domenica 1 febbraio 2009

Parola di vita - febbraio 2009

"Se uno viene a me e non pospone suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo" (Lc 14,26)
Che ne dici? Sono parole con esigenze tremende, radicali, mai udite! Eppure quel Gesù che ha detto indissolubile il matrimonio e ha comandato di amare tutti e quindi particolarmente i genitori, quello stesso Gesù ora chiede di mettere al secondo posto tutti gli affetti belli della terra, qualora fossero d’impedimento all’amore diretto, immediato, a Lui. Solo Dio poteva chiedere tanto. Gesù infatti strappa gli uomini dal loro modo naturale di vivere e li vuole legati anzitutto a sé, per comporre sulla terra la fraternità universale. Per questo, ove trova un ostacolo al suo progetto “taglia” e nel Vangelo parla di “spada”, spirituale s’intende. E chiama “morti” coloro che non hanno saputo amare Lui più della madre, della sposa, della vita. Ricordi quell’uomo che ha chiesto di poter seppellire suo padre prima di seguirLo? Proprio a lui Gesù ha risposto: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”. Forse dinanzi a tanta esigenza avrai avuto un fremito di paura; forse avrai pensato di relegare queste parole di Gesù al suo tempo, o destinarle a coloro che lo debbono seguire in un modo particolare. Ti sbagli. Questa parola vale per ogni epoca, anche per l’attuale, e vale per tutti i cristiani, anche per te. Con i tempi che corrono ti si possono presentare molte occasioni per mettere in pratica l’invito di Cristo. Sei in una famiglia dove qualcuno contesta il cristianesimo? Gesù vuole che tu lo testimoni con la vita e al momento opportuno con la parola, anche a costo di essere deriso o calunniato. Sei madre e tuo marito t’invita ad interrompere la gravidanza? Obbedisci a Dio e non agli uomini. Un fratello ti vuole aggregare ad una compagnia con fini poco chiari, o perfino riprovevoli? Dissociati. C’è qualcuno dei tuoi che t’invita ad accettare denaro poco pulito? Mantieni la tua onestà. L’intera famiglia vuol coinvolgerti in un lassismo mondano? Taglia, perché Cristo non s’allontani da te.
"Se uno viene a me e non pospone suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo".
Eri d’una famiglia miscredente e il fatto della tua conversione a Cristo ha prodotto divisione? Non ti allarmare. E’ un effetto del Vangelo. Offri a Dio lo strazio del cuore per quelli che ami, ma non mollare. Cristo t’ha chiamato in modo particolare a sé, ed ora è arrivato il momento in cui la tua donazione totale richiede di lasciare il padre e la madre, o magari di rinunciare alla fidanzata?Opera la tua scelta. Chi non ha lotta, non ha vittoria.
"Se uno viene a me e non pospone suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo".
“… e perfino la propria vita”. Sei in terra di persecuzione e l’esporti per Cristo mette in pericolo la tua vita? Abbi coraggio. A volte la nostra fede può chiedere anche questo. Non è mai del tutto finita nella Chiesa l’epoca dei martiri. Ognuno di noi, nella sua esistenza, si troverà a scegliere tra Cristo e tutto il resto per rimanere autentico cristiano. Quindi toccherà anche a te. Non aver paura. Non aver paura per la vita: meglio perderla per Dio che non trovarla più. L’altra Vita è una realtà. E non aver paura per i tuoi. Dio li ama. Un giorno – se tu li sai posporre a Lui – passerà accanto a loro e li chiamerà con le parole forti del suo amore. E tu li aiuterai a diventare con te veri discepoli di Cristo.


Chiara Lubich

sabato 24 gennaio 2009

Il nuovo patriarca di Antiochia

La Chiesa cattolica di Antiochia, antica e illustre città cristiana della Siria, ha un nuovo patriarca: Ignace Youssif III Younan, neoeletto successore di Mar Ignace Pierre VIII Abdel-Ahad che a gennaio dello scorso anno aveva rassegnato le proprie dimissioni. Il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato i vescovi siro-cattolici riuniti a Roma dal 18 al 20 gennaio per il Sinodo che avrebbe nominato il nuovo patriarca, e ha auspicato che tutta la Chiesa parli ancora di Cristo al mondo "con le parole dell'Oriente e dell'Occidente".
La notizia che riguarda questa comunità ecclesiale orientale interessa vivamente anche noi siracusani, in quanto l'importante Chiesa di Antiochia è "madre" di quella di Siracusa: il protovescovo della città aretusea, San Marciano martire, era originario proprio di Antiochia e da lì venne inviato in Sicilia per fondare la prima Chiesa d'Occidente ad essere chiamata proprio "Chiesa di Cristo" (Prima Post Antiochenam Christo Dicata si legge tuttora in un'iscrizione che campeggia nel duomo siracusano).

martedì 20 gennaio 2009

Lucia, luce per l'unità dei cristiani

Carissimi, è in corso la settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, importante appuntamento annuale nel segno di un abbraccio planetario fra le membra del Corpo Mistico di Cristo, della gioia della fraternità cristiana universale, della speranza in un luminoso futuro di piena riconciliazione tra le Chiese, della preghiera corale, unanime e concorde che sale al Cielo da tutti i credenti in Cristo della Terra.
Gesù vuole "che tutti siano una cosa sola" (cfr. Vangelo di Giovanni, capitolo 17), quindi la separazione tra i Suoi seguaci è scandalo, dolore, peccato. L'impegno per l'unità deve essere aspirazione prioritaria per tutti noi.
Lucia, poco prima di morire per Cristo, profetizzò la pace per la Chiesa.
Lucia è una santa "ecumenica", veneratissima da sempre da tutti i cristiani d'Oriente e d'Occidente.
Lucia, felice eccezione, è tra i pochissimi santi a godere di un culto presso i luterani, in Svezia, dove le è addirittura dedicato un rito liturgico proprio.
Il Concilio di Trento, momento di riflessione della Chiesa sulla ferita della disunità fra i cristiani, iniziò proprio un 13 dicembre, festa di S. Lucia.
Preghiamo Lucia per l'unità dei cristiani, dono immenso di Dio per la Chiesa e per il mondo ("che tutti siano uno ... affinché il mondo creda").

