domenica 25 novembre 2012

PROGRAMMA FESTA S. LUCIA - SIRACUSA 2012

Carissimi amici, oggi - ultima domenica dell'anno liturgico e solennità di Cristo Re dell'universo - pubblichiamo il tanto atteso programma ufficiale dei solenni festeggiamenti invernali in onore di S. Lucia che si celebrano anche quest'anno - secondo una viva tradizione ininterrotta da 17 secoli - nella città natale della grande martire: Siracusa. Il programma è stato reso pubblico dagli organi ufficiali d'informazione dell'Arcidiocesi Metropolitana di Siracusa e dalla Deputazione della Cappella di S. Lucia. Il programma di quest'anno è ricco di novità e rispetta l'accorato desiderio della Chiesa siracusana che la solenne occasione annuale nella quale tutto il popolo di Dio celebra festosamente le glorie della nostra illustre Patrona sia vissuta sempre più con grande intensità spirituale e di preghiera. Anche noi ci uniamo a questi auspici, e auguriamo a tutti voi una lietissima festa! Sarausana jè, viva S. Lucia!

martedì 13 novembre 2012

APERTURA FESTA S. LUCIA 2012

AVVISO SACRO - Oggi, martedì 13 novembre, a un mese dalla prossima solennità di S. Lucia nel 1708° anniversario del suo dies natalis, si aprono a Siracusa - città natale della Santa - le celebrazioni in onore dell'illustre Martire siracusana: alle ore 18.00 verrà celebrata una Santa Messa solenne nella Cappella di S. Lucia in Cattedrale con l'esposizione delle Sacre Reliquie, presieduta dall'assistente ecclesiastico della Deputazione, il can. Salvatore Marino; al termine della liturgia, mons. Marino terrà una catechesi luciana in preparazione spirituale ai festeggiamenti. Tutti i devoti sono vivamente invitati a partecipare. Sarausana jè, viva S. Lucia!

giovedì 1 novembre 2012

PAROLA DI VITA - NOVEMBRE 2012

Con la solennità di tutti i Santi che celebriamo oggi inizia anche il mese che apre i solenni festeggiamenti in onore di Santa Lucia: partiamo allora nella gioia e nella luce dei fulgidi esempi di santità venerati dalla Chiesa e prepariamoci così in profondità alla celebrazione della festa della nostra Patrona! E, come ogni mese, meditiamo insieme la Parola di Dio per poterla mettere in pratica nella nostra vita quotidiana:
 
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14,23)
Gesù sta rivolgendo agli apostoli i suoi grandi ed intensi discorsi di addio, e li assicura, fra il resto, che essi lo avrebbero visto di nuovo, perché egli si sarebbe manifestato a coloro che lo amano.
Giuda, non l’Iscariota, gli domanda allora come mai egli si sarebbe manifestato a loro e non in pubblico. Il discepolo desiderava una grande manifestazione esterna di Gesù che avrebbe potuto cambiare la storia e sarebbe stata più utile, secondo lui, alla salvezza del mondo. Gli apostoli, infatti, pensavano che Gesù fosse il profeta tanto atteso degli ultimi tempi, il quale avrebbe fatto la sua comparsa rivelandosi al cospetto di tutti come il Re d’Israele e, mettendosi alla testa del popolo di Dio, avrebbe instaurato definitivamente il Regno del Signore.
Gesù risponde invece che la sua manifestazione non sarebbe avvenuta in modo spettacolare ed esterno. Essa sarebbe stata una semplice, straordinaria “venuta” della Trinità nel cuore del fedele, che si attua là dove vi è fede ed amore.

Con questa risposta Gesù precisa in quale modo egli rimarrà presente in mezzo ai suoi dopo la sua morte e spiega come sarà possibile avere contatto con lui.
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui».
La sua presenza dunque si può realizzare fin d’ora nei cristiani ed in mezzo alla comunità; non occorre aspettare il futuro. Il tempio che la accoglie non è tanto quello fatto di muri, ma il cuore stesso del cristiano, che diventa così il nuovo tabernacolo, la viva dimora della Trinità.
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui».
Ma come può il cristiano arrivare a tanto? Come portare in sé Dio stesso? Quale la via per entrare in questa profonda comunione con lui?
E’ l’amore verso Gesù.
Un amore che non è mero sentimentalismo, ma si traduce in vita concreta e, precisamente, nell’osservare la sua Parola.
E’ a quest’amore del cristiano, verificato dai fatti, che Dio risponde col suo amore: la Trinità viene ad abitare in lui.
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui».
«… osserverà la mia parola».
E quali sono le parole che il cristiano è chiamato ad osservare?
Nel Vangelo di Giovanni, “le mie parole” sono spesso sinonimo di “i miei comandamenti”. Il cristiano è dunque chiamato ad osservare i comandamenti di Gesù. Essi però non vanno tanto intesi come un catalogo di leggi. Occorre piuttosto vederli tutti sintetizzati in quello che Gesù ha illustrato con la lavanda dei piedi: il comandamento dell’amore reciproco. Dio comanda ad ogni cristiano di amare l’altro fino al dono completo di sé, come Gesù ha insegnato ed ha fatto.
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui».
E come allora vivere bene questa Parola? Come arrivare al punto in cui il Padre stesso ci amerà e la Trinità prenderà dimora in noi?
Attuando con tutto il nostro cuore, con radicalità e perseveranza appunto l’amore reciproco fra noi.
In questo, principalmente, il cristiano trova anche la via di quella profonda ascetica cristiana che il Crocifisso esige da lui. E’ lì, infatti, nell’amore reciproco, che fioriscono nel suo cuore le varie virtù ed è lì che può corrispondere alla chiamata della propria santificazione.
                                                                                    (meditazione di Chiara Lubich)

martedì 23 ottobre 2012

Notizie di famiglia!

