domenica 1 novembre 2009

PAROLA DI VITA - NOVEMBRE 2009

“E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli”. (dal Vangelo secondo Matteo: capitolo 19, versetto 24)
Ti fa una certa impressione questa frase?
Penso che hai ragione di rimanere perplesso e di pensare a quanto è opportuno che tu faccia. Gesù non ha detto niente per modo di dire. E’ necessario quindi prendere queste parole sul serio, senza volerle annacquare.
Ma cerchiamo di capire il vero senso di esse da Gesù stesso, dal suo modo di comportarsi con i ricchi. Egli frequenta anche persone benestanti. A Zaccheo, che dà soltanto metà dei suoi beni, dice: la salvezza è entrata in questa casa.
Gli Atti degli Apostoli testimoniano inoltre che nella Chiesa primitiva la comunione dei beni era libera e quindi che la rinuncia concreta a tutto quanto si possedeva non era richiesta.
Gesù non aveva dunque in mente di fondare soltanto una comunità di persone chiamate a seguirlo, che lasciano da parte ogni ricchezza.
Eppure dice:

“E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli”.

Cosa condanna allora Gesù? Non certamente i beni di questa terra in sé, ma il ricco attaccato ad essi.
E perché?
E’ chiaro: perché tutto appartiene a Dio e il ricco invece si comporta come se le ricchezze fossero sue.
Il fatto è che le ricchezze prendono facilmente nel cuore umano il posto di Dio e accecano e facilitano ogni vizio. Paolo, l’Apostolo, scriveva: “Coloro che vogliono arricchire cadono nella tentazione, nel laccio e in molte bramosie insensate e funeste, che fanno affogare gli uomini in rovina e perdizione. L’attaccamento al denaro infatti è la radice di tutti i mali; per il suo sfrenato desiderio alcuni hanno deviato dalla fede e si sono da se stessi tormentati con molti dolori” .
Già Platone aveva affermato: “E’ impossibile che un uomo straordinariamente buono sia a un tempo straordinariamente ricco”.
Quale allora l’atteggiamento di chi possiede? Occorre che egli abbia il cuore libero, totalmente aperto a Dio, che si senta amministratore dei suoi beni e sappia, come dice Giovanni Paolo II, che sopra di essi grava un’ipoteca sociale.
I beni di questa terra, non essendo un male per se stessi, non è il caso di disprezzarli, ma bisogna usarli bene.
Non la mano, ma il cuore deve star lontano da essi. Si tratta di saperli utilizzare per il bene degli altri.
Chi è ricco lo è per gli altri.

“E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli”.

Ma forse dirai: io non sono ricco per davvero, quindi queste parole non mi riguardano.
Fa’ attenzione. La domanda che i discepoli costernati hanno fatto a Cristo subito dopo questa sua affermazione è stata: “Chi si potrà dunque salvare?” . Essa dice chiaramente che queste parole erano rivolte un po’ a tutti.
Anche uno che ha tutto lasciato per seguire Cristo può avere il cuore attaccato a mille cose. Anche un povero che bestemmia perché gli si tocca la bisaccia può essere un ricco davanti a Dio.

Chiara Lubich

NOVEMBRE: L'APERTURA DEI FESTEGGIAMENTI LUCIANI

Oggi è festa grande: è la festa di tutti i santi! Tra essi, splende nella Chiesa universale da oltre 1700 anni una stella fulgidissima: Lucia, nobile vergine siracusana, giovanissima martire per la fede cristiana. Con questa festa comincia il mese di novembre, che è anche il mese in cui iniziano i solenni festeggiamenti siracusani in onore della concittadina Santa Lucia, di Siracusa principale patrona da sempre: l'ultimo giorno di novembre, infatti, cioè lunedì 30, inizierà la storica Tredicina di Santa Lucia, solenne periodo di preghiera e preparazione spirituale alla solennità annuale del 13 dicembre, dies natalis della martire. Sì, non stupisca che occorrono ben 13 giorni per prepararsi adeguatamente a quel giorno glorioso, anche se la tradizione della tredicina costituisce quasi un unicum nel vastissimo e variegato panorama delle feste patronali: la vita di Santa Lucia, narrata splendidamente dagli atti greci e latini del suo martirio, è talmente intensa, ricca di spunti di riflessione, intrisa di citazioni della Sacra Scrittura, che la sua meditazione non può limitarsi alla giornata unica del 13 dicembre, ma va gustata, interiorizzata e "ruminata" più a lungo. Invitiamo tutti i nostri amici che visitano il blog ad intraprendere questa ottima abitudine: dal 30 novembre al 12 dicembre, in preparazione alla solennità di Santa Lucia, leggano ogni giorno, con calma, un passo degli atti della santa, unitamente ai luoghi della Parola di Dio ai quali essi rimandano, per poi fare di questa meditazione una vera e propria preghiera a Dio per l'intercessione della Sua martire (per i siracusani, un sussidio utile a questo scopo può essere la Via Lucis composta da mons. Giuseppe Greco). Se la festa di Santa Lucia viene vissuta in modo intenso sotto il profilo spirituale, come occasione di conversione personale e risveglio dell'ardore nella propria vita cristiana, anche Dio e Santa Lucia ne gioiranno dal Cielo e ciò sarà il nostro miglior omaggio come devoti. Viva Santa Lucia!

giovedì 1 ottobre 2009

PAROLA DI VITA - OTTOBRE 2009

“Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime” (dal Vangelo secondo Luca: capitolo 21, versetto 19)

“Perseveranza”. E’ questa la traduzione della parola originale greca, la quale però è ricca di contenuto: include anche pazienza, costanza, resistenza, fiducia.
La perseveranza è necessaria e indispensabile quando si soffre, quando si è tentati, quando si è portati allo scoraggiamento, quando si è allettati dalle seduzioni del mondo, quando si è perseguitati.
Penso che anche tu ti sia trovato in almeno una di queste circostanze ed abbia sperimentato che, senza perseveranza, avresti potuto soccombere. A volte forse hai ceduto. Ora magari, proprio in questo momento, ti trovi immerso in qualcuna di queste dolorose situazioni.
Ebbene, che fare?
Riprenditi, e… persevera.
Altrimenti il nome di “cristiano” non ti si addice.
Lo sai: chi vuol seguire Cristo deve prendere ogni giorno la sua croce, deve amare, almeno con la volontà, il dolore. La vocazione cristiana è una vocazione alla perseveranza.
Paolo, l’Apostolo, mostra alla comunità la sua perseveranza come segno di autenticità cristiana.
E non teme di metterla sul piano dei miracoli.
Se si ama la croce poi e si persevera si potrà seguire Cristo che è in Cielo e quindi salvarsi.

“Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime”

Si possono distinguere due categorie di persone: quelle che sentono l’invito ad essere veri cristiani, ma quest’invito cade nelle loro anime come il seme su una pietraia. Tanto entusiasmo, simile a fuoco di paglia, e poi non rimane nulla.
Le seconde invece accolgono l’invito, come un buon terreno accoglie il seme. E la vita cristiana germoglia, cresce, supera difficoltà, resiste alle bufere.
Queste hanno la perseveranza e… “con la vostra perseveranza salverete le vostre anime”

Naturalmente, se vuoi perseverare non ti basterà appoggiarti solo sulle tue forze.
Ti occorrerà l’aiuto di Dio.
Paolo chiama Dio: “Il Dio della perseveranza” .
E’ a Lui dunque che devi chiederla ed Egli te la darà.
Perché se sei cristiano non ti può bastare l’essere stato battezzato o qualche sporadica pratica di culto e di carità. Ti occorrerà crescere come cristiano. E ogni crescita, in campo spirituale, non può avvenire se non in mezzo alle prove, ai dolori, agli ostacoli, alle battaglie.
C’è chi sa perseverare per davvero: è colui che ama. L’amore non vede ostacoli, non vede difficoltà, non vede sacrifici. E la perseveranza è l’amore provato.
Maria è la donna della perseveranza.
Chiedi a Dio che ti accenda nel cuore l’amore per Lui; e la perseveranza, in tutte le difficoltà della vita, ti verrà di conseguenza, e con essa avrai salvato l’anima tua.

“Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime”

Ma c’è di più. La perseveranza è contagiosa. Chi è perseverante incoraggia anche gli altri ad andare fino in fondo.
Puntiamo in alto. Abbiamo una sola vita e breve anche questa. Stringiamo i denti giorno dopo giorno, affrontiamo una difficoltà dietro l’altra per seguire Cristo… e salveremo le nostre anime.

(testo tratto da: CHIARA LUBICH, Essere la Tua Parola, Città nuova, Roma 1982, vol. II, pp.25-28)

giovedì 10 settembre 2009

ULTIMA ESPOSIZIONE ESTIVA DI S. LUCIA

AVVISO SACRO: DOMENICA 13 SETTEMBRE 2009 LE SACRE RELIQUIE E IL SIMULACRO-RELIQUIARIO ARGENTEO DI SANTA LUCIA SARANNO SOLENNEMENTE ESPOSTI ALLA VENERAZIONE DEI FEDELI NELLA CAPPELLA DELLA SANTA DEL DUOMO DI SIRACUSA DALLE ORE 7.30 ALLE 19.30. LE SANTE MESSE SARANNO CELEBRATE ALLE ORE 8.00, 10.30, 12.00 E 19.00. COM'E' TRADIZIONE, I DEVOTI CHE IN QUESTA GIORNATA VISITERANNO LA CAPPELLA, PER PREGARE SANTA LUCIA E VENERARNE LE SACRE RELIQUIE, POTRANNO ANCHE EFFETTUARE OFFERTE DI CERI E OMAGGI FLOREALI ALLA SANTA PATRONA. SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA!

