere inoltre applicata a tutte le altre circostanze della vita purché siano in ordine al progresso del Vangelo e alla salvezza delle persone.
Alle volte, di fronte a difficoltà insormontabili può nascere la tentazione di non rivolgersi nemmeno a Dio. La logica umana suggerisce: basta, tanto non serve.
Ecco allora che Gesù esorta a non scoraggiarsi e a rivolgersi a Dio con fiducia. Egli, in un modo o nell’altro, esaudirà.
Così è successo a Lella.
Erano trascorsi alcuni mesi dal giorno in cui aveva affrontato piena di speranza il nuovo lavoro nel Belgio tra fiamminghi. Ma ora un senso di sgomento e di solitudine le attanagliava l’anima.
Sembrava che tra lei e le altre ragazze con cui lavorava e viveva si fosse eretta una barriera insormontabile.
Si sentiva isolata, straniera tra quella gente che avrebbe voluto soltanto servire con amore.
Tutto dipendeva dal dover parlare una lingua che non era né sua, né di chi l’ascoltava. Le avevano detto che in Belgio tutti parlavano il francese e se l’era imparato, ma, venuta a contatto diretto con quel popolo, s’era accorta che i fiamminghi studiano il francese soltanto a scuola e in genere lo parlano malvolentieri.
Tante volte aveva tentato di spostare quella montagna di emarginazione che la teneva lontana dalle altre, ma invano. Che poteva fare per loro?
Vedeva ancora davanti a sé il volto della sua compagna Godeliève pieno di tristezza. Quella sera si era ritirata nella sua stanza senza toccar cibo.
Lella aveva tentato di seguirla, ma si era arrestata davanti alla porta della sua camera, timida e titubante. Avrebbe voluto bussare… ma quali parole usare per farsi intendere? Era rimasta lì per qualche secondo, poi si era arresa ancora una volta.
La mattina dopo entrò in chiesa e si mise in fondo, fra le ultime sedie, col viso tra le mani per non far scorgere ad alcuno le lacrime. Era quello l’unico posto dove non occorreva parlare un’altra lingua, dove non era neppure necessario spiegarsi, perché c’era Qualcuno che capiva al di là delle parole. Fu la certezza di quella comprensione che la fece ardita, e con l’anima angosciata chiese a Gesù: “Perché non posso dividere con le altre ragazze la loro croce e dire quelle parole che Tu stesso mi hai fatto capire quando Ti ho trovato: che ogni dolore è amore?”.
E stava davanti al tabernacolo quasi ad attendere una risposta da Chi nella vita le aveva illuminato ogni buio.
Abbassò gli occhi sul Vangelo di quel giorno e lesse: “Confidate – abbiate fede – ho vinto il mondo” . Quelle parole scesero come olio nell’anima di Lella, ed ebbe una grande pace.
Rientrando per la colazione si imbatté subito in Annj, la ragazza che badava all’ordine della casa. La salutò e la seguì fino alla dispensa; poi, senza parlare, cominciò ad aiutarla nel preparare la colazione.
La prima a scendere dalle stanze fu Godeliève. Veniva in cucina a cercarsi il caffè, in fretta per non veder nessuno. Ma lì si arrestò: la pace di Lella aveva toccato il suo animo in modo più forte di qualunque parola.
Quella sera, sulla strada del ritorno verso casa, Godeliève raggiunse Lella con la bicicletta e, sforzandosi di parlare in modo a lei comprensibile, le sussurrò: “Non sono necessarie le tue parole; oggi la tua vita mi ha detto: ‘Ama anche tu!’”.
La montagna si era spostata.