Fermenti di vita della Chiesa Siracusana

Ciao a tutti, carissimi amici!
Oggi la nostra redazione torna ad aggiornare il blog dopo un periodo di pausa.
Nell'ultimo periodo si sono susseguiti eventi molto rilevanti per la vita dell'Arcidiocesi Metropolitana di Siracusa, amata nostra Madre Chiesa locale d'origine apostolica!

Entrati ormai nel vivo del tanto atteso "anno della fede", la cui apertura è stata solennemente celebrata anche nella nostra Arcidiocesi per mezzo di iniziative di pregio (giovedì 11 ottobre u.s., nel Santuario della Madonna delle Lacrime, il prof. Severino Dianich ha tenuto una conferenza sul Concilio Vaticano II, seguìta dalla concelebrazione presieduta dal nostro Arcivescovo mons. Salvatore Pappalardo).

L'iniziativa pastorale promossa in via sperimentale dall'Arcidiocesi proprio in concomitanza con questo anno della fede, e cioè l'inaugurazione della nuova Scuola Teologica di base "Giovanni XXIII", ha riscosso un successo insperato, che ha superato ogni possibile attesa, richiedendo la necessità di aprire altri nuovi centri diocesani nei quali si svolgeranno le lezioni di questo progetto triennale aperto a tutti i fedeli, religiosi e laici, che già in oltre mille hanno aderito iscrivendosi ai corsi: è un motivo di grande fierezza per tutta la Chiesa siracusana, in quanto non è per nulla ovvio né frequente che una diocesi possa vantare ben un migliaio di fedeli iscritti a un corso triennale di teologia di base! E' una piccola Pentecoste di cui gioire e da far fruttificare il più possibile: mille appassionati alla verità cristiana che desiderano conoscere bene Dio per meglio amarlo, superando gli ostacoli e le difficoltà che l'impegno di questo corso a frequenza obbligatoria implicherà. Rendiamo lode a Dio!

Un'altra notizia importante per l'intera comunità ecclesiale è l'annuncio della prossima ordinazione diaconale di due alunni del nostro Seminario Arcivescovile: gli accoliti Andrea Gallitto (Parrocchia S. Tecla - Carlentini) e Lorenzo Russo (Santuario Madonna delle Lacrime) verranno infatti ordinati diaconi di Cristo da S. E. mons. Pappalardo, nostro Arcivescovo, giovedì 25 ottobre p. v. alle ore 18.30 nella Basilica Cattedrale di Siracusa. Ringraziamo il Signore per il dono della vocazione di questi Suoi servi, e ricordiamoli nella nostra preghiera!

Improvvisa invece è stata la morte del sac. Arcangelo Rigazzi, di 67 anni, parroco di S. Giuseppe a Cassibile, che colto da un malore fulminante - probabilmente per un infarto - è deceduto mentre camminava in via Servi di Maria lunedì 22, inutilmente soccorso dal servizio dell'ambulanza. Lo affidiamo alle amorose braccia del Padre, per le mani di Cristo e della Sua Santissima Madre.

Per quanto riguarda poi il culto siracusano e in particolare i prossimi solenni festeggiamenti decembrini in onore della nostra Patrona principale, la Vergine e Martire Siracusana Santa Lucia, comunichiamo la nomina ufficiale, da parte dell'Arcivescovo, dei nuovi componenti della Deputazione della Cappella di Santa Lucia: nuovo presidente l'avv. Giuseppe Piccione, altri membri la prof.ssa Lucia Rizza, l'avv. Pietro Romano e il geom. Franco Vasques, affiancati dal parroco della Cattedrale il can. Salvatore Marino. Auguriamo buon lavoro a ciascuno dei membri eletti o rieletti della Deputazione, affidando alla loro sapiente dedizione il servizio alla dignità e al decoro delle celebrazioni luciane, verso la festa di dicembre ormai alle porte. Sarausana jè, viva Santa Lucia!

E poi ancora tanti altri eventi diocesani, come la solenne commemorazione del card. Carlo Maria Martini in occasione della celebrazione in suo suffragio nel trigesimo dalla morte e la giornata per la salvaguardia del creato sul tema "Educare alla custodia del creato per sanare le ferite della terra", ricordando mons. Migliorisi nel 10° anniversario dalla morte; e ancora la ripresa del ciclo dell'attesissima Lectio divina in Santuario a cura di padre Salvatore Arnone, insieme a tutti gli eventi del 60° anniversario della Lacrimazione della Madonnina, in questo "anno diocesano della consolazione", con i pellegrinaggi diocesani mensili da tutta la Sicilia e con i momenti forti delle "domeniche della consolazione" (la prima è stata dedicata alle vittime della mafia, la prossima ai tossicodipendenti, le altre saranno rese note durante l'anno dal rettore del Santuario).

Intanto, qui sotto, pubblichiamo anche la meditazione biblica mensile, da leggere e da vivere: la Parola di vita, questo mese sulla fede nella Parola viva e vivificante del Signore, come sprone a partire con grande slancio nel meraviglioso cammino che la Chiesa ci propone quest'anno alla riscoperta della fede cristiana.

A presto, viva Santa Lucia!!!

PAROLA DI VITA - OTTOBRE 2012

«Sulla tua parola getterò le reti» (Lc 5,5)


Gesù, quando finì di insegnare, seduto sulla barca di Simone, disse a lui e ai suoi compagni di gettare le reti in mare; e Simone, pur affermando che tutta la notte avevano faticato invano, soggiunse:

«Sulla tua parola getterò le reti».


E, gettatele, furono talmente ripiene di pesci che si rompevano. Vennero allora dei compagni ad aiutarlo e riempirono essi pure le barche a tal punto che quasi affondavano. Simone, assai stupito, come lo erano anche Giacomo e Giovanni suoi compagni, si gettò allora ai piedi di Gesù, pregandolo di allontanarsi da lui peccatore. Ma Gesù gli disse di non temere: da quel momento sarebbe diventato pescatore di uomini. E da quell'istante, Simone, Giacomo e Giovanni divennero suoi discepoli.