Dalla Grotta di Luce al Sepolcro di Lucia

SIRACUSA, mercoledì 9 settembre 2009 - Cronaca di un evento eccezionale: un nutrito gruppo (oltre 60 persone) di devoti di Santa Lucia provenienti dalla bellissima grotta-santuario dedicata alla martire siracusana presso Sassinoro (provincia di Benevento), guidato dall'intraprendente rettore don Biagio Corleone, si è recato in pellegrinaggio a Siracusa proprio in onore della nostra patrona, per la quale a Sassinoro si nutre una viva venerazione plurisecolare, di cui abbiamo già avuto il piacere di occuparci (cfr. il sito web del santuario e l'emozionante video sul suo settantennale; segnaliamo inoltre due libri di PAOLO MASTRACCHIO per approfondire la storia di questo particolarissimo centro del culto luciano: Grotta di Luce: alla scoperta della religiosità dei Sanniti e Il sacerdote dai due cuori).
E' stato davvero edificante conoscere queste persone speciali, buone e generose, così legate alla piccola grande santa della luce, vedere l'amore e la fede di cui sono capaci, la loro giovialità e simpatia, l'interesse e l'ammirazione per la nostra protettrice e per la nostra città. Durante il loro breve (purtroppo!) passaggio da Siracusa, hanno avuto modo di visitare il parco archeologico Neapolis, il santuario della Madonna delle Lacrime e poi, naturalmente, i luoghi luciani. Accolto prima dai Frati Minori - custodi del sepolcro di Lucia - e poi dalla Deputazione della Cappella - custode delle Sue reliquie -, il gruppo ha venerato il primo luogo in cui ha riposato il santo corpicino della martire subito dopo la sua decapitazione e il simulacro marmoreo scolpito da Gregorio Tedeschi nel 1634, raffigurante Santa Lucia morente (la statua del celebre "prodigioso sudore"), dove è stata celebrata la Santa Messa ...

... e poi la cappella dedicata alla patrona nel duomo della città, dove sono state venerate le Sacre Reliquie della vergine martire siracusana e si è effettuato un fraterno incontro e scambio di doni con la Deputazione, che - nella persona del presidente, l'avv. Antonio Bandiera - ha illustrato ai nostri amici ospiti alcune particolarità del culto luciano in Siracusa.




Purtroppo, a causa dell'inclemenza dei tempi destinati alla fruizione del pubblico, non è stato possibile ammirare la famosa tela dipinta da Caravaggio nel 1607 e raffigurante il Seppellimento di Santa Lucia, attualmente conservata nella chiesa di Santa Lucia alla Badia (a causa dei restauri della basilica di Santa Lucia al Sepolcro). Per questo motivo, abbiamo pensato di dedicare a tutti i nostri carissimi amici sassinoresi, ai quali ci lega ormai un forte e affettuoso vincolo nel nome di Santa Lucia, la sottostante riproduzione fotografica dell'opera d'arte in questione, per consentir loro di poter ammirarla perlomeno in questo modo, con l'augurio di rivederci presto!

GRAZIE SASSINORESI E ... ARRIVEDERCI!!!

mercoledì 2 settembre 2009

La vera santità

Non avrebbe senso voler essere devoti di Santa Lucia e non aspirare a divenire santi come ha fatto Lei. "Cerco di piacere al mio Dio" era la strada di Lucia, come dichiarò Lei stessa al suo persecutore che La interrogava.

Ecco una brevissima meditazione per chi persegue la tensione alla santità e per dare risposta a una domanda che chiunque di noi si pone nella propria vita: "come sono io davanti a Dio?".

Dal diario di Chiara Lubich del 12/10/1968:
"Alle volte passa nell'anima una certa preoccupazione: come sono davanti a Dio? Quale e quanta polvere copre la mia anima? Se pur mi potesse sembrare di non commettere peccati, né mortali, né veniali deliberati, quale sgorbio sono? E a dire la verità non si saprebbe dar un giudizio. Mi sembra che in questo caso l'unica cosa da fare immediatamente è non guardarsi, è dimenticare sé per guardare solo a Dio, alla Sua Volontà, a Gesù nei fratelli. Essere costantemente "fuori di noi". Cercare non la nostra santità, ma il Santo. Qui sta la carità e qui la vera santità".

martedì 1 settembre 2009

PAROLA DI VITA - SETTEMBRE 2009

"Medito giorno e notte la legge del mio Dio", dichiarava fieramente Santa Lucia al suo inquisitore Pascasio, come testimoniano gli atti più sinceri e autentici del suo martirio. Sull'esempio travolgente della nostra splendida patrona, meditiamo anche questo mese un passo della Sacra Scrittura.


“Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”. (Matteo 6,33)

Tutto il Vangelo è una rivoluzione. Non c’è parola di Cristo che assomigli a quella degli uomini. Senti questa: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose (le necessità della vita) vi saranno date in aggiunta”
La prima preoccupazione dell’uomo, in genere, è la ricerca ansiosa di ciò che è necessario per dare sicurezza alla sua esistenza. Forse è così anche per te. Ebbene Gesù ti mette di fronte al “suo” modo di vedere e ti offre un suo modo di agire. Ti domanda un comportamento totalmente diverso da quello usuale, e da tenersi non una sola volta, ma sempre. E’ questo: cercare prima il regno di Dio.
Quando sarai orientato con tutto il tuo essere verso Dio e farai di tutto perché egli regni (cioè governi la tua vita con le sue leggi) dentro di te e negli altri, il Padre ti darà ciò di cui hai bisogno giorno per giorno.
Se invece ti preoccupi innanzitutto di te stesso, finisci col curarti principalmente delle cose di questo mondo e cadi vittima di esse. Finisci col vedere nei beni di questa terra il “tuo” vero problema, il “fine” di tutti i tuoi sforzi. E ti nasce dentro la grave tentazione di contare unicamente sulle tue forze e di fare a meno di Dio.

“Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

Gesù capovolge la situazione. Se prima tua preoccupazione sarà Lui, vivere per Lui, allora il resto non costituirà più il problema principale della tua esistenza, ma una “aggiunta” o un “sovrappiù”.
Utopia? Parola irrealizzabile per te, uomo moderno, oggi, in un mondo industrializzato dove vige la concorrenza e che è spesso in crisi economica? Ti ricordo semplicemente che le difficoltà concrete di sussistenza per la gente di Galilea, non erano molto minori quando Gesù pronunciò queste parole.
Non è questione di utopia o meno, Gesù ti pone dinanzi all’impostazione fondamentale della tua vita: o vivi per te, o vivi per Dio.
Ma cerchiamo ora di capire bene questa parola:

“Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

Gesù non ti esorta all’immobilismo, alla passività per le cose terrene, ad una condotta irresponsabile o superficiale nel lavoro.
Gesù vuole cambiare la “preoccupazione” in “occupazione”, togliendoti l’ansia, la paura, l’inquietudine.
Egli dice infatti: “cercate ‘prima’ il regno…”.
Il senso di “prima” è “sopra ogni cosa”. La ricerca del regno di Dio è messa al primo posto e non esclude che il cristiano debba anche occuparsi delle necessità della sua vita.

“Cercare il regno di Dio e la sua giustizia”, poi, significa avere una condotta conforme alle esigenze di Dio manifestate da Gesù nel suo Vangelo.
Soltanto cercando il regno di Dio, il cristiano sperimenterà la potenza meravigliosa del Padre in suo favore.
Ti narro un episodio.
E’ di tempo fa, eppure appare di una incredibile attualità. Conosco infatti numerosi ragazzi e giovani che si comportano ora come agiva quella ragazza.
Si chiamava Elvira. Frequentava le magistrali. Era povera. Solo una media alta le poteva assicurare il proseguimento degli studi. Possedeva una fede forte. Il suo professore di filosofia era ateo, cosicché non di rado mostrava le verità su Cristo e sulla Chiesa sfocate, se non deformate. Il cuore della ragazza bolliva. Non per sé, ma per l’amore a Dio, alla verità e alle sue compagne. Pur conscia che contraddicendo il professore avrebbe potuto avere un cattivo voto, ciò che sentiva dentro era più forte di lei. Alzava la mano in ogni occasione, domandava la parola: “Non è vero, professore”. Forse qualche volta non avrà avuto tutti gli argomenti per controbattere le disquisizioni del professore, ma in quel “non è vero” c’era la sua fede, che è dono di verità e fa pensare.
Le compagne, che l’amavano, cercavano di dissuaderla dai suoi interventi perché non le fossero dannosi. Ma non riuscivano.
Passano alcuni mesi. E’ l’ora di distribuire la pagella. La ragazza la prende e trema. Poi un tuffo di gioia. Dieci! Il massimo voto.
Aveva cercato innanzitutto che Dio e la sua verità regnassero e il resto era venuto in sovrappiù.

“Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

Se anche tu cercherai il regno del Padre, sperimenterai che Dio è Provvidenza per tutte le esigenze della tua vita. Scoprirai la normale straordinarietà del Vangelo.

+ Chiara Lubich

domenica 30 agosto 2009

Conclusa la festa solenne di S. Lucia a Carlentini

Bellissimi e magnifici come sempre sono i grandiosi festeggiamenti che la devozione del popolo dei Carlentinesi ha tributato anche quest'anno alla fine di agosto in onore della vergine megalomartire siracusana Santa Lucia! Splendidi momenti di fede e di festa che hanno coinvolto tutta la popolazione del centro in provincia di Siracusa che da secoli venera e onora come patrona la nostra gloriosa Concittadina! La città di Carlentini ha avuto il merito e il privilegio di offrire il proprio fercolo processionale al CORPO DI SANTA LUCIA IN VISITA A SIRACUSA DAL 15 AL 22 DICEMBRE 2004, storico evento alla cui perenne memoria è dedicato questo blog, e inoltre ospita nella Cappella di Santa Lucia della Chiesa Madre l'urna che accolse il Corpo della Santa nella Basilica del Suo S. Sepolcro a Siracusa. Vi consigliamo di consultare l'interessantissimo reportage videofotografico sulla festa sul sito http://www.chiesamadrecarlentini.it/. Complimenti ai devoti luciani di Carlentini e sempre: VIVA SANTA LUCIA!!!

venerdì 28 agosto 2009

La Madonnina di Siracusa

O Madonnina delle Lacrime di Siracusa, il Tuo manto azzurro è immenso come il Cielo, tanto che nel Tuo grembo hai potuto contenere il Sole, Gesù: prendi in braccio anche noi e rendici piccole stelle luminose per indicare la rotta all'umanità che solca i mari di questo mondo a volte perdendo la bussola, sotto l'impeto inclemente delle tempeste della vita.
Grazie, o Tutta Santa, perché hai santificato con il Tuo amore materno questa nostra città di Siracusa, che fin dal primo secolo conosce il Tuo Figlio e cerca di vivere come può una vita cristiana, essendo Chiesa.
Grazie, o Madre di Dio, perché hai benedetto con le Tue sante lacrime il popolo di Siracusa, che da sempre Ti ama, Ti invoca, Ti festeggia e si affida a Te, fedele e fiducioso: aiutaci ancora a imitarTi nelle Tue sublimi virtù.
Grazie, o Vergine Odigitria, patrona della Sicilia che ci conduci a Gesù, perché hai colmato di grazie tutti i siracusani, figli della gloriosa vergine e martire concittadina Lucia: proprio nei pressi del luogo del Suo fulgido martirio Tu stessa Ti commuovesti fino alle lacrime, dal 29 agosto al 1° settembre 1953.
Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, abbi pietà di noi!
Madonnina delle Lacrime, prega per noi!

