sabato 1 novembre 2008

TUTTI SANTI!

Carissimi amici, innanzi tutto AUGURI di vero cuore a tutti Voi per la festa di tutti i santi!
Sì, auguri, come si dice quando ricorre un compleanno o un onomastico, perché anche voi, anche noi, tutti possono sentirsi festeggiati oggi: è volontà di Dio la nostra santificazione e Dio ci ha resi concittadini dei santi, dice la Scrittura.
I nostri difetti, le nostre miserie, persino i nostri peccati non possono costituire ostacolo alla nostra possibilità - che poi è anche un nostro dovere - di farci santi.
Auguri, perciò, di santità: e se l'impresa sembra troppo difficile, proponiamoci di diventare santi insieme, sostenendoci e aiutandoci a vicenda, con l'edificazione reciproca ... sarà più facile!

Domani la Chiesa, nel ricordo vivo e grato a Dio di tutti i defunti, che sentiamo ancora vivi grazie alla comunione dei Santi e perché sono uniti a noi come Chiesa purgante e Chiesa trionfante, ci farà riflettere sul mistero della morte.
Gesù, nel Vangelo, ci dice che da questo riconosceranno che siamo Suoi discepoli: se siamo pronti a morire gli uni per gli altri. Non si muore e basta, quindi, ma si deve essere pronti a morire per i fratelli.

Padre Raniero Cantalamessa, predicatore pontificio, nella sua omelia odierna propone una stupenda e commovente preghiera, che ci aiuterà domani a meditare su come si muore in Dio, spiegando:

"La fede non esenta i credenti dall'angoscia di dover morire, essa però la tempera con la speranza. Il prefazio della Messa di domani dice: "Se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consola la speranza dell'immortalità futura". A questo proposito c'è una testimonianza sconvolgente situata anch'essa in Russia. Nel 1972 su una rivista clandestina fu pubblicato un testo. Si tratta di una preghiera trovata nel taschino della giubba del soldato Aleksander Zacepa, composta pochi istanti prima della battaglia in cui perse la vita nella seconda guerra mondiale. Dice:

Ascolta, o Dio!
Non una volta nella mia vita ho parlato con te, ma oggi mi vien voglia di farti festa.
Sai, fin da piccolo mi hanno sempre detto che non esisti... io stupido ci ho creduto.
Non ho mai contemplato le tue opere, ma questa notte ho guardato dal cratere di una granata al cielo di stelle sopra di me e affascinato dal loro scintillare, ad un tratto ho capito come possa esser terribile l'inganno...
Non so, o Dio, se mi darai la tua mano, ma io ti dico e tu mi capisci...
Non è strano che in mezzo a uno spaventoso inferno mi sia apparsa la luce e io abbia scorto te?
Oltre a questo non ho nulla da dirti. Sono felice solo perché ti ho conosciuto.
A mezzanotte dobbiamo attaccare, ma non ho paura, tu guardi a noi.
E' il segnale! Me ne devo andare. Si stava bene con te.
Voglio ancora dirti, e tu lo sai, che la battaglia sarà dura: può darsi che questa notte stessa venga a bussare da te.
E anche se finora non sono stato tuo amico, quando verrò, mi permetterai di entrare?
Ma che succede, piango?
Dio mio, tu vedi quello che mi è capitato, soltanto ora ho incominciato a veder chiaro...
Salve, mio Dio, vado... difficilmente tornerò. Che strano, ora la morte non mi fa paura". (fonte: www.zenit.org)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Buongiorno Santa Lucia mia, accompagnami in questa giornata, proteggimi e dammi la Luce, pensa tu ai miei occhi. Grazie Santa Lucia mia

devoto siracusano ha detto...

BENVENUTO NUOVO ARCIVESCOVO! CHE SANTA LUCIA LA PROTEGGA, LA ILLUMINI E GUIDI! W SANTA LUCIA SEMPRE! NOSTRA PATRONA E NOSTRA MADRE! DOMANI ACCOGLIAMO CON AMORE MONS. PAPPALARDO, NUOVO ARCIVESCOVO DI SIRACUSA!