Questo è il racconto della pesca miracolosa, che simboleggia la futura missione degli apostoli. Il comportamento di Pietro è modello non solo per gli altri apostoli e per coloro che gli succederanno, ma anche per ogni cristiano.

«Sulla tua parola getterò le reti».

Dopo una notte infruttuosa, Pietro, esperto nella pesca, avrebbe potuto sorridere e rifiutarsi di accettare l'invito di Gesù a gettare le reti di giorno, momento meno propizio. Invece, passando oltre il suo ragionamento, si fidò di Gesù.

È questa una situazione tipica attraverso la quale anche oggi ogni credente, proprio perché credente, è chiamato a passare. La sua fede, infatti, è messa alla prova in mille modi.

Seguire Cristo significa decisione, impegno e perseveranza, mentre in questo mondo in cui viviamo tutto sembra invitare al rilassamento, alla mediocrità, al “lasciar perdere”. Il compito appare troppo grande, impossibile a raggiungersi, e fallito in anticipo.

Occorre allora la forza di andare avanti, di resistere all'ambiente, al contesto sociale, agli amici, ai mass-media.

È una prova dura da combattere giorno per giorno, o meglio ora per ora.

Ma, se la si affronta e la si accoglie, essa servirà a farci maturare come cristiani, a farci sperimentare che le straordinarie parole di Gesù sono vere, che le sue promesse si attuano, che si può intraprendere nella vita un’avventura divina mille volte più affascinante di quante altre ne possiamo immaginare, dove possiamo essere testimoni, ad esempio, che mentre nel mondo la vita è spesso così stentata, piatta ed infruttuosa, Dio ricolma di ogni bene chi lo segue: dà il centuplo in questa vita, oltre alla vita eterna. È la pesca miracolosa che si rinnova.

«Sulla tua parola getterò le reti».

Come mettere in pratica allora questa Parola?

Facendo anche noi la scelta di Pietro: «Sulla tua parola...». Aver fiducia nella sua Parola; non mettere il dubbio su ciò che Egli chiede. Anzi: basare il nostro comportamento, la nostra attività, la nostra vita sulla sua Parola.

Fonderemo così la nostra esistenza su ciò che vi è di più solido, sicuro, e contempleremo, nello stupore, che proprio là dove ogni risorsa umana viene meno, Egli interviene, e che là, dove è umanamente impossibile, nasce la vita.

(Chiara Lubich)

giovedì 6 settembre 2012

UN SANTO DEVOTO DI LUCIA: ZOSIMO DI SIRACUSA

Campane a festa in tutta la Syracusana Ecclesia!
Oggi la Diocesi di Santa Lucia celebra la memoria obbligatoria di un grande santo siracusano: San Zosimo.
Nato a Siracusa nel VII secolo, quando la città era di cultura e spiritualità tipicamente bizantine.
Entrò da fanciullo nel monastero di Santa Lucia, presso il luogo del martirio e della sepoltura della grande martire e patrona siracusana, della quale fu sempre devotissimo.
Ebbe la grazia e l'onore di ricevere proprio l'incarico di sorvegliante del Santo Sepolcro della Patrona, e lo svolse con molto zelo e fervore: aveva un rapporto personale molto profondo con la sua amata Lucia, tanto che più di una volta Ella gli apparve in mistiche visioni.
Zosimo eccelleva nell'esercizio delle virtù ascetiche tipiche del carisma monastico, soprattutto l'umiltà, l'abnegazione e la semplicità di cuore e di spirito.
Un disegno di luce e di gloria era stato preparato per lui dal Signore, proprio come premio per le sue virtù. Avvenne infatti un giorno un fatto sorprendente: quando morì l'abate del monastero, i monaci si recarono dal vescovo siracusano dell'epoca, un santo pastore di nome Giovanni, per richiedergli la nomina del successore, scegliendo uno di loro secondo la consuetudine del tempo. E Giovanni, "come il suo omonimo santo, il Battista, preconizzò la scia di santità di Zosimo", così si esprime il coevo biografo: infatti, dapprima domandò ai monaci "Siete venuti proprio tutti?" ed essi risposero "Ci sarebbe in realtà soltanto un altro confratello che non è venuto qui con noi: è il custode del sepolcro di Santa Lucia, un uomo così semplice che non ci è sembrato il caso di portarlo per la nomina dell'abate". "Fatelo venire subito qui" fu la reazione del vescovo, e andarono a chiamarlo. Zosimo, pronto all'obbedienza come sempre, venne prontamente nell'episcopio siracusano, e al vederlo il vescovo Giovanni solennemente esclamò: "Ecco il vostro nuovo abate!". Sembrava impossibile, al giudizio umano di quei monaci, che quell'uomo così semplice potesse mai avere la capacità di governare il monastero, ma Zosimo - pur conservando sempre la sua tipica umiltà - seppe rivelare doti pastorali insospettate, e condusse santamente e saggiamente la cura della comunità monastica, tanto che la fama della sua santità si diffuse presso tutto il popolo cristiano di Siracusa.
Ma le sorprese di Dio sulla vita di quest'uomo non erano ancora finite: quando morì il vescovo, il popolo desiderava vivamente che Zosimo venisse elevato alla cattedra episcopale, e pubblicamente esprimeva questa accorata preghiera. Zosimo però ricusava decisamente questa possibilità, e visto che non voleva accettare l'elezione a vescovo voluta anche dal clero, fu necessario l'intervento del papa Teodoro, che divinamente ispirato lo convinse a non rifiutare questo nuovo còmpito, per non fuggire dalla manifestazione della volontà di Dio, e - per obbedienza - Zosimo accettò.
Siracusa si ritrovò per grazia di Dio un nuovo santo vescovo, le cui virtù, la cui umiltà e la cui saggezza continuarono a brillare fino alla fine della vita, nutrite da una stella che non cessò mai di illuminare il suo cuore: l'amore verso la sorella Santa Lucia, presso il cui sepolcro Zosimo aveva per tanti anni alimentato la propria vocazione e la propria totale donazione a Dio nella via della perfezione cristiana.
San Zosimo fu vescovo di Siracusa dall'anno 647 al 662, e per suo merito l'antico tempio greco della dea pagana Minerva, nell'acropoli dell'isola siracusana di Ortigia, venne trasformato in una splendida basilica cristiana, la nuova Chiesa Cattedrale della città, dedicata alla Panaghìa Theotòkos (Santissima Madre di Dio): una pregiata tavola del pittore Antonello da Messina lo ritrae in sontuosi abiti episcopali sull'altare a lui dedicato nella Cappella del Santissimo Crocifisso, nella stessa Cattedrale.