Programma dei festeggiamenti.

giovedì 20 agosto 2009

APPELLO: chi può trovare l'Inno a Santa Lucia di Salvatore Termini?!

... anche in questa calda estate siracusana la redazione del blog di SANTA LUCIA non si ferma mai... le nostre appassionate ricerche sulla nostra amatissima concittadina e patrona principale non si fanno certo intimidire dai gradi della temperatura!
Ebbene: vicino a Siracusa, in quello splendido gioiello d'arte barocca che è la città di NOTO, famosa in tutto il mondo per la sua bellezza, il 28 marzo del 1897 nacque SALVATORE TERMINI, musicista e maestro di Cappella del Duomo locale per circa vent'anni. Tra le sue composizioni vi è anche un INNO A SANTA LUCIA. Sappiamo che presso la Biblioteca Comunale di Noto sono conservati numerosi manoscritti di sue partiture, per quanto ci risulta ancora privi di catalogazione. Chi potrebbe aiutarci a trovare perlomeno il testo di questo inno, affinché possiamo pubblicarlo sul nostro blog? Grazie a tutti i netini e i devoti che vorranno collaborare, ciao ciao!!!

giovedì 13 agosto 2009

"Dal Cielo veglia ... sull'Italia". Santa Lucia e il nuovo paganesimo italiano

Alcuni nostri amici ci hanno chiesto di prendere una posizione sulle recenti vicende della cronaca nazionale che coinvolgono il primo ministro italiano ed esprimerla pubblicamente sul blog. Inizialmente ci siamo interrogati sull'opportunità di un simile gesto, non certo per timore di formulare un giudizio sulla faccenda, ma soltanto in vista del rischio di coinvolgere il blog in quel circolo pericoloso che è il pronunciarsi di un organismo cattolico sulla politica italiana. Quando un cristiano o un gruppo di cristiani giudica un evento, infatti, a nome di chi parla? Dovrebbe parlare sempre nel nome di Cristo. Peraltro, le opinioni sorte in seno alla redazione del blog non possiedono alcun valore di ufficialità, perché non rappresentano altro se non alcuni devoti di Santa Lucia. Ebbene, proprio questo è il punto: il nostro blog deve limitarsi a "dare voce", se possibile, a Santa Lucia. Sì, proprio così: dar voce a Santa Lucia nel turbolento e variegato mondo di oggi, a distanza di 17 secoli dal suo breve passaggio su questa terra.
Non possiamo né intendiamo dare anche la benché minima impressione di voler fornire indicazioni di voto: il cristiano cittadino italiano voti chi vuole, in base alla sua coscienza, alla sua conoscenza della situazione storica attuale e alla sua coerenza con il Vangelo. Però il cristiano non serva mai 'mammona' insieme a Dio, quindi guardi in faccia la realtà con uno sguardo puro, limpido, pulito, libero, obiettivo, onesto, e - pur continuando a votare liberamente chi ritenga opportuno votare - non si sottragga dal dovere di condannare aspramente, come un tempo faceva San Giovanni Battista, l'immoralità e l'illegalità dei potenti, a qualunque parte politica essi appartengano.
Detto questo, mettiamoci semplicemente all'ascolto delle parole di Santa Lucia stessa, così come sgorgano purissime e luminosissime dagli atti del suo martirio tramandati fino a noi, e la catechesi di Lei, tutta intrisa di Parola di Dio, ci basterà:

Lucia disse a Pascasio: "Tu osservi i decreti degli imperatori così come io giorno e notte medito la Legge del mio Dio; tu temi i loro ordini, io adoro il mio Dio; tu non vuoi loro resistere, né in alcun conto disubbidire, e come dunque io potrei dire o fare cosa contro il mio Dio? Tu cerchi di piacere a loro, io al mio Dio [...] Io ho messo al sicuro i miei beni [donandoli ai poveri] e il mio corpo non ha tollerato l'impurità".
Pascasio soggiunse: "Tu sei la dissolutezza in persona".
Lucia rispose: "Voi siete proprio la concupiscenza del corpo, voi dei quali l'Apostolo dice: 'I discorsi malvagi corrompono i sani costumi'. Infatti eccitate le anime degli uomini per fare peccato carnale contro il Dio vivente e per essere schiavi del demonio e dei suoi angeli che vessano nella depravazione; voi fornicate, voi che il viscido piacere dei sensi anteponete ai beni eterni e all'eterna beatitudine".

LA PREGHIERA DEL MESE - AGOSTO 2009

Da un rarissimo santino ottocentesco raffigurante il simulacro di S. Lucia venerato nella chiesa di S. Domenico a Torino (gentile dono del devoto siciliano Roberto Di Miceli):

O beata Lucia, Voi che coll'illibata vostra modestia meritaste dal Cielo singolare potere per difendere da ogni malore la vista dei vostri devoti, impetrateci, vi preghiamo, che, conservando ed usando a gloria di Dio un dono così prezioso, ci rendiamo degni di venire un giorno a contemplare in Cielo gli splendori dell'eterna gloria. Così sia.

venerdì 7 agosto 2009

La fiaccola dello spirito cristiano deve rinnovare la terra

Don Roberto Angeli (Schio, Vicenza, 1913 - Livorno, 1978), un santo e profetico sacerdote che subì sulla propria pelle l'atrocità del lager e degli orrori fascisti e che spese eroicamente tutta la propria vita per amore degli altri, scriveva sul proprio diario personale nel giorno della festa di Santa Lucia del 1943:

"Mi pare che noi viviamo in un gran periodo di Avvento. Il nostro cuore è teso nell'aspettativa ansiosa - spesso angosciosa - di qualche cosa di buono, di migliore. Gesù è il bene. Noi aneliamo a lui, quando aneliamo alla libertà, alla giustizia, all'amore tra gli uomini, ad una vita conforme a natura. Tutti gli uomini desiderano queste cose, ma non tutti - oltre queste cose - scorgono il grande unico Bene che è Dio. Sono come i fiori che cercano il sole, e non lo sanno. Oltre queste attività e queste lotte che passeranno come tutte le cose e domani non lasceranno tracce di sé, noi vediamo l'Assoluto, Dio. Noi lavoriamo per un ideale che può sembrare terreno, ma che è disceso nel nostro spirito dalle altezze della fede, e per questo lo sentiamo come un dovere religioso. Quando penso a questo mi commuovo. Siamo collaboratori di Gesù! Se non nei risultati, almeno nei desideri. Lo dicevo l'altro giorno [...] nonostante che ci si muova molto, concludiamo poco - ma perlomeno teniamo accesa una fiaccola e domani forse potremo trasmetterla ad altri - ai più giovani - perché ne rischiarino il mondo. E' la fiaccola dello spirito cristiano che deve rinnovare la terra. Oggi ho concluso poco o niente, ma ho i piedi doloranti e sono stanco: ma non è nulla, non è forse coi granellini di rena che si fa la calce e poi si costruiscono i palazzi?" (13 dicembre 1943)
Si ringrazia Gianluca della Maggiore, esperto studioso della figura di don Angeli, per aver recuperato questo scritto nell'àmbito del suo alacre lavoro di ricerca su questo "gigante" del cristianesimo più autentico del Novecento.
Per approfondire, consigliamo vivamente di leggere due bellissimi libri:
1. ROBERTO ANGELI, Vangelo nei lager. Un prete nella Resistenza, Edizioni Stella del Mare, Livorno 2006
2. GIANLUCA DELLA MAGGIORE, Dio ci ha creati liberi. Don Roberto Angeli interprete ardito del pensiero sociale cristiano, un prete livornese tra Resistenza e Ricostruzione, Editasca, Livorno 2008

mercoledì 5 agosto 2009

Prime foto della rassegna "In vacanza con S. Lucia 2009"

Ciao! E ben ritrovati! Con vero piacere pubblichiamo stamattina le prime fotografie giunte alla nostra Redazione per partecipare alla Rassegna fotografica "In vacanza con Santa Lucia" - Edizione 2009. Arrivano da un devoto siracusano di Santa Lucia che le ha scattate nei giorni scorsi durante una gita a Roma, città nella quale la venerazione per la nostra patrona è molto sentita dall'intera popolazione sin dai primissimi secoli: sono sempre esistite, difatti, nella Città Eterna, numerose chiese intitolate alla martire siracusana, e anche l'iconografia luciana è ampiamente attestata negli edifici di culto romani. Ecco le foto:

Chiesa di San Lorenzo in Lucina, Roma


Chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo, Roma

Ringraziamo l'autore delle foto per la gentile collaborazione.

Continuate a partecipare alla rassegna e ... buone vacanze!!!

martedì 4 agosto 2009

CAVA DE' TIRRENI IN FESTA PER S. LUCIA!