martedì 13 gennaio 2009

Una preghiera al mese - gennaio 2009

Visto che nell'ultima solennità luciana abbiamo ricordato il miracolo di S. Lucia a Verona, stavolta Vi proponiamo questa preghiera un po' particolare, non ufficiale, ma spontanea, di suggestiva bellezza, pienamente espressiva del dolore sofferto da molti, i quali - così come l'autore di questo testo - si rivolgono con fede alla Santa della quale sono devoti, per trarne conforto, sollievo, speranza, pace del cuore e piena salute. Dedicato a tutti i sofferenti: S. Lucia Vi protegge!

PREGHIERA DELL’AMMALATO A S. LUCIA

Lucia, Vergine beatissima, Tu vedi in che stato io mi trovo e da quanti dolori e infermità sia continuamente tormentato: liberami, Ti prego, da questa infermità e rendimi la salute. Sono certo che se Tu, per la doppia corona di verginità e martirio, intercederai – come spero – presso il Tuo dilettissimo Sposo, il Signore nostro Gesù Cristo, e so che lo farai, io guarirò e prometto … (qui si formula un voto di ringraziamento personale proporzionato alle proprie possibilità) in onore del Tuo santo nome. Amen.
(Pace Drappiere, Verona 1308,
dalla Historia di Verona di Girolamo Dalla Corte, 1594)

martedì 6 gennaio 2009

Cultura: le recensioni di "Amici di S. Lucia" - 2

Pubblichiamo oggi il secondo numero della rubrica di recensioni bibliografiche a cura della nostra Redazione. Informiamo gli Autori e gli Editori di pubblicazioni su S. Lucia che, qualora desiderassero inviarcene copia perché vengano recensite sul nostro blog, possono contattare la Redazione mediante l’indirizzo email: amicisantalucia@yahoo.it.

Vorrei che mi porteresti tanti regali. Santa Lucia “vista” e raccontata dai ragazzi, a cura di ROBERTO ALBORGHETTI, Okay! Associazione News – Consiglio Regionale della Lombardia, 2008

Oggi è la festa dell’Epifania: in certe zone vige la tradizione di donare – proprio in questo giorno – dolci e giocattoli ai bambini, lasciando loro immaginare che siano stati portati da un personaggio fantasioso, cioè la Befana. A Natale, c’è chi fa portare i doni ad un altro personaggio d’invenzione, cioè Babbo Natale (lontana deformazione di un personaggio storico in carne e ossa, cioè San Nicola). Ma in alcune regioni dell’Italia settentrionale, i doni arrivano nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, portati da Santa Lucia di Siracusa: questa tradizione è ben differente dalle altre analoghe, perché si fonda dichiaratamente su una persona realmente esistita e – elemento ancor più interessante – su un dettaglio biografico proprio della stessa. Quando era in vita, all’alba del IV secolo, Lucia, che era una vergine nobile e ricca, scelse davvero di donare tutti i propri beni ai poveri: ecco perché la sua figura, esempio di generosità estrema nel nome del suo amore per Cristo, ben si presta a divenire emblema dell’elargitore di doni. Questa tradizione si distingue nettamente da quelle più favolose del Babbo e della Befana anche perché essa si accompagna, con mille e mille iniziative sempre nuove nelle scuole e nelle parrocchie, a progetti di ricerca destinati ai bambini e finalizzati al raggiungimento di una conoscenza seria sulla “vera” Santa Lucia. Tra le iniziative di questo tipo, merita un’ammirata segnalazione quella curata quest’anno da Roberto Alborghetti (vedi: http://www.scuolaokay.it/), dalla quale è nato il libro di cui vi parliamo oggi. “Vorrei che mi porteresti tanti regali” è un sorprendente compendio sulla vita e sul culto di S. Lucia nella storia e nel mondo, un vero e proprio “mio primo libro su S. Lucia”, attraverso il quale tutti i bambini potranno accostarsi con sicurezza ad una trattazione semplice ma esauriente sulla dolce Santa che così tanto amano fin da piccolissimi. E, cosa bellissima, il libro è fatto proprio da loro, in quanto tutti i testi che compongono questo quadro così completo sono stati raccolti dalle loro ricerche e dai loro elaborati, giunti da numerose scuole elementari italiane. Così, in un linguaggio perfettamente adeguato ai lettori più giovani, con soddisfacente meticolosità e correttezza storica (superiore addirittura a certi libri scritti da adulti!) l’agile volumetto comprende la vita di S. Lucia, la storia delle traslazioni delle sue reliquie, cenni storici sulla più antica espansione del suo culto, un excursus sulle tradizioni popolari e culinarie legate alla sua festa, un’antologia di racconti, proverbi, filastrocche sulla santa e infine di letterine a S. Lucia, atteso impegno annuale di tanti bambini. Sono proprio queste ultime a stupire di più: non sono semplici richieste di regali, ma spesso vere e proprie preghiere spontanee, sincere, tenere, commoventi, che testimoniano sensibilità e consapevolezza da parte dei bambini nei confronti dei bisogni dell’umanità. Un esempio: “Cara Santa Lucia, ti scrivo questa lettera per dirti che non voglio dei giocattoli. In questo mondo ci sono molte ingiustizie, come la guerra, le malattie incurabili (l’AIDS, il cancro), lo sfruttamento minorile … Mi fermo qua, altrimenti un quaderno non mi basterebbe. Nelle persone c’è qualcosa che non va, sono piene di odio, vogliono sempre più di quello che già hanno; tu Santa Lucia, potresti trasformare questo odio in amore, felicità per la Vita!”.