Il suo culto si diffuse in Oriente e Occidente, e la sua festa è collocata nei calendari liturgici al 30 marzo, a differenza del calendario diocesano di Siracusa, che lo celebra oggi 6 settembre, due giorni prima della titolare della Cattedrale da lui abbellita, Maria Nascente, che festeggeremo l'8 settembre.

Carissimi amici, la vita di San Zosimo testimonia che alla scuola della vera devozione a Santa Lucia, con un piccolo sforzo nell'esercitare le virtù cristiane, poi certamente premiato dall'aiuto di Dio, si può diventare santi: ... perché non provarci anche noi? Coraggio!

lunedì 3 settembre 2012

DOMENICA ESPOSIZIONE DI S. LUCIA

AVVISO SACRO

SIRACUSA - Come è consuetudine, domenica 9 settembre 2012, dalle ore 07.30 alle 20.00, le Sacre Reliquie e il taumaturgo simulacro-reliquiario argenteo di Santa Lucia verranno solennemente esposti alla venerazione dei fedeli, nella Cappella della Patrona in Cattedrale, per soddisfare il vivissimo desiderio dei molti siracusani e devoti della Martire che soltanto in questo periodo di ferie possono recarsi a Siracusa e che quindi richiedono una piccola "festa di S. Lucia" estiva, per supplire l'assenza fisica alle solenni celebrazioni di dicembre e maggio.
Le Sante Messe domenicali verranno celebrate regolarmente secondo l'orario della Parrocchia Metropolitana, e cioè alle ore 08.00, 11.30 e 19.00.
In concomitanza con questo evento, sarà aperto al pubblico e liberamente visitabile anche il Museo luciano, centro espositivo di reliquie, opere d'arte, arredi liturgici, cimeli ed ex-voto interamente dedicato a S. Lucia e al suo culto.
Secondo la tradizione, i devoti che si recheranno in pellegrinaggio alla Cappella di S. Lucia potranno effettuare anche omaggi floreali e offerte di ceri e candele alla S. Patrona.

In questo "Anno della fede" per l'intera Chiesa universale e "Anno della consolazione" per la Chiesa siracusana che si accinge a celebrare il 60° anniversario della prodigiosa lacrimazione di Maria nella nostra città, possa la luce dell'esempio di S. Lucia confermarci nella fede cristiana e renderci consolatori dei dolori dell'umanità con la stessa consolazione che riceviamo da Dio.

Sarausana jè, viva S. Lucia!

sabato 1 settembre 2012

PAROLA DI VITA - SETTEMBRE 2012

«Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4, 13-14).


In questa perla del Vangelo che è il discorso alla Samaritana, nei pressi del pozzo di Giacobbe, Gesù parla dell'acqua come dell'elemento più semplice, ma che si evidenzia più desiderato, più vitale per chi ha consuetudine col deserto. Non gli occorrevano molte spiegazioni per far intendere cosa significasse l'acqua.
L'acqua sorgiva è per la vita nostra naturale, mentre l'acqua viva, di cui parla Gesù, è per la vita eterna.
Come il deserto fiorisce solo dopo una pioggia abbondante, così i semi sepolti in noi col battesimo possono germogliare solo se irrorati dalla Parola di Dio. E la pianta cresce, mette nuovi germogli e prende la forma di un albero o di un bellissimo fiore. E tutto questo perché riceve l'acqua viva della Parola che suscita la vita e la mantiene per l'eternità.

«Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna».

Le parole di Gesù sono rivolte a tutti noi, assetati di questo mondo: a quelli che sono coscienti della loro aridità spirituale e sentono ancora i morsi della sete e a quelli che non avvertono più neanche il bisogno di abbeverarsi alla fonte della vera vita, e dei grandi valori dell'umanità.
Ma, in fondo, è a tutti gli uomini e alle donne di oggi che Gesù rivolge un invito, svelando dove possiamo trovare la risposta ai nostri perché, e la piena soddisfazione dei nostri desideri.
A noi tutti, dunque, attingere alle sue parole, lasciarsi imbevere del suo messaggio.
Come?
Rievangelizzando la nostra vita, confrontandola con le sue parole, cercando di pensare con la mente di Gesù e di amare con il suo cuore.
Ogni attimo in cui cerchiamo di vivere il Vangelo è una goccia di quell'acqua viva che beviamo.
Ogni gesto d'amore per il nostro prossimo è un sorso di quell'acqua.
Sì, perché quell'acqua così viva e preziosa ha questo di speciale, che zampilla nel nostro cuore ogniqualvolta l'apriamo all'amore verso tutti. È una sorgente – quella di Dio – che dona acqua nella misura in cui la sua vena profonda serve a dissetare gli altri, con piccoli o grandi atti di amore.

«Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna».

Dunque abbiamo capito che, per non soffrire la sete, dobbiamo donare l'acqua viva che attingiamo da lui in noi stessi.
Basterà una parola, talvolta, un sorriso, un semplice cenno di solidarietà, per darci di nuovo un sentimento di pienezza, di soddisfazione profonda, uno zampillo di gioia. E se continuiamo a dare, questa fontana di pace e di vita darà acqua sempre più abbondante, senza mai prosciugarsi.
E c'è anche un altro segreto che Gesù ci ha rivelato, una specie di pozzo senza fondo a cui attingere. Quando due o tre si uniscono nel suo nome, amandosi dello stesso suo amore, Lui è in mezzo a loro. Ed è allora che ci sentiamo liberi, uno, pieni di luce e torrenti di acqua viva che sgorgano dal nostro seno. È la promessa di Gesù che si avvera perché è da lui stesso, presente in mezzo a noi, che zampilla acqua che disseta per l'eternità.