Anche quest'anno con grande gioia e sincera vicinanza spirituale siamo lieti di dare notizia sul nostro blog dei SOLENNI FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI SANTA LUCIA VERGINE E MARTIRE nella Parrocchia di Santa Lucia di CAVA DE' TIRRENI, in provincia di Salerno e arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni, dove esiste un antico e radicatissimo culto della nostra Santa Concittadina. Il fitto programma dei festeggiamenti è qui. A tutti i devoti campani della martire siracusana, auguriamo BUONA FESTA DI SANTA LUCIA!!!

domenica 2 agosto 2009

PROSSIMA ESPOSIZIONE DELLE RELIQUIE E DEL SIMULACRO DI S. LUCIA

AVVISO SACRO: SECONDO UNA TRADIZIONE MOLTO RADICATA E SENTITA DA TUTTI I SIRACUSANI, ANCHE QUEST'ANNO LE SACRE RELIQUIE E IL TAUMATURGO SIMULACRO-RELIQUIARIO ARGENTEO DI SANTA LUCIA VERRANNO SOLENNEMENTE ESPOSTI ALLA VENERAZIONE DEI FEDELI NELLA SECONDA DOMENICA DI AGOSTO, CIOE' GIORNO 9 C. M., DALLE ORE 7.30 ALLE 20.00, NELLA CAPPELLA DELLA PATRONA IN DUOMO A SIRACUSA. SARANNO CELEBRATE SANTE MESSE ALLE ORE 8.00, 10.30, 12.00 E 19.00. E' UN'OCCASIONE D'ORO PER ACCOSTARCI ALLE SACRE RELIQUIE DELLA VERGINE MEGALOMARTIRE SIRACUSANA, TESORO DI GRAZIE E SPLENDENTE FARO DI SANTITA'.

sabato 1 agosto 2009

Indulgenza della Porziuncola

AVVISO: dalle ore 12 di oggi alle 24 di domani è possibile ottenere l'indulgenza cosiddetta della Porziuncola, istituita per ispirazione divina da San Francesco d'Assisi e approvata dal papa del tempo. E' un'occasione di grazia nella quale sperimentare, in comunione con tutta la Chiesa, il perdono e la misericordia senza limite di Dio. L'indulgenza può essere ottenuta per sé e per i propri cari defunti, alle condizioni: visita ad una chiesa francescana, confessione e comunione sacramentali, preghiera secondo le intenzioni del papa. Ricordiamo che la basilica del S. Sepolcro di S. Lucia a Siracusa fa parte dei luoghi interessati dall'indulgenza in quanto amministrata dai Frati Minori, ordine francescano (dal momento che la basilica è attualmente chiusa per restauri, si può entrare nel salone parrocchiale retrostante la chiesa, attualmente adibito a cappella e luogo per le celebrazioni, e nella cripta del Sepolcro di S. Lucia).

"Grazie, Signore" di Kirk Kilgour

"Amici di Santa Lucia" è una realtà di famiglia: avendo ricevuto da un amico molto caro il testo di una bellissima preghiera, abbiamo pensato di condividere questo dono così gradito con tutti Voi. Il Vangelo ci invita a dare ciò che riceviamo, a donare e condividere quanto ci viene donato, nell'ottica di un amore - ispirato a Dio Amore - che viene e che va continuamente, come un fiume che non si ferma mai. Leggetela: è davvero meravigliosa, specie se si pensa alle condizioni del suo autore al momento in cui l'ha scritta. E' come un moderno salmo antifonale, un inno all'offerta delle proprie sofferenze per amore di Cristo crocifisso: lo dedichiamo a tutti coloro che soffrono e domandano la Luce per accettare il proprio dolore, lo dedichiamo a tutti coloro che ritengono inesaudite le proprie preghiere.

Ti ho chiesto, Signore, di essere forte per eseguire progetti grandiosi:
Tu mi hai reso debole per conservarmi nell'umiltà.
Ti ho chiesto la salute per realizzare grandi imprese:
Tu mi hai dato il dolore per comprenderla meglio.
Ti ho chiesto la ricchezza per possedere tutto:
Tu mi hai lasciato povero per non essere egoista.
Ti ho chiesto il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:
Tu mi hai dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
Ti ho chiesto l'amicizia per non vivere solo:
Tu mi hai dato un cuore per amare tutti i fratelli.
Ti ho chiesto tutte le cose che avrebbero potuto rallegrare la mia vita:
Tu mi hai dato la vita perché mi rallegrassi di tutte le cose.
Signore, non ho ricevuto quello che ho chiesto
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che mai feci, furono esaudite.
Grazie, Signore: fra tutti gli uomini nessuno ha mai avuto più di quello che ho io!
Kirk Kilgour
(campione sportivo americano finito,
per un incidente, su una sedia a rotelle)

PAROLA DI VITA - AGOSTO 2009

"I martiri andavano alla morte cantando": così si conclude la meditazione biblica di Chiara Lubich che viene proposta in questo mese. Santa Lucia, nostra specialissima concittadina e celeste patrona, fiera e coraggiosa fece del Suo martirio un vero e proprio canto d'amore per il Suo adorato Sposo: Gesù Cristo. La nostra vita deve essere un'eco di quel canto, altrimenti vana sarebbe la nostra devozione luciana. E come potrebbe essere diversamente, di fronte a un Dio che ci ama "sino alla fine"?!

"DOPO AVER AMATO I SUOI CHE ERANO NEL MONDO, LI AMO' SINO ALLA FINE" (Vangelo secondo Giovanni, 13,1)

Sai quando il Vangelo riporta questa frase? La scrive l’evangelista Giovanni prima che Gesù si accinga a lavare i piedi ai suoi discepoli e si prepari alla sua passione.
Negli ultimi momenti che vive con i suoi Gesù manifesta in modo supremo e più esplicito l’amore che da sempre nutriva per loro.

"DOPO AVER AMATO I SUOI CHE ERANO NEL MONDO, LI AMO' SINO ALLA FINE".

Le parole "sino alla fine" significano: fino alla fine della sua vita, fino all’ultimo respiro. Ma vi è anche in esse l’idea della perfezione. Vogliono dire: li amò completamente, totalmente, con una intensità estrema, fino al culmine.
I discepoli di Gesù rimarranno nel mondo mentre Gesù sarà nella gloria. Si sentiranno soli, dovranno superare tante prove; proprio per quei momenti Gesù vuole che siano sicuri del suo amore.

"DOPO AVER AMATO I SUOI CHE ERANO NEL MONDO, LI AMO' SINO ALLA FINE".

Non senti in questa frase lo stile di vita del Cristo, il suo modo di amare? Lava i piedi ai discepoli. Il suo amore lo porta fino a questo servizio, a quel tempo riservato agli schiavi. Gesù si sta preparando alla tragedia del Calvario per dare ai "suoi" e a tutti, oltre le sue straordinarie parole, oltre gli stessi suoi miracoli, oltre tutte le sue opere, anche la vita. Ne avevano bisogno, il bisogno più grande che ha ogni uomo; quello di essere liberato dal peccato, che significa dalla morte, e poter entrare nel regno dei cieli. Dovevano aver pace e gioia nella Vita che non finisce più.
E Gesù si offre alla morte, gridando l’abbandono del Padre, fino al punto di poter dire alla fine: "tutto è compiuto".

"DOPO AVER AMATO I SUOI CHE ERANO NEL MONDO, LI AMO' SINO ALLA FINE".

Vi è in queste parole la tenacia dell’amore d’un Dio e la dolcezza dell’affetto d’un fratello.
Anche noi cristiani, perché Cristo è in noi, possiamo amare così.
Ora però non ti vorrei proporre tanto di imitare Gesù nel morire (quand’era la sua ora) per gli altri: non ti vorrei offrire, come necessari modelli, padre Kolbe che muore al posto d’un fratello prigioniero, né padre Damiano che, divenuto lebbroso con i lebbrosi, muore con loro e per loro.
Può darsi che mai, nel corso degli anni, ti sia chiesto di offrire la tua vita fisica per i fratelli. Ciò che Dio però certamente ti domanda è di amarli fino in fondo, fino alla fine, fino al punto che anche tu possa dire: "tutto è compiuto".
Così ha fatto la piccola Cetti, di 11 anni, di una città italiana. Ha visto la sua amichetta e compagna Giorgina, della stessa età, molto triste. Vuole tranquillizzarla, ma non ci riesce. Vuol allora andare fino in fondo e sapere il perché della sua angoscia. Le è morto il papà e la mamma l’ha lasciata sola presso la nonna, andando a vivere con un altro uomo. Cetti intuisce la tragedia e si muove. Chiede, pur piccola, alla compagna di poter parlare con la sua mamma, ma Giorgina la prega di accompagnarla prima sulla tomba del suo papà. Cetti la segue con grande amore e sente Giorgina implorare nel pianto il babbo perché venga a prenderla.
A Cetti il cuore si spezza. C’è lì una piccola chiesa diroccata, entrano. Sono rimasti soltanto un piccolo tabernacolo ed un Crocifisso. Cetti dice: "Guarda, in questo mondo, tutto verrà distrutto, ma quel Crocifisso e quel tabernacolo resteranno!". Giorgina, asciugandosi le lacrime, risponde: "Sì, hai ragione tu!". Poi, con garbo, Cetti prende Giorgina per mano e l’accompagna dalla mamma.
Arrivata, con decisione le rivolge queste parole: "Guardi, signora, non sono cose che riguardano me; ma io le dico che lei ha lasciato la sua figlia senza un affetto materno di cui ha bisogno. E le dico ancora una cosa: che lei non sarà mai in pace finché non l’avrà presa con sé e non si sarà pentita".
Il giorno dopo Cetti sostiene con amore Giorgina che ritrova a scuola. Ma ecco il fatto nuovo: una macchina viene a prendere Giorgina: la guida la mamma. E da quel giorno la macchina ritorna, perché Giorgina ormai vive con lei, che ha abbandonato decisamente l’amicizia con quell’uomo.
Della piccola e grande azione di Cetti, si può dire "tutto è compiuto". Ha fatto bene ogni cosa. Fino in fondo. E c’è riuscita.
Pensaci un po’. Quante volte hai incominciato a prenderti cura di qualcuno che poi hai abbandonato, facendo tacere la tua coscienza con mille scuse? Quante azioni hai iniziato con entusiasmo che poi non hai proseguito di fronte a difficoltà che ti sembravano superiori alle tue forze?...
La lezione che oggi Gesù ti dà è questa:

"DOPO AVER AMATO I SUOI CHE ERANO NEL MONDO, LI AMO' SINO ALLA FINE".