lunedì 5 gennaio 2009

Solennità dell'Epifania del Signore: "Jesu, corona Virginum"

Un Inno per Lucia
Tratto dal Liber usualis, Ex Editione Vaticana 1957, p. 1213, riporto il testo con la mia traduzione in italiano e in siciliano dell’inno Jesu, corona Virginum attribuito a S. Ambrogio (339-397), che l’antica liturgia romana In Festa Decembris 13, in II. Vesperis dedicava a S. Lucia.
L’inno liturgico si fa strada attraverso la letteratura primitiva, greca, ebraica e poi latina; testimonianza di una tradizione e classicità rispettabili. Dalla ricca fioritura degli inni biblici, ebraici e bizantini derivò l'inno cristiano, che S. Ambrogio introdusse nella liturgia della Chiesa d'Occidente. Il Liber usualis, Editio Vaticana 1957, ne riporta 82. Erano cantati a ogni singola ora dell'Ufficio divino.
L’inno qui riportato, Jesu, corona Virginum, attribuito a S. Ambrogio, è dedicato alle sante vergini. Il ritmo dei versi è il Settenario, melodioso e vario: le diverse posizioni degli accenti ritmici mobili (una delle prime quattro sillabe) si accompagnano all’accento fisso (sempre sulla penultima sillaba). Esempi: Tòrna a fiorir la ròsa (Parini, La Educazione); Qual màsso che dal Vèrtice (Manzoni, Il Natale).
Le conferme dell'iconografia luciana
Secondo la particolare iconografia diffusa a partire dall’età bizantina, S. Lucia (come le sante vergini martiri) è spesso raffigurata nelle ricche vesti di celeste cortigiana di Cristo. La mano che stringe la palma del martirio, spesso è portata verso il cuore, simbolo del dono della vita donata a Cristo per amore. Lo sguardo illuminato di gioia, rivolto verso l’alto, contempla il cielo ed evidenzia il taglio sanguinoso della decapitazione. Tutta pervasa di grazia settecentesca, sotto la lunga veste, la snella e leggiadra figura di Lucia accenna a movenza di danza, mentre la mano che regge il simbolo della grazia illuminante (la luce dei suoi occhi o la fiamma) si allarga con eleganza come per cogliere fiori: preciso richiamo alle figure contenute nell’inno di Sant’Ambrogio Jesu, corona Virginum, che la Chiesa da secoli intona nelle festività delle Sante Vergini. Tale composizione, con immagini tratte dal Cantico dei Cantici e dall’Apocalisse, cantato Cristo che, nel giardino del Paradiso, incede tra i gigli ("pergit inter lilia"), (Cant. 2, 16), contornato dalle danze delle Vergini "septus choreis Virginum", (Ger. 31, 13; Ap. 14, 4), elette sue compagne per tutta l’eternità (vedi: Santa Lucia Vergine e Martire. Poemetto sacro in musica di Angelo Cacciato, II edizione, Barvin, Roma 2009).
JESU, CORONA VIRGINUM
Inno dal COMUNE DELLE SS. VERGINI
TESTO ORIGINALE:
Jesu, corona Virginum,
Quem Mater illa concipit,
Quae sola Virgo parturit,
Haec vota clemens accipe.

Qui pergis inter lilia,
Septus choreis Virginum,
Sponsus decorus gloria,
Sponsisque reddens praemia.

Quocumque tendis Virgines
Sequuntur, atque laudibus
Post te canentes cursitant,
Hymnosque dulces personant.

Te deprecamur supplices
Nostris ut addat sensibus
Nescire prorsus omnia
Corruptionis vulnera.

Virtus, honor, laus, gloria
Deo Patri cum Filio,
Sancto simul Paraclito
In saeculorum saecula. Amen.

TRADUZIONE ITALIANA:

Gesù, gloria delle Vergini,
concepito dalla Beata Madre,
la sola che partorì vergine,
accogli, clemente i nostri voti.

Tu che incedi tra i gigli,
circondato da vergini danzanti,
sposo splendente di gloria,
doni alle spose il premio eterno.

Ovunque ti dirigi, le vergini
ti seguono, e con canti di lode,
dietro di te si affrettano cantando,
inni armoniosi intonando.

Ti preghiamo supplici,
concedi ai nostri sensi
di ignorare completamente
le ferite della colpa.

Virtù, onore, lode, gloria
a Dio Padre e Figlio,
insieme al Santo Spirito.
Nei secoli dei secoli. Amen.

TRADUZIONE RITMICO-POETICA IN SICILIANO:

Tu fusti cuncepitu,
di la Beata Virgini,
Gesù, corona virginum,
fiori di castità.

Ti pasci tra li gigli,
tra virgini festusi,
o sposu gloriusu,
premi la fedeltà.

S’accordanu ai to passi
li virgini danzannu,
appressu a tia cantannu,
inni in solennità.

Nui ti pregamo supplici,
ca simu piccatura
ma tu perduni ognura
li nostri iniquità.