(meditazione di Chiara Lubich)

mercoledì 29 agosto 2012

CUOR SANTO DI MARIA, ASCOLTA I NOSTRI GEMITI!

La Madonna delle Lacrime e Santa Lucia
"Le Protettrici di Siracusa" (quadro di Luciano Paone,
donato alla Deputazione della Cappella di S. Lucia
per il Museo Luciano del Duomo di Siracusa)

Notte di luce, di lacrime e di gioia: è la veglia in attesa di un gran giorno,
il 29 agosto, anniversario della prodigiosa lacrimazione
di un'effigie del Cuore Immacolato di Maria a Siracusa nel 1953.
Miracolo approvato dalla Chiesa e provato dalla scienza.
Tutto il mondo conosce e ama la tenera Madonnina di Siracusa!
Ti preghiamo, nostra amata Madre Maria, con le parole
del beato papa Giovanni Paolo II, il "papa della pace",
offrendoTi questa preghiera in particolare per la Siria:

A Te, dolce Madonna delle Lacrime,
presentiamo la Chiesa e il mondo intero.
Guarda a chi ha più bisogno di perdono e di riconciliazione;
reca concordia nelle famiglie e pace fra i popoli.
Asciuga le lacrime che l'odio e la violenza
provocano in molte regioni della terra,
specialmente in Medio Oriente e nel Continente Africano.
Il Tuo pianto, o Madre,
sia pegno di conversione e di pace
per tutti i Tuoi figli!

(Angelus - Castel Gandolfo, domenica 31 agosto 2003)

VIVA MARIA!
MADRE MIA, FIDUCIA MIA!

Novità dell'edizione 2012 dei festeggiamenti mariani:
diretta streaming on line dal Santuario

domenica 26 agosto 2012

GRANDE FESTA A CARLENTINI! VIVA S. LUCIA!

DIOCESI DI SIRACUSA
IN FESTA
PER LA PATRONA PRINCIPALE
SANTA LUCIA!

SOLENNI CELEBRAZIONI A CARLENTINI!
DEVOTI, VIVA SANTA LUCIA!!!




sabato 18 agosto 2012

"S. Lucia a Mare" insignita del titolo di "Basilica Pontificia"

Riceviamo e subito Vi rendiamo noto, sebbene in ritardo rispetto alla pubblicazione ufficiale della notizia, per condividere insieme a tutti Voi la gioia di un pubblico riconoscimento del prestigio della celeberrima chiesa di S. Lucia "a Mare" in Napoli, la cui comunità parrocchiale è spesso stata accolta in pellegrinaggio a Siracusa dalla Deputazione della Cappella di S. Lucia. Un nuovo bel segnale dell'eccellenza di questo santuario partenopeo, sia per il culto luciano che per l'impegno caritativo e solidale, sull'esempio di Lucia protettrice e patrona.

Arcidiocesi di Napoli
Parrocchia Santa Lucia a Mare

Carissimi Fratelli e Sorelle,
sono lietissimo di annunciarvi che:


La Chiesa di Santa Lucia a Mare diventa Basilica Pontificia

Congregatio de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum ecclesiam Deo in honorem Sanctae Lu­ciae, sub titulo «ad Mare» in ipsa civitate Neapoli dicatam titolo et dignitate Basilicae Minoris omnibus cum iuribus atque liturgicis concessionibus rite competentibus perlibenter exornat.

Queste le parole del Decreto Apostolico con le quali la Chiesa di Santa Lucia a Mare, Parrocchia e cuore del popoloso quartiere napoletano, già Santuario Diocesano dal 13 Novembre del 1983 con decreto del Card. Corrado Ursi, è stata elevata dal S. Padre Benedetto XVI a Basilica Pontificia Minore. Il giorno 7 luglio alle 18.30, alla presenza di S.E. il Cardinale Crescenzio Sepe, l’intero quartiere festeggerà questo ambito onore. Sarà l’occasione per presentare alla Città le nostre numerose attività pastorali, nonché caritative e sociali svolte dalla comunità sempre attenta alle difficili istanze.
Un intenso lavoro di evangelizzazione tra i tanti giovani e famiglie, una costante catechesi capillare in tutto il territorio, una mensa per fratelli disagiati che offre ogni giorno più di 70 pasti; una costante azione di assistenza allo studio per i ragazzi del Pallonetto; una presenza quotidiana di ascolto dalle strade aperte sul mare fin nei vicoli che salgono nel cuore della Palepoli greca; le attività estive per bambini ed anziani. Con queste e con tante altre attività la Parrocchia di Santa Lucia a Mare, la nostra, riceve oggi un ambito riconoscimento, meritato per la sua storia di cristianità che data indietro nei secoli ed è sempre stata caratterizzata dalla fede sincera dei parrocchiani e dei devoti che da tutto il mondo vengono ad appellarsi alla Santa della Luce.
Amo ripetere che l’acquisizione dello status di Basilica Pontificia non vuole essere solo il raggiungimento per la nostra Chiesa di una speciale dignità, ma deve essere di stimolo alla nostra comunità per continuare l’azione di evangelizzazione, catechesi e attenzione nella carità in un momento molto difficile per l’intero paese e che sta segnando una svolta nello stile di vita di tanti. Questa occasione ci aiuterà ad avere le porte della Chiesa sempre più aperte per essere ancora più vicini all’uomo lontano dalla fede o che soffre materialmente e fisicamente ed annunciargli, fino a farglielo sperimentare, che solo l’Amore del Cristo salva, perché dona forza e speranza.
Don Giuseppe Carmelo