Fa' così.
E se un giorno Dio ti chiedesse sul serio la vita, non tentennerai. I martiri andavano alla morte cantando. E il premio sarà la più grande gloria, perché Gesù ha detto che nessuno al mondo ha più grande amore di colui che versa il suo sangue per i suoi amici.

+ Chiara Lubich

giovedì 30 luglio 2009

FESTA DEL PATROCINIO 2009 A BELPASSO

I nostri fratelli della cittadina etnea di Belpasso, in provincia di Catania, che da secoli hanno eletta come loro patrona Santa Lucia, vergine e martire di Siracusa, con l'amore e l'entusiasmo di sempre rinnovano anche quest'anno la grata memoria di un prodigio ottenuto alla città grazie all'intercessione della Santa, durante la seconda guerra mondiale. Ci uniamo spiritualmente alla comunità di devoti belpassesi per celebrare insieme a loro, con gioia ed esultanza del cuore, le meraviglie di Dio in Santa Lucia, specialissima protettrice dei suoi figli, che in ogni parte del mondo la onorano. Belpassesi e Siracusani all'unisono cantano in coro le glorie della loro amatissima e taumaturga patrona, e concordi intonano un solo grido, che si eleva festoso verso il Cielo: VIVA SANTA LUCIA!!!
Il programma dei festeggiamenti di Belpasso è qui.

mercoledì 29 luglio 2009

RASSEGNA FOTOGRAFICA "IN VACANZA CON S. LUCIA" 2009

Carissimi amici, torna l'iniziativa della nostra Redazione "In vacanza con S. Lucia", rassegna fotografica dedicata ad accogliere, valorizzare e pubblicare le foto che i visitatori del blog potranno scattare nei vari luoghi in cui quest'anno andranno in ferie e che abbiano per oggetto opere d'arte raffiguranti la nostra bellissima santa. Ovunque si va, il devoto cerca e sempre trova Santa Lucia nelle chiese che visita, sia in Italia che all'estero, prova dell'universale diffusione del suo culto: inviateci le vostre foto in formato digitale all'indirizzo mail amicisantalucia@yahoo.it e le pubblicheremo on line sul blog degli Amici di S. Lucia! Buone vacanze a tutti!

Un'esperienza d'unità, un raggio della luce di Lucia

(Santa Lucia, pregevole icona realizzata da Mirella Roccasalva Firenze, maestra iconografa dell'atelier dell'Associazione Russia Cristiana "San Vladimir" di Siracusa, centro che lavora intensamente in campo ecumenico come ponte tra Oriente e Occidente, secondo il desiderio di Gesù "che tutti siano una cosa sola")

Stamattina, intorno a mezzogiorno, nel meraviglioso duomo di Siracusa, come sempre frequentatissimo da visitatori d'ogni genere, turisti e fedeli, che ogni giorno accorrono numerosi per ammirarne lo splendore artistico e architettonico che lo rende unico al mondo, è giunto un gruppo di pellegrini della Chiesa Ortodossa di Mosca, per pregare Santa Lucia e venerarne le reliquie.
Il gruppo si è soffermato per una visita non breve nella Cappella della Patrona, compiendo gesti semplici eppure eloquentissimi che testimoniano una fede e una devozione davvero invidiabili e senza dubbio massimamente ammirevoli: uomini e donne (queste ultime con il capo rigorosamente velato, secondo l'esortazione di San Paolo), chierici e laici, si sono inginocchiati e ripetutamente prostrati con la fronte fino a terra (anche le persone più anziane del gruppo!), baciando l'urna con la reliquia luciana perennemente esposta sotto l'altare della Cappella: impossibile descrivere l'amore e il rispetto nei confronti della nostra Santa che gli sguardi esprimevano in modo così inequivocabile. Secondo la tipica spiritualità orientale, hanno pregato con grande intensità e in modo davvero molto edificante, compiendo numerosi inchini e segni di Croce, e alla fine hanno coronato questo commovente e sentitissimo omaggio alla martire siracusana intonando per Lei un devoto canto in russo.
A chi li interrogava, hanno con fermezza dichiarato che - pur essendo ortodossi - venerano moltissimo Santa Lucia, a conferma che tutto il cristianesimo orientale, non solo greco ma anche russo, non cancella l'antichissimo e radicatissimo culto alla nostra patrona, nonostante la dolorosa divisione fra le nostre Chiese.
Poco prima di morire per la fede sotto la spada dei suoi aguzzini, Lucia profetizzò la pace per la Chiesa di Dio, e quella profezia presto si realizzò con la fine delle persecuzioni: possa Ella essere oggi Luce per ricomporre la piena comunione delle Chiese cristiane, anche grazie all'ecumenica diffusione del Suo culto.
In special modo Santa Lucia, eccezionalmente venerata anche dai protestanti, insieme a tutti i santi venerati sia in Oriente che in Occidente, interceda presso quel Dio che nell'imminenza della Sua Passione redentrice pregò "Padre, che tutti siano uno" affinché torni l'unità!

domenica 12 luglio 2009

IN VACANZA CON SANTA LUCIA

Carissimi, ecco il nostro dono per Voi per le vacanze estive: una meditazione su un versetto evangelico messo in pratica alla perfezione dalla nostra amatissima Santa Lucia, che - prendendo alla lettera la Parola di Gesù - vendette tutti i suoi beni e donò tutte le sue ricchezze ai poveri. Un invito a seguirne l'esempio e ascoltare anche noi l'esortazione di Gesù, un'occasione per meditare e riflettere (e agire poi di conseguenza) in questo periodo di ferie:

"VENDETE CIO' CHE AVETE E DATELO IN ELEMOSINA; FATEVI BORSE CHE NON INVECCHIANO, UN TESORO INESAURIBILE NEI CIELI, DOVE I LADRI NON ARRIVANO E LA TIGNOLA NON CONSUMA" (Luca 12,33)
Sei giovane e reclami una vita ideale, totalitaria, radicale? Senti Gesù. Nessuno al mondo ti chiede tanto. Sei nell'occasione di dimostrare la tua fede e la tua generosità, il tuo eroismo.
Sei maturo e brami un'esistenza seria, impegnata, ma sicura? O anziano e desideri vivere i tuoi ultimi anni abbandonato a chi non inganna, senza preoccupazioni che ti logorano? Vale anche per te questa parola di Gesù.
Essa conclude infatti una serie di esortazioni nelle quali Gesù ti invita a non preoccuparti di ciò che mangerai e vestirai, esattamente come fanno gli uccelli dell'aria che non seminano e i gigli del campo che non filano. Devi bandire perciò dal tuo cuore ogni ansia per le cose della terra, perché il Padre ti ama assai più degli uccelli e dei fiori, e pensa lui stesso a te.
Per questo ti dice:
"VENDETE CIO' CHE AVETE E DATELO IN ELEMOSINA; FATEVI BORSE CHE NON INVECCHIANO, UN TESORO INESAURIBILE NEI CIELI, DOVE I LADRI NON ARRIVANO E LA TIGNOLA NON CONSUMA".
Il Vangelo è, nel suo insieme ed in ogni sua parola, una richiesta totale agli uomini di ciò che sono e di ciò che hanno.
Dio non domandava tanto prima che venisse Cristo. L'Antico Testamento considerava un bene, una benedizione di Dio la ricchezza terrena e, se chiedeva di far elemosina ai bisognosi, era per ottenere benevolenza dall'Onnipotente.
Più tardi, nel giudaismo, il pensiero della ricompensa nell'aldilà era diventato più comune. Un re rispondeva a chi gli rimproverava di sperperare i suoi beni: "I miei avi accumularono tesori per quaggiù, io invece ho accumulato tesori per lassù".
Ora l'originalità della Parola di Gesù sta nel fatto che Lui ti chiede il dono totale, ti domanda tutto. Vuole che tu sia un figlio spensierato, senza preoccupazioni per il mondo, un figlio che si appoggia soltanto su di Lui.
Egli sa che la ricchezza è un enorme ostacolo per te, perché essa occupa il tuo cuore, mentre egli vuole avere tutto lo spazio per sé.
Ecco quindi la raccomandazione:
"VENDETE CIO' CHE AVETE E DATELO IN ELEMOSINA; FATEVI BORSE CHE NON INVECCHIANO, UN TESORO INESAURIBILE NEI CIELI, DOVE I LADRI NON ARRIVANO E LA TIGNOLA NON CONSUMA".
E se non puoi disfarti dei beni materialmente, perché sei legato ad altre persone, o perché la tua posizione ti obbliga ad un contorno dignitoso ed adeguato, certametne, devi staccarti dai beni spiritualmente ed essere nei loro confronti un semplice amministratore. Così, mentre tratti con la ricchezza ami gli altri e, amministrandola per loro, ti fai un tesoro che il tarlo non corrode e il ladro non porta via.
Ma sei certo che devi tenere tutto? Ascolta la voce di Dio dentro di te; consigliati, se non sai decidere. Vedrai quante cose superflue troverai fra ciò che hai. Non tenerle. Da', da' a chi non ha. Metti in pratica la Parola di Gesù: "Vendi ... e da'". Così riempirai le borse che non invecchiano.
E' logico che per vivere nel mondo occorra interessarsi anche di denaro, anche di roba. Ma Dio vuole che ti occupi, non che ti preoccupi. Occupati di quel minimo che è indispensabile per vivere secondo il tuo stato, secondo le tue condizioni.
Per il resto:
"VENDETE CIO' CHE AVETE E DATELO IN ELEMOSINA; FATEVI BORSE CHE NON INVECCHIANO, UN TESORO INESAURIBILE NEI CIELI, DOVE I LADRI NON ARRIVANO E LA TIGNOLA NON CONSUMA".
Paolo VI era veramente povero. Lo ha testimoniato il modo col quale ha voluto essere sepolto: in una povera bara, nella vera terra. Poco prima di morire aveva detto a suo fratello: "Da tempo ho preparato le valigie per quell'impegnativo viaggio".
Ecco, questo devi fare: preparare le valigie.
Ai tempi di Gesù si chiamavano forse borse. Preparale giorno per giorno. Riempile più che puoi di ciò che può essere utile agli altri. Hai veramente ciò che dai. Pensa a quanta fame c'è nel mondo. A quanta sofferenza. A quanti bisogni ...
Riponivi anche ogni atto d'amore, ogni opera in favore dei fratelli.
Compi queste azioni per Lui. DiGlielo nel tuo cuore: per Te. Ed adempile bene, con perfezione. Sono destinate al Cielo, rimarranno per l'eternità.
+ Chiara Lubich