Virtù, onuri e gloria
a Dio Patri e a lu Figliu,
assiemi al Sanctu Spirtu
e pi’ l’eternità. Amen.
A questo inno cantato segue il breve responsorio declamato in prosa:

Celebrante:
Diffusa es gratia in labiis tuis.
Risposta dell’assemblea:
Propterea benedixit te Deus
in aeternum.
TRADUZIONE ITALIANA:
Celebrante:
Grazia è diffusa nelle tue labbra.
Risposta dell’assemblea:
Per questo il Signore ti benedì in eterno.
TRADUZIONE SICILIANA:
Celebrante:
Grazia è diffusa ne li to sembianti.
Risposta dell’assemblea:
A tia prescelsi Diu tra tutti quanti.
© Testi e traduzioni di Angelo Cacciato, 5 gennaio 2009

domenica 4 gennaio 2009

CELEBRAZIONI IN ONORE DI S. LUCIA - GENNAIO 2009

AVVISO SACRO:

Come da antica tradizione, le Sacre Reliquie e il simulacro-reliquiario argenteo di S. Lucia saranno esposti solennemente alla venerazione dei fedeli nella Cappella dedicata alla Santa nel Duomo di Siracusa venerdì 9, sabato 10, domenica 11, lunedì 12 e martedì 13 gennaio 2009, per commemorare la dedicazione del Duomo a Cristo Re e Maria Nascente (9 gennaio 1927), il patrocinio di S. Lucia nello storico terremoto della Valle di Noto (11 gennaio 1693) e le traslazioni delle Reliquie di S. Lucia (da Siracusa a Costantinopoli nel 1039, da Costantinopoli a Venezia nel 1204, da Venezia a Siracusa in occasione del XVII centenario del martirio di S. Lucia dal 15 al 22 dicembre 2004).

Orario Ss. Messe:
  • giorni feriali: ore 8.00 - 10.30 - 18.00;
  • domenica: ore 8.00 - 10.30 - 12.00 - 19.00.
Tutti i siracusani e i devoti di S. Lucia sono invitati a partecipare.

sabato 3 gennaio 2009

Cultura: le recensioni di "Amici di S. Lucia" - 1

Con il nuovo anno, il nostro blog si arricchisce di una nuova rubrica a carattere culturale, nella quale troveranno spazio le recensioni ai libri su S. Lucia che vengono donati alla Redazione: è un servizio che svolgiamo volentieri, per dar meritata visibilità ad iniziative editoriali di tema luciano e aggiornare il più possibile i visitatori del blog sulle novità in libreria che riguardano la nostra Santa. Nel primo numero della nostra rubrica, parleremo del seguente volume:

SALVATORE DI SALVO, Devoti! ... W Santa Lucia. Storia di un cammino d'amore con la Santa Patrona 1998-2008, Angelo Parisi Editore - Associazione Devoti di S. Lucia, Carlentini 2008
Il pregevole volume di Salvatore Di Salvo documenta e corona, degnamente e felicemente, i primi dieci anni di vita dell'Associazione Devoti di S. Lucia in Carlentini (provincia di Siracusa), paese che sin dal 15 marzo 1621 ha scelto per patrona l'illustre megalomartire siracusana e che costituisce un vero e proprio "luogo luciano", nel quale passò Lucia in persona durante la sua breve vita terrena, in quanto - secondo un'antica tradizione - ella sostò nella zona dove oggi sorge Carlentini in occasione del suo viaggio verso il sepolcro di S. Agata a Catania. L'Autore del volume traccia con chiarezza la storia del culto luciano a Carlentini e quella della locale Associazione Luciana, che testimonia l'amore (e proprio un "cammino d'amore" se ne può definire la storia) di questo popolo per la Patrona. Il ricco dossier fotografico curato da Di Salvo restituisce al lettore la bellezza dei festeggiamenti luciani carlentinesi e commuove, sia quando descrive i vari momenti e i volti delle celebrazioni, sia - soprattutto - quando immortala i volti angelici dei bambini che si accostano al simulacro argenteo di S. Lucia per un dolcissimo "a tu per tu" con Lei. Tra l'altro - è bello ricordarlo - il fercolo processionale di S. Lucia di Carlentini è stato privilegiatissima custodia del Corpo della Santa durante la straordinaria processione per le strade di Siracusa il pomeriggio di quell'indimenticabile 15 dicembre 2004, storico ritorno in patria di quel Santo Corpo.
"Una pubblicazione originale. Una documentazione suggestiva. Salvatore Di Salvo, giornalista e segretario dell'Associazione dei devoti di Santa Lucia, ci fa rivivere, attraverso questo mosaico di foto, la festa di Santa Lucia celebrata a Carlentini, che già nel lontano 1621 la scelse come "patrona, protettrice e avvocata". Sono pagine di vita. Sono testimonianza toccante di una devozione viva, di un amore ardente, di una incondizionata fiducia dei carlentinesi verso la grande vergine e martire siracusana. Non è un volume di dotta speculazione, né di arida dottrina, né di astratta teoria. E' invece una ripresentazione affascinante e coinvolgente di scene che documentano momenti forti di festa dei credenti, di giubilo dei devoti, di esultanza di un popolo. (...) Santa Lucia è un campione della fede, è un gigante della carità, è un modello di testimonianza evangelica. Per questo tutti la amiamo e la veneriamo e non ci stanchiamo di invocarla a nostra difesa e protezione" (S. E. mons. Giuseppe Costanzo, Arcivescovo emerito di Siracusa, dalla Presentazione al volume).

giovedì 1 gennaio 2009

Parola di Vita - gennaio 2009

Carissimi amici, auguri di buon anno nuovo a tutti! Ecco a voi la meditazione biblica del mese:

“Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo” (1 Cor 12,20).
Hai mai frequentato una comunità viva di cristiani veramente autentici? Hai mai assistito a qualche loro assemblea? Ne hai penetrato la vita? Se sì, avrai notato che vi sono molte funzioni in coloro che la compongono: chi ha il dono di parlare e ti comunica realtà spirituali che ti toccano l’anima; chi ha il dono d’aiutare, di assistere, di provvedere e ti fa meravigliare di fronte ai successi raggiunti a beneficio di quanti soffrono; chi insegna con tanta sapienza da infonderti una nuovissima forza alla fede che già possiedi, chi ha l’arte di organizzare, chi di governare; chi sa capire quelli che avvicina ed è distributore di consolazione ai cuori che ne abbisognano.
Sì, tutto questo puoi sperimentare, ma soprattutto ciò che ti colpisce in una comunità così viva è l’unico spirito che tutti informa e ti sembra di sentir aleggiare e fa di quella originale società un unum, un solo corpo.
“Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo”.
Anche Paolo, e lui in modo particolare, si è trovato di fronte a comunità cristiane vivissime, suscitate proprio dalla sua straordinaria parola.
Una di queste era quella, giovane, di Corinto, nella quale lo Spirito Santo non era stato parco nel diffondere i suoi doni o carismi, come si chiamano. Anzi, in quel tempo se ne manifestavano di straordinari, per la speciale vocazione che aveva la Chiesa nascente.
Senonché, questa comunità, fatta l’esperienza esaltante dei vari doni elargiti dallo Spirito Santo, aveva conosciuto anche rivalità o disordini, proprio fra coloro che ne erano stati beneficiati.
Fu necessario allora rivolgersi a Paolo, che era ad Efeso, per avere dei chiarimenti.
Paolo non esita e risponde in una delle sue straordinarie lettere, spiegando come vadano usate queste grazie particolari.
Egli spiega che esiste diversità di carismi, diversità di ministeri, come quello degli apostoli o dei profeti o dei maestri, ma che uno solo è il Signore da cui provengono. Dice che nella comunità esistono operatori di miracoli, di guarigioni, persone portate in modo eccezionale all’assistenza, altre al governo, come esiste chi sa parlar lingue, chi le sa interpretare, ma aggiunge che uno solo è Dio da cui hanno origine.
E allora, siccome i vari doni sono espressioni dello stesso Spirito Santo, che li infonde liberamente, non possono non essere in armonia fra di loro, non possono non essere complementari. Essi non servono al godimento personale, non possono essere motivo di vanto, o di affermazione di sé, ma sono dati per una finalità comune: costruire la comunità; la loro finalità è il servizio. Non possono quindi generare rivalità o confusione.
Paolo, pur pensando a doni particolari che riguardavano proprio la vita della comunità, è dell’avviso che ogni membro di essa ha la sua capacità, il suo talento da far trafficare per il bene di tutti, e ognuno deve essere contento del proprio.
Egli presenta la comunità come un corpo e si domanda: Se il corpo fosse tutto occhio dove sarebbe l’udito? E se fosse tutto udito dove l’odorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo come Egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo?[1] Invece: “Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo”.
Se ognuno è diverso, ognuno può essere dono per gli altri, e con ciò essere se stesso e realizzare il proprio disegno di Dio nei confronti degli altri.
E Paolo vede nella comunità, in cui i diversi doni funzionano, una realtà cui dà uno splendido nome: Cristo. Il fatto è che quell’originale corpo che compongono i membri della comunità è veramente il Corpo di Cristo. Cristo infatti continua a vivere nella sua Chiesa e la Chiesa è il suo corpo. Nel battesimo, infatti, lo Spirito Santo incorpora in Cristo il credente, che viene inserito nella comunità. E lì tutti sono Cristo, ogni divisione è cancellata, ogni discriminazione è superata.
“Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo”.
Se il corpo è uno, i membri della comunità cristiana attuano bene il loro nuovo modo di vivere se realizzano fra loro l’unità, quell’unità che suppone la diversità, il pluralismo. La comunità non assomiglia ad un blocco di materia inerte ma ad un organismo vivente con diverse membra.
Il provocare le divisioni è, per i cristiani, fare il contrario di quanto devono.
“Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo”.
Come allora vivrai questa nuova Parola che la Scrittura ti propone?
Occorre che tu abbia un grande rispetto per le varie funzioni, per i doni e i talenti della comunità cristiana.
Bisognerà che tu dilati il cuore su tutta la varia ricchezza della Chiesa e non solo della piccola Chiesa che frequenti e ti è nota, come la comunità parrocchiale o l’associazione cristiana cui tu sei legato, oppure il Movimento ecclesiale di cui sei membro, ma della Chiesa universale, nelle sue molteplici forme ed espressioni.
Tutto devi sentir tuo, perché sei parte di questo unico corpo.
E allora, come tieni in considerazione e proteggi ogni membro del tuo corpo fisico, così devi fare per ogni membro del corpo spirituale.
(…) Per tutti devi avere stima, far la tua parte perché possano rendersi utili alla Chiesa nel migliore dei modi. (…) Non disprezzare intanto ciò che Dio ti domanda là dove sei, per quanto il lavoro quotidiano ti possa sembrare monotono e senza grandi significati: apparteniamo tutti ad un medesimo corpo e, come membro, ognuno partecipa all’attività dell’intero corpo, rimanendo al posto che Dio ha scelto per lui.
L’essenziale poi è che tu possegga quel carisma che, come annunzia Paolo, supera tutti gli altri ed è l’amore: l’amore per ciascun uomo che incontri, l’amore per tutti gli uomini della terra.
E’ con l’amore, con l’amore reciproco, che le molte membra possono essere un sol corpo.