VIA SANTA LUCIA 3, 80132 NAPOLI – TEL. 081.7640943

(fonte: ChiesadiNapoli.it)

lunedì 13 agosto 2012

FESTA DI S. LUCIA A CARLENTINI (SIRACUSA)

All'indomani della splendida giornata di grazia trascorsa ieri nel magnifico Duomo greco-barocco di Siracusa, attorno alle Sacre Reliquie e al venerato simulacro-reliquiario argenteo della nostra gloriosa Concittadina e Patrona SANTA LUCIA, in cui abbiamo pregato, invocato, lodato, magnificato, supplicato e ringraziato insieme la Vergine MegaloMartire Siracusana, siamo lieti di dare notizia dei solenni festeggiamenti luciani che anche quest'anno, da plurisecolare tradizione, verranno celebrati nel paese di CARLENTINI (provincia di Siracusa), che ha eletto e venera con grande devozione la nostra SANTA LUCIA come Patrona. Preceduto da un Triduo di preparazione (22-23-24 agosto) e seguìto da un solenne Ottavario (28 agosto - 1° settembre), il clou delle celebrazioni si svolgerà nei giorni SABATO 25, DOMENICA 26 e LUNEDI' 27 AGOSTO.
I dettagli del programma e del percorso delle processioni sul sito www.chiesamadrecarlentini.it.

Carlentini è particolarmente legata a SANTA LUCIA anche perché, secondo un'antica pia tradizione, proprio nel luogo in cui in séguito sarebbe sorto questo paese, la Santa stessa si sarebbe soffermata per rinfrancarsi durante il viaggio da Siracusa a Catania compiuto il 5 febbraio dell'anno 301 come pellegrinaggio al sepolcro di Sant'Agata, per implorare la grazia della guarigione della madre Eutichia. Un secolare albero d'ulivo - da sempre onorato di sommo riguardo da parte della popolazione - segna, sempre secondo questa tradizione, il punto esatto in cui Lucia avrebbe sostato.
Inoltre, l'artistico fercolo processionale che ospita le Sacre Reliquie e il simulacro di SANTA LUCIA di Carlentini è stato utilizzato il 15 dicembre 2004 per lo storico corteo trionfale che ha accompagnato l'arrivo del CORPO della Santa a Siracusa, in occasione del XVII Centenario del Suo Martirio, fino al Suo Santo Sepolcro!

Cari amici di Carlentini, devoti di SANTA LUCIA e custoditi dalla Sua speciale protezione, Vi auguriamo una gioiosissima festa della Patrona! VIVA SANTA LUCIA!!!

sabato 11 agosto 2012

DOMANI ESPOSIZIONE DI S. LUCIA!



CARISSIMI SIRACUSANI, TURISTI IN VISITA ALLA NOSTRA CITTA' E DEVOTI TUTTI DI SANTA LUCIA, ANCHE QUEST'ANNO COM'E' TRADIZIONE, NELLA SECONDA DOMENICA DI AGOSTO, CIOE' DOMANI, GIORNO 12, IL VENERATO SIMULACRO-RELIQUIARIO DI S. LUCIA - DEFINITO A RAGIONE "LA PIU' BELLA OPERA D'ARTE CHE E' IN ITALIA", CAPOLAVORO DELL'OREFICERIA E ARGENTERIA SICILIANA DEL XVI SECOLO - E LE SACRE RELIQUIE DELLA VERGINE E MARTIRE SIRACUSANA, VERRANNO SOLENNEMENTE ESPOSTI NELLA CAPPELLA DELLA NOSTRA PATRONA, NEL DUOMO DI SIRACUSA, DALLE ORE 07.00 ALLE 20.00. LE SANTE MESSE DOMENICALI VERRANNO CELEBRATE ALLE ORE 08.00, 11.30 E 19.00.

IN CONCOMITANZA CON QUESTO EVENTO, VERRA' APERTO AL PUBBLICO IL "MUSEO LUCIANO" - CENTRO ESPOSITIVO DI OPERE D'ARTE E CIMELI DEL CULTO SIRACUSANO DI S. LUCIA - ADIACENTE ALLA SUDDETTA CAPPELLA.

COM'E' CONSUETO, I DEVOTI POTRANNO OFFRIRE ALLA SANTA CERI E OMAGGI FLOREALI, CHE VERRANNO POSTI NELLA CAPPELLA IN SUO ONORE.

TUTTI SONO INVITATI A PARTECIPARE.

CARA SANTA LUCIA NOSTRA, FINALMENTE AVREMO ANCORA UN NUOVO GIORNO DI FESTA TUTTO PER TE, IN CUI TI POTREMO LODARE E CELEBRARE! GRAZIE A DIO!
SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA!

martedì 7 agosto 2012

FESTA DI S. LUCIA A CAVA DE' TIRRENI (SALERNO)

Inseriti in un fitto e ricchissimo calendario di solenni celebrazioni - tra le quali la Peregrinatio Luciae quotidiana e la Notte bianca dell'Eucaristia di questa sera - che coinvolgono l'intero territorio e l'intera popolazione del borgo per la durata di oltre un mese, entreranno nel clou il prossimo venerdì 10 agosto, e si concluderanno il successivo lunedì 13, i tradizionali festeggiamenti in onore della nostra Patrona, Santa Lucia Vergine e Martire Siracusana, a Cava de' Tirreni (provincia di Salerno e arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni), dove Ella è da sempre veneratissima e oggetto di una devozione davvero esemplare da parte di grandi e piccoli.
Sul sito internet ufficiale del culto di Santa Lucia a Cava de' Tirreni (www.santaluciadicava.it) potete leggere il programma completo dei festeggiamenti, per apprezzare la meritoria iniziativa della Parrocchia luciana locale e magari per recarvi a partecipare dal vivo a questa bella festa estiva, nel caso in cui vi trovaste nei dintorni.
A tutti i devoti di Cava giungano i nostri rallegramenti per le loro splendide iniziative in onore della nostra amatissima Santa e anche i nostri sentitissimi auguri di una lieta e santa festa di Santa Lucia, ovunque amata e ovunque festeggiata!
VIVA SANTA LUCIA!