Chiara Lubich

mercoledì 24 febbraio 2010

Un nuovo LIBRO SU S. LUCIA in una prestigiosa collana



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Direttamente dall'Autore in persona, riceviamo e volentieri divulghiamo la seguente bella notizia:

SANTA LUCIA, MISTERI E STUPORI
Il 130° testo della “collana blu” di Elledici-Velar, scritto da Roberto Alborghetti, è dedicato alla testimonianza della martire siracusana al centro di innumerevoli tradizioni e leggende.
Il 130° testo dell’ormai popolare “collana blu”, che Elledici e Velar dedicano alle grandi testimonianze del cristianesimo, è dedicato a Santa Lucia. In uscita nei giorni che precedono l’annuale ricorrenza della Santa siracusana (13 dicembre), la pubblicazione porta la firma di Roberto Alborghetti, già autore di diverse opere della medesima collana. “Storie, immagini, riti e miti” è il sottotitolo della biografia su Santa Lucia, che viene raccontata attraverso una sorta di indagine tra i documenti storici e le vicende che ne hanno accompagnato il culto, diffusosi velocemente tra le comunità cristiane d’Occidente e d’Oriente.
Scrive l’autore nell’introduzione che attorno a Santa Lucia sono fiorite, in gran numero, tradizioni e leggende. Le sono dedicate chiese. Ha ispirato musicisti e poeti. Ha suggerito innumerevoli dipinti, firmati anche dalla mano di grandi artisti. Ha motivato ricette e piatti gastronomici. È patrona di città e parrocchie. Nel suo nome, ogni anno, si compiono riti, usanze e gesti che di generazione in generazione si rinnovano, senza perdere di forza ed intensità. Il suo nome è invocato in particolari malattie. È sussurrato da tantissimi bambini, che attendono trepidamente il “passaggio” della Santa, ogni anno, tra il 12 ed il 13 dicembre, notte magica e misteriosa. La Notte di Santa Lucia. Scrive Alborghetti: “Pensiamo non esista, nella plurisecolare storia della santità cristiana, una testimonianza che – come quella di Santa Lucia – abbia così fortemente influenzato ed orientato culture e tradizioni… Santa Lucia è sinonimo di mistero, di stupore e meraviglia. È simbolo di luce, verità e trasparenza. È immagine sulla quale sono proiettati gli eterni desideri dell’umanità, che vuole e pretende gioia, serenità, pace. È lo specchio dell’immaginario, personale e collettivo”.
La pubblicazione accompagna il lettore in un cammino storico che ricostruisce le vicende legate alla vita della Santa, al suo martirio, alla devozione, alla traslazione delle spoglie mortali, al “modo” in cui l’iconografia l’ha rappresentata, alle espressioni rituali in cui oggi nel mondo si festeggia e si ricorda la martire giustizia a Siracusa nell’anno 304. Grazie alla collaborazione dell’Ufficio Arte Sacra della Diocesi di Bergamo, la parte iconografica della biografia su Santa Lucia è corredata anche da una serie di immagini custodite presso chiese del territorio bergamasco. Il testo su Santa Lucia non farà altro che rafforzare il grande successo incontrato dalla “collana blu”, i cui segni distintivi sono costituiti dal formato tascabile, da testi agili ed essenziali, da foto ed immagini a colori, comprese le mappe che inquadrano lo spazio geografico di una vita.
· SANTA LUCIA, Storie, immagini, riti e miti, di Roberto Alborghetti, Elledici-Velar 2009, pagg. 48, Euro 3,50.

Un altro INNO A S. LUCIA di area Messinese

Il nostro carissimo collaboratore della provincia di Messina, che con grande dedizione conduce da anni appassionate e accurate ricerche sulla storia e sulle ricche tradizioni della sua terra, registrando e trascrivendo molte testimonianze preziose per la loro rarità, ha inviato alla nostra redazione - che è davvero onorata di tale gentile collaborazione! - un dettagliato resoconto di questo lavoro riguardante anche il culto di S. Lucia in alcuni paesi della costa tirrenica della Sicilia: ed è proprio nelle chiese di questi piccoli centri urbani, in occasione del triduo in preparazione alla solenne festa della grande vergine e martire siracusana, che i devoti, tradizionalmente, intonano anche il seguente inno, cortesemente inviatoci dal nostro amico, che ringraziamo di cuore.

Da questo di lacrime
soggiorno penoso
s'innalzi all'empireo
un canto festoso,
qual suono fra gli angeli
al Sommo Signor;
si canti dell'inclita
Lucia l'onor.

Eccelsa di meriti
il mondo l'appella;
eletta a risplendere
qual fulgida stella,
che in ciel delle tenebre
discaccia l'orror;
si canti dell'inclita
Lucia l'onor!