Chiara Lubich
(Trento, 22 gennaio 1920 - Rocca di Papa, 14 marzo 2008)
[1] Cf 1 Cor 12, 17-19.

mercoledì 31 dicembre 2008

RESPONSORIU DI LA GLORIUSA VERGINI LUCIA


Per gentile concessione dell'Autore, pubblichiamo qui di séguito la versione ufficiale del nuovo Responsoriu di la Gloriusa Vergini Lucia. Composto da Angelo Cacciato per la Tredicina di S. Lucia, introdotto e commentato dall'Autore stesso, poeta e musicista siciliano devotissimo della nostra S. Concittadina. Oltre a questo Responsorio, Cacciato ha già dedicato a S. Lucia un'altra opera: il Poemetto di 304 endecasillabi in forma di Sacra Rappresentazione dal titolo S. Lucia Vergine e Martire, la cui prima esecuzione assoluta si è svolta a Roma presso la benemerita e storica Arciconfraternita dei Siciliani in Roma posta sotto la protezione della Madre di Dio Odigitria, da secoli gloriosa Patrona di Sicilia (vedi locandina nell'immagine qui sopra). Il libretto e il CD di questa Cantata sacra dialettale per S. Lucia sono stati recentemente pubblicati a Roma con il meritorio e concreto sostegno di S. E. mons. Michele Pennisi, Vescovo di Piazza Armerina (che fino a qualche anno fa era Diocesi Suffraganea dell'Arcidiocesi di Siracusa). Da parte nostra, dopo averne apprezzato l'innegabile bellezza, caldeggiamo l'adozione di questo Responsorio come formulario per la tradizionale tredicina di preghiera alla S. Patrona, al fine di ripristinare l'antica e ben radicata consuetudine siracusana - documentata perlomeno fino all'Ottocento - di intonare responsori latini in onore di S. Lucia:

"Il testo è ispirato agli inni latini del repertorio gregoriano. La prassi di tradurre dal latino era ancora diffusa ai tempi di Giuseppe Pitrè (1841-1916), il quale, ad esempio, riporta la Figghiulanza di San Giuvanni di Diu tradotta dal latino in canzonette siciliane da un suo divoto. A Palermo era distribuita agl’infermi in stampa popolare di cui esiste qualche copia del secolo XVIII (cfr. G. PITRÈ, Proverbi, motti e scongiuri del popolo siciliano, C. Clausen, Torino - Palermo 1910, p. 244). Il ritmo dei versi senari è pieno di vivacità: coi suoi accenti ritmici sulla II e V sillaba si presta a dar voce e slancio alla passione di un popolo (vedi ad esempio l'inno di Mameli). Il responsorio è organizzato in piccole monografie a gruppi di tre strofe ciascuna:
• 1-3: S’invita il fedele a considerare Lucia e il suo martirio ("e fu ardimintusa cu gran nobiltà").
• 4-6: Le citazioni di Dante che vede in Lucia il simbolo della grazia illuminante.
• 7-9: Venezia la custodisce preziosamente; e ancora più a nord, nel canto svedese che la festeggia, S. Lucia è detta "Regina di Luce", infatti è lume nel dubbio e rimedio alla cecità.
• 10-12: Allontanando il peccato sconfigge il maligno ("ni trema l’infernu") e di conseguenza qualunque male fisico viene allontanato.
• 13: Ogni cristiano invochi Lucia e dia gloria alla S.S. Trinità" (Angelo Cacciato - Roma, 1° dicembre 2008).
RESPONSORIU DI LA GLORIUSA VERGINI LUCIA
1. Su cerchi purtenti,
ne la malatia,
ricurri a Lucia
ca è tutta pietà.

2. Iddiu la mannàu
pi’ li puvireddi,
malati, urfaneddi,
oh, summa bontà!

3. Gesù la chiamàu,
la vozi so spusa
e fu ardimintusa
cu gran nobiltà.

Rit. Via dunca, curriti,
si vui la prigati
cu fidi e umiltati,
la grazia vi fa.

4. Lu sommu poeta
decanta Lucia:
“cunnuci a la via”
pi’ l’eternità.

5. “Lucia è nemica
di ciascun crudeli”
e a ogni fideli
confortu ci dà.

6. Grazia illuminanti
confortu e cunsigliu
in ogni perigliu
vincenti ni fa.

Rit. Via dunca, curriti….

7. Rigina di Luci
la invoca la Svezia
e cu idda Venezia
preziusa si fa.

8. Lucia è vera guida
tranquilla e sicura:
n’agghiorna o ni scura
gran lumi ni dà.

9. Spiriscinu tutti
li mali chiù granni
disgrazii, affanni
e la cecità.

Rit. Via dunca, curriti….

10. Ni trema lu ’nfernu,
e u vili sirpenti;
la morti già senti
la so potestà.

11. Sta Santa guarisci
la frevi chiù forti,
e tutti li sorti
di l’infermità.

12. E l’ossa, si a casu
su rutti o feriti,
chiù forti ed uniti
‘sta santa li fa.

Rit. Via dunca, curriti….

13. Ogni cristianu
ca a idda ha prigatu
Lucia ha cunsulatu
cu gran carità.

Sia gloria a lu Patri
e ancora a lu Figghiu
chi tennu in cunsigghiu
lu Spiritu sò.

TRADUZIONE ITALIANA:

1. Se cerchi portenti,
nella malattia,
ricorri a Lucia
che è tutta pietà.

2. Da Dio fu mandata
per i poverelli
malati, e orfanelli,
oh, somma bontà!

3. Il figlio di Dio
la volle sua sposa
e fu ardimentosa
con gran nobiltà.

Rit. Or dunque correte,
chiedete mercede
pregate con fede,
la grazia vi fa.

4. Il sommo poeta
decanta Lucia:
"conduce a la via"
per l’eternità.

5. "Lucia è nemica
di ciascun crudele"
e a ogni fedele
conforto gli dà.

6. Grazia illuminante
conforto e consiglio
in ogni periglio
vincenti ci fa.

Rit. Or dunque correte….

7. "Regina di Luce"
la invoca la Svezia;
con essa Venezia
preziosa si fa.

8. Lucia è vera guida
tranquilla e sicura:
nel buio con cura
suo lume ci dà.

9. Sconfigge ogni guaio,
sventure e malanni
disgrazie, affanni
e la cecità.

Rit. Or dunque correte….