sabato 4 agosto 2012

FESTA DI S. LUCIA A BELPASSO (CATANIA)

Come da tradizione, anche quest'anno, la prima domenica di agosto - cioè domani, giorno 5 - viene celebrata nel vivace paese etneo di Belpasso (provincia di Catania) la Festa del Patrocinio di Santa Lucia Vergine e Martire Siracusana, Patrona Principale anche di Belpasso. Questa festa è stata istituita in perenne memoria della prodigiosa liberazione - attribuita appunto alla potente intercessione di Santa Lucia, della quale il popolo belpassese è da sempre devotissimo - del paese dal pericolo della distruzione durante la seconda guerra mondiale. Sempre molto solenni e sentiti da tutta la popolazione sono i festeggiamenti luciani a Belpasso, anche quelli estivi, con momenti di preghiera comunitaria e solenni liturgie - già oggi quella celebrata da S. E. mons. Salvatore Gristina, Arcivescovo Metropolita di Catania - e processioni della sacra reliquia e del venerato simulacro di Santa Lucia per le strade della città.
Cari amici e fratelli belpassesi, buona festa a tutti! Santa Lucia continui sempre a proteggervi con il Suo celeste patrocinio! VIVA SANTA LUCIA!

mercoledì 1 agosto 2012

PAROLA DI VITA - AGOSTO 2012

«Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli» (Mt 10,32-33)


È questa una Parola di grande conforto e di sprone per noi tutti cristiani.
Con essa Gesù ci esorta a vivere con coerenza la nostra fede in lui, poiché dall'atteggiamento che avremo assunto nei suoi confronti durante la nostra esistenza terrena, dipende il nostro eterno destino. Se lo avremo riconosciuto – egli dice – davanti agli uomini, gli daremo motivo di riconoscerci davanti al Padre suo; se, al contrario, lo avremo rinnegato davanti agli uomini, ci rinnegherà anche lui davanti al Padre.
«Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Gesù richiama il premio o il castigo, che ci attendono dopo questa vita, perché ci ama. Egli sa, come dice un Padre della Chiesa, che a volte il timore di una punizione è più efficace di una bella promessa. Per questo alimenta in noi la speranza della felicità senza fine e nello stesso tempo, pur di salvarci, suscita in noi il timore della condanna.
Quel che gli interessa è che arriviamo a vivere per sempre con Dio. È, del resto, l'unica cosa che conta; è il fine per cui siamo stati chiamati all'esistenza: solo con lui, infatti, raggiungeremo la completa realizzazione di noi stessi, l'appagamento pieno di tutte le nostre aspirazioni. Per questo Gesù ci esorta a "riconoscerlo" fin da quaggiù. Se invece in questa vita non vogliamo aver a che fare con lui, se ora lo rinneghiamo, quando dovremo passare all'altra vita, ci troveremo per sempre tagliati da lui.
Gesù, al termine del nostro cammino terreno, non farà altro dunque che confermare, davanti al Padre, la scelta operata da ciascuno sulla terra, con tutte le sue conseguenze. E, con il riferimento all'ultimo giudizio, egli ci mostra tutta l'importanza e la serietà della decisione che noi prendiamo quaggiù: è in gioco, infatti, la nostra eternità.
«Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Come trarre profitto da questo avvertimento di Gesù? Come vivere questa sua Parola?
Lo dice lui stesso: «Chi mi riconoscerà...».
Decidiamoci allora a riconoscerlo davanti agli uomini con semplicità e franchezza.
Vinciamo il rispetto umano. Usciamo dalla mediocrità e dal compromesso, che svuotano di autenticità la nostra vita anche come cristiani.
Ricordiamo che siamo chiamati ad essere testimoni di Cristo: Egli vuole arrivare a tutti gli uomini col suo messaggio di pace, di giustizia, d'amore, proprio tramite noi.
Testimoniamolo dovunque ci troviamo per motivi di famiglia, di lavoro, di amicizia, di studio o per le varie circostanze della vita.
Diamo questa testimonianza anzitutto col nostro comportamento: con l'onestà della vita, con la purezza dei costumi, col distacco dal denaro, con la partecipazione alle gioie e sofferenze altrui.
Diamola in modo particolare con il nostro reciproco amore, la nostra unità, in modo che la pace e la gioia pura, promesse da Gesù a chi gli è unito, ci inondino l'animo fin da quaggiù e trabocchino sugli altri.
E a chiunque ci chiederà perché ci si comporta così, perché si è così sereni, pur in un mondo tanto travagliato, rispondiamo pure, con umiltà e sincerità, quelle parole che lo Spirito Santo ci suggerirà, dando così testimonianza a Cristo anche con la parola, anche sul piano delle idee.
Allora, forse, tanti di coloro che lo cercano, potranno trovarlo.
Altre volte potremo essere fraintesi, contraddetti, potremo diventare oggetto di derisione, magari di avversione e di persecuzione. Gesù ci ha avvertititi anche di questo: «Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi».
Siamo ancora sulla strada giusta. Proseguiamo perciò a testimoniarlo con coraggio anche in mezzo alle prove, anche a prezzo della vita. La mèta che ci attende lo merita: è il Cielo, dove Gesù, che amiamo, ci riconoscerà davanti al Padre suo per tutta l'eternità.
+ Chiara Lubich

domenica 22 luglio 2012

L'estate degli amici di S. Lucia - 5

Friends of St. Lucy - Summer 2012
Put God at the first place

Mettere Dio al primo posto

"Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'" (Mc 6,31), dice Gesù nella Liturgia di oggi ai Suoi apostoli, reduci da una "full immersion" senza risparmio d'energie nella loro missione. Elettrizzati ed entusiasti per i successi della loro opera, ora hanno bisogno di fermarsi un poco e stare semplicemente con Gesù.
Ecco qual è il nostro unico vero riposo:
Gesù in mezzo a noi.
A che gioverebbe conquistare il mondo intero se non mettessimo al primo posto e al centro di tutta la nostra esistenza l'unione con Lui?! Rinfrancàti e ristoràti dalla Sua presenza e dalla Sua compagnia, correremo poi con rinnovato vigore a riabbracciare tutta l'umanità, con la quale condividiamo gomito a gomito la splendida avventura della vita umana. E, come Gesù, sapremo avere compassione di ciascun uomo, di quelle folle stanche e sfinite come pecore senza pastore! Ma soltanto a una condizione: che non ci lasciamo trascinare e travolgere dagli affetti umani, e che invece mettiamo Dio al primo posto. Solo Lui. 