sabato 20 giugno 2009

LE RELIQUIE DI SANTA LUCIA, FONTE DI LUCE PER NOI


L'esempio e la testimonianza dei devoti luciani di Erchie (Brindisi) ci hanno suggerito già da tempo l'idea e il desiderio di riflettere pubblicamente sul senso, sulla bellezza, sull'importanza di accostarsi, inchinarsi, venerare, baciare le Sacre Reliquie di Santa Lucia: è una grazia davvero speciale! La Chiesa ha custodito sempre la tradizione di curare gesti di rispetto nei confronti delle reliquie dei santi: sin dai primissimi secoli del cristianesimo, il giorno anniversario del martirio dei primi santi veniva proclamata la lettura dei loro atti e venivano celebrati i Sacri Misteri proprio presso il sepolcro che ne custodiva il corpo; inoltre, negli altari delle chiese venivano incastonati frammenti di reliquie dei santi e nelle principali basiliche di ogni città venivano edificate cappelle o cripte dedicate proprio alla conservazione e alla venerazione delle reliquie.
Venerare le reliquie crea un contatto fisico con una realtà spirituale preziosa: la santità. Il corpo insanguinato dei martiri è un'ostia immolata per la fede e l'amore per Gesù Cristo: venerarlo è celebrare il sacramento visibile del dare la propria vita per Dio. I segni dei supplizi, che in molti corpi di santi martiri (anche quello di Santa Lucia) sono ancora ben individuabili, sono piaghe luminose che tracciano un percorso di meditazione sulla radicalità della vita cristiana e sulla coerenza della propria testimonianza fino alla morte.
Carissimi amici, impariamo dalla bella testimonianza dei devoti di Erchie l'amore per le reliquie dei santi! Approfittiamone per riscoprire con nuovo entusiasmo il privilegio di poter accostarci alle taumaturghe reliquie di Santa Lucia e con fede pura facciamone un'occasione per elevare la nostra preghiera a Dio e alla nostra santa patrona!
Grazie, Erchie!

sabato 2 maggio 2009

La preghiera del nostro nuovo arcivescovo

Federico Bianchi detto il "Crespino", Santa Lucia (Milano, basilica di san Marco)


Tra i primissimi atti compiuti dal novello Arcivescovo Metropolita di Siracusa, S. Ecc.za Rev.ma mons. Salvatore Pappalardo, c'è stata la composizione di una nuova preghiera a Santa Lucia (inoltre, ricordiamolo, la sua prima celebrazione in duomo è stata coronata, su suo desiderio, dall'esposizione eccezionale del simulacro della Patrona).


Mons. Pappalardo apre stasera le solenni celebrazioni liturgiche della Festa del Patrocinio officiando i solenni Primi Vespri Pontificali di S. Lucia.


Pubblichiamo dunque, in questo gioioso clima di festa, la nuova orazione alla Santa scritta dal presule:



O Santa Lucia, vergine fedele e martire di Cristo, a Te rivolgiamo la nostra preghiera, certi di essere ascoltati.
Più volte abbiamo sperimentato la Tua intercessione presso Dio e perciò con fiducia Ti preghiamo.
Difendi da ogni male la città di Siracusa, illumina quelli che la governano; preserva i tuoi concittadini dai pericoli e dalle catastrofi naturali.
Sostieni e benedici la Chiesa siracusana nell’annuncio del Vangelo; dona forza ed efficacia alla testimonianza che la Chiesa sparsa nel mondo rende all’amore del Signore; rafforza la fede di quanti credono nell’amore di Dio Padre, nella salvezza donata da Gesù Cristo, nell’opera santificatrice dello Spirito Santo.
O Lucia, nostra cara patrona, illumina quanti cercano la verità; distogli i tuoi fratelli dalla via del male e converti i peccatori a Cristo.
Porta la gioia alle persone sole e agli anziani; fa’ che ci adoperiamo affinché a nessuno manchi il pane, il lavoro e una casa; dai sollievo agli ammalati, allevia il dolore di chi soffre.
Custodisci nell’unità e nella serenità le nostre famiglie.
Proteggi i fanciulli; dona ai giovani ideali nobili e la forza di viverli.
Suscita sante vocazioni alla vita consacrata e sostieni i sacerdoti e i religiosi nella via della santità.
Donaci occhi per vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli; fa’ che ci impegniamo lealmente al servizio dei poveri e dei sofferenti.
O Santa Lucia, discepola di Cristo Signore e modello di santità, presenta Tu alla Santissima Trinità la supplica del popolo siracusano che ti ama e ti invoca come potente protettrice. Amen!



† Salvatore Pappalardo
Arcivescovo di Siracusa

SIRACUSA IN FESTA PER IL PATROCINIO DI S. LUCIA!

Cos'è una festa del patrocinio? E' un'antica tradizione cristiana particolarmente radicata in Sicilia, dove la religiosità popolare resiste tenacemente all'inesorabile processo di secolarizzazione, laicizzazione e "privatizzazione" della vita sociale moderna. Alcune città, già molti secoli orsono, istituirono - con approvazione ecclesiastica e con ufficializzazione senatoria - una seconda festa patronale annuale, da aggiungersi a quella celebrata nella ricorrenza liturgica del patrono. In taluni casi, la seconda festa annuale assunse progressivamente un carattere più solenne della prima. Le motivazioni che storicamente hanno dato origine a queste feste locali possono essere diverse: la commemorazione di un ritrovamento o di una traslazione delle reliquie del patrono, la commemorazione di un importante miracolo attribuito all'intercessione del patrono, o - più semplicemente - la collocazione della seconda ricorrenza annuale in una stagione più adatta ai festeggiamenti esterni.
Santa Lucia è sempre stata la patrona principale di Siracusa, e il calendario liturgico locale - nel corso dei secoli - si è arricchito di non poche celebrazioni a Lei dedicate.
La Festa del Patrocinio di Santa Lucia, il cui ricco programma di celebrazioni inizia oggi (la Vigilia) e che terminerà domenica 10 maggio (l'Ottava), è stata istituita per voto del Senato e di tutto il popolo siracusano nel 1646, e da allora essa viene fedelmente celebrata, con grande partecipazione popolare. Com'è noto, tale festa è nata a perenne ricordo di un prodigio: Siracusa e tutto il sud dell'Italia soffriva una terribile carestia, e il vescovo della chiesa aretusea - dopo aver generosamente contribuito il più possibile a sfamare la popolazione - propose di invocare un vero e proprio miracolo dall'amata patrona Santa Lucia, alla quale i siracusani si erano sempre rivolti nella loro storia, senza rimanere mai delusi. Infatti, il 13 maggio 1646, proprio mentre il vescovo e i cristiani erano radunati nel duomo della città attorno al taumaturgo simulacro-reliquiario argenteo della martire concittadina, eccezionalmente esposto per l'occasione, una colomba bianca entrò nella basilica e si posò sul soglio episcopale tra lo stupore di tutti i presenti. In quel momento, una voce annunciò con giubilo che nel porto di Siracusa era finalmente arrivata una nave carica di grano: Santa Lucia aveva ancora una volta salvato la Sua città, come avrebbe continuato a fare anche in altre numerose occasioni.
Un miracolo non confinato in un remoto e indefinito tempo mitico o favoloso non più raggiungibile dalle verifiche scientifiche, bensì attestato e confermato da molte fonti storiche attendibili e inconfutabili.
Grazie, Santa Lucia!

venerdì 1 maggio 2009

Parola di vita - maggio 2009

AL VIA LA FESTA DEL PATROCINIO DI SANTA LUCIA 2009!!! SIRACUSA SI PARA A FESTA PER RINNOVARE CON SEMPRE NUOVO ARDORE, PASSIONE E DEVOZIONE UNA TRADIZIONE ANTICA BEN 363 ANNI: LA GIOIOSA COMMEMORAZIONE DELLA LIBERAZIONE DELLA CITTA' DALLA CARESTIA PER INTERCESSIONE DELLA GLORIOSA PATRONA E CONCITTADINA LUCIA! AUGURI DI UNA FELICISSIMA FESTA A TUTTI I SIRACUSANI (IL PROGRAMMA DEI FESTEGGIAMENTI E' ON LINE SUL SITO WEB DELLA DEPUTAZIONE: http://www.santaluciasr.it/). GIUNTI ALLA VIGILIA DELL'APERTURA DEI FESTEGGIAMENTI, CHE INIZIERANNO DOMANI MATTINA CON LA SUGGESTIVA ED EMOZIONANTE TRASLAZIONE DEL SIMULACRO DELLA SANTA NEL DUOMO ARETUSEO, VI OFFRIAMO LA MEDITAZIONE BIBLICA MENSILE ISPIRATA ALL'ESPERIENZA VISSUTA DA UNA DONNA CIECA, PER RICORDARE - ANCHE IN QUESTA FESTA DI SANTA LUCIA - CHE I CIECHI SONO I PRIVILEGIATI E AMATISSIMI FIGLI DELLA NOSTRA PROTETTRICE, SUI QUALI ELLA POSA OGNI GIORNO IL PROPRIO SGUARDO D'AMORE:

"Usate bene i vari doni di Dio: ciascuno metta a servizio degli altri la grazia particolare che ha ricevuto" (dalla prima lettera di San Pietro: capitolo 4, versetto 10).
Edith, cieca dalla nascita, vive con altre non vedenti in un istituto dove il cappellano, paralizzato alle gambe, non può più celebrare la Messa. Per questo motivo si vuole togliere Gesù Eucaristia dalla casa. Edith ricorre al vescovo perché lo lasci quale unica luce alla loro tenebra. Ottiene il permesso e con questo anche quello di distribuire lei stessa la Comunione al cappellano e alle compagne. Desiderosa di rendersi utile, Edith ha ottenuto anche di disporre di una radio libera per varie ore. Se ne serve per offrire ciò che di meglio ha: consigli, pensieri validi, chiarimenti morali, per sostenere con la sua esperienza coloro che soffrono. Edith… e potrei narrarti altre cose di lei. Ed è cieca e la sofferenza l’ha illuminata.Ma quanti altri esempi avrei da narrarti! Il bene c’è e non fa rumore. Edith vive praticamente da cristiana: sa che ognuno di noi ha ricevuto dei doni e li mette al servizio degli altri.Sì, perché per "dono" (o "carisma" come si suol dire dal greco) non s’intendono soltanto quelle grazie di cui Dio arricchisce coloro che debbono governare la Chiesa. E nemmeno s’intendono soltanto quei doni straordinari che egli si riserva di mandare direttamente a qualche fedele, per il bene di tutti, quando pensa che occorra nella Chiesa rimediare a situazioni eccezionali, o a pericoli gravi, per i quali non bastano le istituzioni ecclesiastiche. Questi possono essere la sapienza, la scienza, il dono dei miracoli, il parlare le lingue, il carisma di suscitare una nuova spiritualità nella Chiesa ed altri ancora. Per doni, o carismi, non s’intendono solo questi, ma anche altri più semplici che possiedono molte persone e si notano per il bene che producono. Lo Spirito Santo lavora.Inoltre si possono chiamare doni o carismi anche i talenti naturali. Ognuno quindi ne è dotato. Anche tu. E che uso devi farne? Pensare come farli fruttare. Essi ti sono dati non solamente per te, ma proprio per il bene di tutti.
"Usate bene i vari doni di Dio: ciascuno metta a servizio degli altri la grazia particolare che ha ricevuto".
La varietà dei doni è immensa. Ognuno ha il suo e ha quindi nella comunità la sua specifica funzione. Ma dimmi un po’: qual è il tuo caso? Hai qualche diploma? Non hai mai pensato di mettere a disposizione qualche ora della settimana per insegnare a chi non sa, o non ha i mezzi per studiare? Hai un cuore particolarmente generoso? Non hai mai pensato di mobilitare delle forze ancora sane in favore di gente povera ed emarginata, e rimettere così nel cuore di molti il senso della dignità dell’uomo? Hai doti particolari per confortare? Oppure per tenere la casa, per cucinare, per confezionare con poco abbigliamenti utili o per lavori manuali? Guardati attorno e vedi chi ha bisogno di te. Provo dolore quando vedo che c’è gente che cerca e insegna come riempire il tempo libero. Non abbiamo, noi cristiani, tempo libero, finché ci sarà sulla terra un ammalato, un affamato, un carcerato, un ignorante, un dubbioso, uno triste, un drogato, un orfano, una vedova… E la preghiera non ti sembra un dono formidabile da utilizzare, dato che in ogni momento puoi rivolgerti a Dio presente dappertutto?
"Usate bene i vari doni di Dio: ciascuno metta a servizio degli altri la grazia particolare che ha ricevuto".
Immagini la Chiesa in cui tutti i cristiani, dai bambini agli adulti, fanno quanto possono per mettere a disposizione degli altri i loro doni? L’amore scambievole acquisterebbe tale consistenza, tale ampiezza e rilievo che potrebbero riconoscere da questo i discepoli di Cristo. E allora, se il risultato è tale, perché non fare tutta la tua parte per conseguirlo?
Chiara Lubich
(scritto del 1979 pubblicato in
"Essere la Tua Parola. Chiara Lubich e cristiani di tutto il mondo",
vol. I, Città Nuova editrice, Roma 1980, pp. 157-159)

martedì 28 aprile 2009

Con il papa per le vittime del terremoto

Internet e tutti i mezzi di comunicazione hanno dedicato molto spazio al recente disastroso terremoto in Abruzzo, tra informazione, approfondimento e un pizzico di immancabile (ahinoi) strumentalizzazione. Il nostro blog, in questo rumorosissimo proliferare di parole, ha scelto il silenzio e la sobrietà. Ma si è trattato di un silenzio sostanziato di preghiera e meditazione. Non modifichiamo questa linea: pubblichiamo oggi la preghiera composta da Sua Santità il papa Benedetto XVI per le vittime del terremoto, visitando l'Abruzzo per mostrare concretamente i segni della sua paterna benevolenza, e portando il dono della generosa solidarietà di noi cattolici. Uniamoci alla preghiera del Santo Padre:

Affidiamo questi nostri cari a Te, Signore, sapendo
che ai tuoi fedeli Tu non togli la vita ma la trasformi,
e nel momento stesso in cui viene distrutta
la dimora di questo nostro esilio sulla terra,
Ti preoccupi di prepararne una eterna ed immortale in Paradiso.
Padre Santo, Signore del cielo e della terra,
ascolta il grido di dolore e di speranza,
che si leva da questa comunità duramente provata dal terremoto!
E' il grido silenzioso del sangue di madri, di padri, di giovani
e anche di piccoli innocenti che sale da questa terra.
Sono stati strappati all'affetto dei loro cari,
accoglili tutti nella tua pace, Signore, che sei il Dio-con-noi,
l'Amore capace di donare la vita senza fine.
Abbiamo bisogno di Te e della Tua forza,
perché ci sentiamo piccoli e fragili di fronte alla morte;
Ti preghiamo, aiutaci, perché soltanto il Tuo sostegno
può farci rialzare e indurci a riprendere insieme,
tenendoci fiduciosi l'un l'altro per mano, il cammino della vita.
Te lo chiediamo per Gesù Cristo, nostro Salvatore,
in cui rifulge la speranza della beata risurrezione. Amen!

venerdì 17 aprile 2009

S.Lucia News: Comunicato stampa da Erchie

ERCHIE (Brindisi) - Arriva il gran giorno: sabato, alle 17,15, arriveranno ad Erchie da Siracusa, con l'elicottero, le reliquie di Santa Lucia (l'omero del braccio sinistro della Santa e l'osso del palmo della mano). L'ostensione delle reliquie di Santa Lucia è frutto del gemellaggio fra lecittà di Erchie e Siracusa ed è organizzata dal Comune di Erchie, dal Santuario di Santa Lucia in Erchie, dal Comitato Festa di Santa Lucia in collaborazione con Diocesi di Oria, dall'Arcidiocesi di Siracusa, dalla Deputazione della Cappella di Santa Lucia in Siracusa, dal Comune diSiracusa, e si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per gli Affari Regionali, della Regione Puglia, della Provincia di Brindisi e del Credito Cooperativo Cassa Rurale ed Artigiana Erchie. Un'intera città si è mobilitata. Erchie dedicherà una settimana intera di manifestazioni collaterali alla presenza delle reliquie della Santa piùvenerata in questo centro del brindisino. Manifestazione che saranno apertegià due ore prima dell'arrivo delle reliquie, in piazza Umberto I: alle15,30 vi sarà animazione con canti religiosi di "Lev Effatha" e di "Echi Sonori" diretti dal M° Gaetano Leone. Presenta: Maria Di Filippo,mentre alle 17, invece, è prevista l'accoglienza di Lucia di Svezia e delle damigelle (la direzione artistica e la regia delle manifestazioni all'interno degli otto giorni sono curate da Gino Cesaria che, fra le suenumerose collaborazioni, ha curato anche la regia dell'accoglienza del SantoPadre, Papa Benedetto XVI, in occasione della Sua visita nel 2008 a Brindisi.).Alle 17.15, nella zona 167, è poi previsto l'atterraggio in elicottero delle reliquie per la traslazione delle Sacre Reliquie. Ad accoglierle cisarà il Sindaco Giuseppe Margheriti e le autorità civili ed ecclesiastiche locali. A far da corollario all'arrivo delle reliquie un canto dei bambinidella scuola primaria e dell'infanzia ed un esibizione dell'Associazione Bandistica "G. Puccini" diretta dal M° Lochi e dal M° Morleo, con la partecipazione del soprano G. De Matteis nell'"Inno a Santa Lucia". Alle 17.20 partirà la processione con cavalli bianchi e carrozza che accompagnano le reliquie fino a Piazza Umberto I. Qui, alle 18, è previstal'accoglienza, attraverso anche il racconto dell'esperienza vissuta dimiracolo legato a Santa Lucia (sarà portata da un testimone che giungerà da Brindisi). Dopo i canti degli alunni della scuola primaria e dell'infanziae il saluto delle autorità, alle 19, sempre in piazza Umberto I, sarà celebrata la S. Messa, presieduta da S. E. Rev.ma Mons. Salvatore Pappalardo, arcivescovo metropolita di Siracusa, concelebrata dal vescovo di Oria, S. E. Rev.ma Mons. Michele Castoro. Dopo la funzione religiosa, alle 20.30, in piazza Umberto I, i fedelipotranno baciare le reliquie. Sino alle 23 è prevista anche l'animazionemusicale. La serata si concluderà con uno spettacolo pirotecnico. Fra gli eventi programmati nella settimana di festeggiamenti, segnaliamo anche il premio di pittura estemporanea "Dipingere Santa Lucia: da Siracusa a Costantinopoli passando da Erchie", in programma giovedì 23 aprile, dalle ore 8 in Piazza Umberto I. La manifestazione è promossa dal LionsClub Erchie-San Pancrazio "Terra dei Messapi" e prevede un premio di 500 euro al primo classificato, di 300 euro al secondo classificato e di 200 euroal terzo classificato. I lavori saranno trattenuti, venduti all'asta e il ricavato sarà devolutoin beneficenza. Per ulteriori notizie potete far riferimento al sito web www.slucia.net per:
- programma aggiornato:
visitare la pagina programma http://www.slucia.net/programma.html
- news varie / notizie flash:
visitare la pagina news http://www.slucia.net/news.html
- storia e notizie su Santa Lucia:
visitare la pagina santa lucia http://www.slucia.net/santa-lucia.html
- notizie su erchie e dintorni:
visitare la pagina da vedere http://www.slucia.net/da-vedere.html
Non esitate a contattarci per qualsiasi altra informazione e supporto (accrediti stampa, foto in alta definizione, interviste, etc.) ai seguenti contatti: erchie@slucia.net, 0831 763865, 389 7876084.
Vi ringraziamo per la collaborazione.