10. Ne trema l’inferno,
e il vile serpente;
la morte già sente
la sua potestà.

11. La Santa guarisce
la febbre più forte,
e la malasorte
dell’infermità.

12. Se le ossa per caso
han qualche frattura
la santa le cura,
compatte le fa.

Rit. Or dunque correte….

13. Lo dice chiunque
la abbia pregato
Lucia ha consolato
con gran carità.

Sia gloria al Padre
e ancora al Figlio
che hanno in consiglio
lo Spirito Santo.

lunedì 29 dicembre 2008

Chiarimento sul terremoto del 1908

SIRACUSA - Un articolo sul quotidiano "La Sicilia" di oggi, a proposito della solenne celebrazione commemorativa in onore di S. Lucia avvenuta ieri in Cattedrale, afferma erroneamente che il terremoto e maremoto che esattamente un secolo fa sconvolse lo stretto di Messina avrebbe colpito anche il territorio aretuseo, "causando il decesso di cinque persone" (sic!). Quest'ultimo dato, con tutta probabilità, proviene da un ascolto distratto del discorso appassionato e quasi poetico (pur nell'impeccabile rigore storiografico) pronunciato ieri da mons. Pasquale Magnano durante la commemorazione dell'evento. Come infatti l'esimio sacerdote ha asserito con somma chiarezza e precisione, nessun abitante né alcun edificio di Siracusa subì un qualsivoglia danno dal terremoto: ci fu soltanto una paurosa ma grazie a Dio innocua inondazione delle due piazze (Poste e Pancali) che si affacciano sulla darsena che congiunge i due porti della città. Lì il maremoto si arrestò e il pericolo cessò. Al vedere tale segno, il popolo siracusano volle fortemente e ottenne un pellegrinaggio di penitenza e di ringraziamento con il simulacro di S. Lucia. Il "decesso di cinque persone" al quale l'articolo allude, come invece mons. Magnano ha illustrato inequivocabilmente, è quello di alcuni profughi provenienti da Messina, sopravvissuti al terremoto ma gravemente feriti, gli unici che nemmeno le pronte e amorevoli cure elargite dalla generosità del vescovo di Siracusa mons. Bignami riuscirono purtroppo a salvare.

domenica 28 dicembre 2008

ATTENZIONE: PER ACCONTENTARE LE NUMEROSE E PRESSANTI RICHIESTE DEI DEVOTI ALLA DEPUTAZIONE DELLA CAPPELLA DI S. LUCIA, LE SACRE RELIQUIE E IL SIMULACRO DELLA SANTA PATRONA RIMARRANNO ESPOSTI ALLA VENERAZIONE DEI FEDELI NEL DUOMO DI SIRACUSA FINO ALLE ORE 20.00.

A 100 anni dal maremoto, Lucia sentinella sulle mura di Siracusa


SIRACUSA - Cronaca di un evento storico: grandiosa celebrazione giubilare questa mattina nel duomo di Siracusa, l'annuale commemorazione del celeste patrocinio di S. Lucia sulla Sua amata città natale manifestato per l'ennesima volta in occasione del maremoto conseguente al disastroso terremoto calabro-siculo avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 1908. Messina venne rasa al suolo, i quattro quinti della popolazione perirono: Siracusa rispose prontamente, sotto la paterna guida pastorale dell'arcivescovo del tempo mons. Bignami, soccorrendo con ogni mezzo e forza i superstiti alla tragedia. Siracusa, il cui mare parve minacciare il pericolo di una catastrofe analoga a quella messinese, catastrofe invece scongiurata dai lampanti segni della protezione di Lucia. Così il popolo siracusano, profondamente innamorato e immensamente devoto della propria santa concittadina, interpretò all'unanimità la salvezza della città, e volle fortemente una processione straordinaria, o meglio un pellegrinaggio penitenziale, del taumaturgo simulacro-reliquiario argenteo venerato in Cattedrale, fino al piazzale delle Poste, luogo in cui grazie a Dio si arrestò la furia delle onde, senza colpire case e persone. Questo accadeva cento anni fa: ma oggi Siracusa non ha dimenticato quella potente intercessione di Lucia, e ne ha celebrato nel modo più solenne la commemorazione centenaria. Nonostante il maltempo, una numerosissima folla ha stipato il duomo stamattina, superando di gran lunga la disponibilità di posti a sedere, e ha assistito alla solenne concelebrazione eucaristica presieduta da un presule ospite della nostra Chiesa, il vescovo di Mazara del Vallo S. E. mons. Domenico Mogavero, per la cui occasione sono state intronizzate sull'altare maggiore le sacre reliquie della martire protettrice. E' stata una celebrazione trionfale, alla presenza del Rev.mo Capitolo Metropolitano, del Ven.le Seminario Arcivescovile, delle Associazioni Luciane di Siracusa, delle massime Autorità cittadine, dei gonfaloni del Comune e della Provincia scortati dai rappresentanti in alta uniforme, e anche della delegazione dei Vigili del Fuoco di Siracusa che, com'è noto, non vogliono mai mancare ogni qualvolta è possibile sciogliere un voto di ringraziamento a S. Lucia.
Non potendosi poi effettuare la programmata processione fino a piazza delle Poste, con la quale si intendeva rinnovare il gesto dei nostri antenati, il popolo dei fedeli ha poi lungamente sostato (quasi non volendo più andar via!) ai piedi del venerato simulacro, seguendo con fervore le meditazioni, i canti e le preghiere, nonché il meraviglioso discorso commemorativo pronunciato da mons. Pasquale Magnano, impareggiabile storico siracusano, che ha commosso tutti i presenti con una dettagliatissima cronaca dell'evento verificatosi un secolo fa. E poi, un interminabile "corona" di evviva e applausi alla Santa con cui i fedeli hanno espresso eloquentemente il sentimento di gratitudine e amore che nutrono per Lei. Anche questo rende unici i festeggiamenti di S. Lucia di Siracusa: le immancabili manifestazioni pubbliche di riconoscenza alla Patrona per la protezione riscontrata in innumerevoli occasioni della storia cittadina. In qualunque momento dell'anno (il prossimo sarà l'11 gennaio, anniversario del terremoto del 1693) i Siracusani vogliono festeggiare solennemente Lucia, perché attribuiscono sempre a Lei il patrocinio di cui godono, Lei che, come stamattina proclamava con forza mons. Magnano, è "la sentinella posta sulle mura di Siracusa, che giorno e notte sorveglia la città". GRAZIE, SANTA LUCIA!!!