sabato 21 luglio 2012

L'estate degli amici di S. Lucia - 4

Friends of St. Lucy - Summer 2012
Live the Word of God with the simplicity of the "children"

Vivi la Parola di Dio
con la semplicità dei 'piccoli'

Breve e semplice messaggio quello di oggi: Gesù, che loda il Padre perché ha tenuto le cose del Regno nascoste ai superbi (i 'sapienti' del mondo) e le ha rivelate ai semplici e ai piccoli, perché così Gli è piaciuto nella Sua bontà, ci mostra l'esempio di Lucia, piccola e indifesa fanciulla dell'antica Siracusa romana agli inizi del IV secolo, che vive e proclama a tutti la Parola di Dio, lampada per i suoi passi e luce sul suo cammino, scudo di difesa e arma per vincere il male. Piccola grande Lucia, aiutaci a incarnare nella nostra vita la Parola di Dio con la stessa semplicità che ha guidato te sino alla santificazione e all'oblazione del martirio!

venerdì 20 luglio 2012

L'estate degli amici di S. Lucia - 3

Friends of St. Lucy - Summer 2012
"Don't be afraid to share the Word of God"

"Non aver paura d'annunciare la Parola di Dio"
Oggi, carissimi amici, contempliamo la nostra amata Lucia nel suo coraggio e nella sua franchezza ("parrhesìa") manifestata soprattutto durante l'interrogatorio che ha dovuto subire dinanzi al magistrato Pascasio e che precedette il suo glorioso martirio.
Le risposte di Lucia al processo sono tutte intrise di Parola di Dio, una Parola per anni già ruminata, assimilata, meditata, pregata, messa in pratica e trasformata in vita concreta, in santità di vita. Dai Salmi ai Vangeli, alle Epistole degli Apostoli Paolo e Giacomo, le parole che Lucia pronuncia senza paura affrontando il suo persecutore sono una catena di riferimenti biblici: le lodi di Dio sulla sua bocca e la spada a doppio taglio nella sua mano, dice di Lei e di tutti i santi il salmo 149, e quella "spada a doppio taglio", che penetra sin nel più intimo dell'animo umano, è proprio la Parola di Dio.
"Infatti la Parola di Dio è viva, efficace e più tagliente d'ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore"
(Lettera agli Ebrei 4,12)

giovedì 19 luglio 2012

L'estate degli amici di S. Lucia - 2

Friends of S. Lucy - Summer 2012

"Let's turn all our worries over to God"

Gettiamo ogni nostra preoccupazione in Dio

Dear friends, cari amici,
la Parola di Dio ci invita ed esorta non soltanto a confidare e sperare in Lui, ma ancor di più a "gettare" tutti i nostri affanni, i motivi di ansia e preoccupazione, le inquietudini e ogni sollecitudine nel Signore, certi del Suo Amore per noi. "Gettare" vuol dire proprio allontanare da sé con forza e decisione, per non pensarci più, per non ricadere in quell'ansietà tipica proprio di chi non si sta fidando pienamente di Colui nel cui Cuore ogni nostro problema può trovare soluzione.

La piccola Lucia, nobile vergine siracusana del IV secolo, così seppe affrontare una penosa preoccupazione, che poteva umanamente essere motivo d'angoscia: la grave malattia della madre Eutichia. Lucia era già rimasta orfana di padre sin da bambina, ed era figlia unica: non aveva altri al mondo se non la mamma. Ma aveva Gesù Cristo, il Suo celeste Sposo, già scelto come centro di tutta la sua vita, perché già Lui per primo le aveva manifestato il Suo Amore e la Sua predilezione per lei, e la chiamata a seguirLo.
Avevano già invocato l'aiuto dei migliori medici, erano già ricorse a tutti i mezzi umani per curare l'infermità di Eutichia, ma invano.
Ma ecco, nel cuore di Lucia, che amava "meditare la Legge del Signore notte e giorno", l'eco della Parola di Dio che le sussurrava, dolcemente ma decisamente: "Getta sul Signore il tuo affanno ed Egli ti darà sostegno" (Sal 55,23), "Gettate in Lui ogni vostra preoccupazione perché Egli ha cura di voi" (1Pt 5,7).
Ed ecco la luce, la soluzione: Lucia decide di lasciare che soltanto Dio si prenda cura della madre, e le propone di recarsi in pellegrinaggio nella vicina Catania presso il sepolcro di Sant'Agata, vergine protomartire catanese (+ 251), per implorare il miracolo della guarigione.
E sarà un viaggio sconvolgente, che cambierà la vita delle due donne: Eutichia guarisce perfettamente, Sant'Agata appare in visione a Lucia comunicandole i favori celesti dei quali è stata giudicata degna, Lucia dichiara alla madre di voler finalmente realizzare il suo sogno di donare tutte le proprie ricchezze ai poveri e così servire soltanto Dio e la Sua Santa Chiesa.

Lucia aveva "gettato" in Dio quel macigno che le opprimeva il cuore, e una scia di luce e santità si è spalancata nella sua vita.
Sta a noi provare a fare lo stesso!