Promozione e comunicazione evento: Alessandro Perrone

lunedì 13 aprile 2009

La preghiera del mese - aprile 2009

Carissimi, pubblichiamo oggi per tutti voi un'orazione alla nostra celeste patrona dal sapore particolarmente adatto a questo gioiosissimo Tempo Pasquale:

Pieni di fiducia nella tua potente intercessione, o gloriosa martire Santa Lucia, ti supplichiamo di interporti presso il tuo Divino Sposo Gesù affinché ci mantenga sempre sana la luce degli occhi del corpo, dandoci insieme la grazia di farne buon uso; cosicché, nel giorno dell'universale resurrezione, siano essi raggianti di quella Luce celeste che li renderà degni di vedere le bellezze ineffabili della Patria beata. Amen.

venerdì 10 aprile 2009

BUONA PASQUA!

A tutti i visitatori del blog, cercando di ridurre il più possibile il numero di parole da dire - in questi giorni in cui il dolore per la morte e la distruzione seguite al terremoto in Abruzzo costringe tutti al silenzio -, auguriamo di vivere la Santa Pasqua vivificati dalla Croce di Cristo, fortificati dalla Sua Resurrezione, sempre saldi nella Sua speranza e nella certezza del Suo Amore, causa di gioia e consolazione di fronte ad ogni sofferenza.

Informiamo poi che - come da tradizione - le Sacre Reliquie e il simulacro argenteo di Santa Lucia verranno solennemente esposti alla venerazione dei fedeli nella Cattedrale di Siracusa il lunedì di Pasqua, 13 aprile 2009, per l'intera giornata.

Comunichiamo infine che nei prossimi giorni, speciale preludio alla Festa del Patrocinio di Santa Lucia, verrà celebrato con solennità un gemellaggio tra Siracusa ed Erchie (Brindisi), sede di un antico e illustre Santuario dedicato alla Martire siracusana, con la traslazione delle Sue reliquie siracusane e lo svolgimento di solenni festeggiamenti in onore della comune Patrona. Vedi http://www.slucia.net/.

mercoledì 1 aprile 2009

Parola di vita - aprile 2009

Giovanni Paolo II, in visita a Siracusa nel 1994, bacia una reliquia di Santa Lucia.

Il 2 aprile 2005, alle ore 21.37, Sua Santità il papa Giovanni Paolo II si spegneva nella sua stanza vaticana: il mondo perdeva un uomo di statura eccezionale sotto tutti i profili, la Chiesa acquistava un potente intercessore, il Cielo si arricchiva di un nuovo straordinario ed eroico santo. "Santo subito" si gridò allora, "santo presto" si grida ora, in realtà non occorre gridare perché Karol Woityla è stato "santo sempre". Lo ricordiamo anche sul nostro blog, lo veneriamo e lo invochiamo con l'amore di sempre per tutti i devoti di Santa Lucia, alla quale anch'egli era molto legato. L'anniversario della sua morte ci invita a riflettere sul momento sacro della nostra. Ecco a tal proposito la meditazione biblica mensile:
"Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà" (Mt 24,42).
Hai osservato come in genere non vivi la vita, ma la trascini in attesa d’un "dopo", in cui dovrebbe arrivare il "bello"? Il fatto è che un "dopo-bello" deve arrivare, ma non è quello che tu ti aspetti.Un istinto divino ti porta ad attendere qualcuno o qualcosa che possa soddisfarti. E pensi magari al giorno di festa, o al tempo libero, o ad un incontro particolare… Ma passati questi, non resti soddisfatto, almeno pienamente. E riprendi il tran tran d’una esistenza non vissuta con convinzione, sempre in attesa. La verità è che, tra gli elementi che compongono anche la tua vita, ve n’è uno da cui nessuno può scappare; è l’incontro a tu per tu col Signore che viene. Questo è il "bello" al quale inconsciamente tendi, perché sei fatto per la felicità. E la piena felicità può dartela solo Lui. E Gesù, conoscendo quanto tu ed io siamo ciechi nella ricerca di essa, ecco che ci ammonisce:
"Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà".
Vegliate. State attenti. State svegli. Perché di molte cose non sei sicuro al mondo, ma di una certamente non puoi aver dubbi: che un giorno devi morire. E questo per il cristiano significa presentarsi davanti a Cristo che viene. Può essere che anche tu sia come i più che dimenticano la morte volutamente, di proposito. Hai paura di quel momento e vivi come se non esistesse. Dici con la tua vita terrena, col radicarti sempre più in essa: la morte mi fa tremare, quindi non c’è. Invece quel momento verrà. Perché Cristo viene certamente.
"Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà".
Con queste parole Gesù intende la sua venuta all’ultimo giorno. Come è salito al Cielo fra gli apostoli, così tornerà. Ma queste parole vogliono dire anche la venuta del Signore alla fine della vita di ogni uomo. Del resto, quando l’uomo muore, per lui il mondo è finito. E giacché non sai se Cristo viene oggi, stasera, domani, o fra un anno o più, devi vigilare. Proprio come quelli che stanno svegli perché sanno che i ladri verranno a svaligiare la loro casa, ma non ne conoscono l’ora. E, se Gesù viene, vuol dire che questa vita è passeggera. E se è tale, anziché svalutarla, devi dare ad essa la massima importanza. Devi prepararti per quell’incontro con una vita degna. (…)
"Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà".
Certamente occorre che anche tu vigili. La tua vita non è solo un pacifico susseguirsi di atti. E’ pure una lotta. E le tentazioni più varie, come quelle sessuali, quelle della vanità, dell’attaccamento al denaro, della violenza, sono i tuoi primi nemici. Se vigili sempre, non ti lascerai prendere di sorpresa. Ma vigila bene chi ama. E’ dell’amore vigilare. Quando si ama una persona, il cuore vigila sempre attendendola, e ogni minuto che passa senza di lei è in funzione di lei. Così fa una sposa amorosa quando fatica, o prepara quanto può servire al suo sposo assente: fa ogni cosa in vista di lui. E quando arriva, nel suo saluto esultante c’è tutto il gioioso lavoro della giornata. Così fa una mamma, quando prende un piccolo riposo durante l’assistenza del suo ragazzo ammalato. Dorme, ma il suo cuore veglia.Così agisce chi ama Gesù. Fa tutto in funzione di Lui, che incontra nelle semplici manifestazioni della sua volontà in ogni attimo, e incontrerà solennemente nel giorno in cui verrà. E’ il 3 novembre 1974. Si conclude a Santa Maria, nel sud del Brasile, un incontro spirituale di 250 giovani, di cui la maggior parte proviene dalla città di Pelotas. Il primo pullman, con quarantacinque persone, parte: tanti canti, tanta gioia, tanto amore a Gesù. Ad un certo punto del viaggio alcune ragazze dicono insieme il rosario coi misteri dolorosi e chiedono alla Madonna la fedeltà a Dio, fino alla morte. In una curva, per un guasto meccanico, il pullman precipita in un burrone d’una cinquantina di metri, capovolgendosi tre volte. Muoiono sei ragazze. Una sopravvissuta dice: "Ho visto la morte da vicino, però non ho avuto paura perché Dio era lì". Un’altra: "Quando mi sono accorta che potevo muovermi, in mezzo ai rottami, ho guardato il cielo stellato e, inginocchiata fra i corpi delle mie compagne, ho pregato. Dio era lì accanto a noi…". Il babbo di Carmen Regina, una delle vittime, ha raccontato che spesso la figlia ripeteva: "E’ bello morire, papà, si va a stare insieme a Gesù".
"Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà".
Le giovani di Pelotas, perché amavano, vigilavano, e quando è venuto il Signore gli sono andate incontro con gioia.

Chiara Lubich

domenica 22 marzo 2009

Comunicazione

Volentieri pubblichiamo la seguente comunicazione appena ricevuta da parte dell'Autore del già più volte segnalato e apprezzato Poemetto Sacro "Santa Lucia Vergine e Martire", il prof. Angelo Cacciato: l'Associazione "Folk Cultura e Musica" fornisce su richiesta copia del CD e libretto del poemetto. Recapiti: email folkculturalmusic@alice.it; tel. 340-9655391.

Un antico santuario e un nuovo sito web dedicati a S. Lucia

Carissimi amici di S. Lucia, buona domenica a tutti!
La Quaresima, prezioso tempo di rinnovamento, di penitenza, di preghiera, di digiuno, di conversione, di carità operosa, di preparazione spirituale alla S. Pasqua, ci renda gioiosi discepoli che scelgono la Croce ad attendono la Resurrezione!
Con grande gioia Vi rendiamo partecipi di una cortese segnalazione appena giunta alla nostra Redazione: la nascita di un nuovo sito internet in onore di S. Lucia. L'indirizzo è http://www.santuariosantalucia.it/ ed è realizzato dal Santuario di Santa Lucia in piazzale don Nicola Notarmasi a Sassinoro (provincia e arcidiocesi di Benevento), aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 18.00.
Questo Santuario vanta una storia molto affascinante e suggestiva: nella primavera del 1600 la nostra Santa Lucia - con il volto "illuminato da un raggio di celestiale bellezza" - apparve ad alcuni pastori che abitavano presso la montagna di Sassinoro, i quali - ritornati sul posto - scoprirono un'immagine della vergine martire siracusana scolpita dentro una grotta. Da allora la popolazione accorre sempre con fede e devozione alla "grotta di Santa Lucia", attorno alla quale è stato costruito - grazie alla fiducia dei devoti nella Provvidenza, al loro contributo concreto e alla visibile intercessione della nostra patrona - un bel santuario, centro di spiritualità e culto luciano.