sabato 27 dicembre 2008

Una festa unica al mondo: S. Lucia di Siracusa - 3

Solo Siracusa vanta poi un fiore all'occhiello della festa quale il triduo della solidarietà, che solennizza degnamente gli ultimi giorni immediatamente precedenti la solennità del 13 dicembre (la ricorrenza luciana più importante dell'anno). Felicissima iniziativa della Deputazione della Cappella di S. Lucia, tale triduo dedica ogni sua giornata alle persone più bisognose di solidarietà, quali i poveri, i sofferenti e i ciechi, che sono sotto la speciale protezione della Santa della Luce. Negli ultimi anni, la giornata della carità si è arricchita di una nuova tradizione: il momento di comunione fraterna presso la mensa dei poveri curata dalla Caritas diocesana. La giornata dei ciechi, ormai da molti anni, prevede la celebrazione eucaristica interamente dedicata ai non vedenti, ai quali la Deputazione offre ogni anno un fraterno omaggio. La solidarietà è una maniera eccellente per onorare e venerare S. Lucia, che proprio nelle più nobili virtù solidali e nelle evangeliche opere di misericordia spirituale e materiale spese gli anni della sua giovanissima vita terrena.

venerdì 26 dicembre 2008

FESTA DI S. LUCIA 2008 - CENTENARIO DEL TERREMOTO DI MESSINA

AVVISO SACRO: SI COMUNICA A TUTTI I SIRACUSANI E A TUTTI I DEVOTI DI SANTA LUCIA CHE DOMENICA 28 DICEMBRE 2008, RICORRENDO IL CENTESIMO ANNIVERSARIO DEL CATASTROFICO TERREMOTO CHE DISTRUSSE MESSINA, SIRACUSA COMMEMORERA' CON SOLENNITA' E GIOIOSA GRATITUDINE LA PROTEZIONE DIMOSTRATALE DALLA SANTA PATRONA IN QUELL'OCCASIONE, MANIFESTATASI CON OGNI EVIDENZA PER LA COMPLETA ASSENZA DI DANNI ALLA CITTA', NONOSTANTE L'IMPETO DELLE ONDE PROVOCATE DALLO SPAVENTOSO MAREMOTO FOSSE GIUNTO FINO AL PORTO DEL CAPOLUOGO ARETUSEO. IL VESCOVO SIRACUSANO DEL TEMPO E L'INTERO POPOLO DI S. LUCIA, DEGNO EREDE DELLE VIRTU' IN CUI ECCELSE LA SANTA, PRIMEGGIO' NELLA CARITA' VERSO LA POPOLAZIONE MESSINESE COLPITA DAL SISMA, PRENDENDOSENE CURA SENZA RISPARMIO DI FORZE.
IN OCCASIONE DEL CENTENARIO DEL TERREMOTO, S. E. MONS. SALVATORE PAPPALARDO, NUOVO ARCIVESCOVO METROPOLITA DELLA CHIESA APOSTOLICA SIRACUSANA, PRESIEDERA' LA SOLENNE CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA IN DUOMO ALLE ORE 10.30, AL TERMINE DELLA QUALE SI SNODERA' UNA PROCESSIONE PENITENZIALE DEL TAUMATURGO SIMULACRO-RELIQUIARIO DELLA PATRONA FINO ALL'EDICOLA VOTIVA DI PIAZZA DELLE POSTE, ERETTA DAI SIRACUSANI A PERENNE MEMORIA DELL'EVENTO.
TUTTA LA CITTADINANZA E' INVITATA A PARTECIPARE.

giovedì 25 dicembre 2008

NASCE L'UNICO SALVATORE DEL MONDO

“La tua nascita, o Gesù nostro Dio, fece sorgere nel mondo la LUCE della verità: in questo giorno i Magi, che adoravano gli astri, furono da un astro guidati ad adorare te, Sole di giustizia, e a conoscere te, Aurora celeste: O Signore a te sia gloria!” (dalla liturgia bizantina del S. Natale)

Solo l'uomo, nel creato, può vantare un evento così grande: Dio si fa come lui! Per Dio l'uomo è troppo importante: ricambiamoGli un po' di questo Amore, e anche Lui sia il più importante per noi uomini! Buon Natale a tutti!

mercoledì 24 dicembre 2008

Una festa unica al mondo: S. Lucia di Siracusa - 2

Continuiamo il nostro entusiasmante viaggio alla scoperta (per taluni) o riscoperta (per talaltri) delle meraviglie di una festa davvero unica al mondo, cioè quella di S. Lucia a Siracusa.
La viscerale venerazione dei siracusani per S. Lucia non si è mai affievolita nel tempo, prosegue ininterrotta da sempre (e sono più di 1700 anni!), anzi si accresce sempre più, come testimoniano indiscutibilmente il costante incremento della partecipazione popolare e la massiccia presenza delle nuove generazioni ai momenti clou della sua festa. Non è solo una presenza fisica, anche perché essa non potrebbe spiegare lo spirito di sacrificio di quanti compiono il tragitto delle lunghe processioni a piedi nudi (anche se piove!) o sostengono sulle proprie spalle il peso del simulacro-reliquiario di S. Lucia.
La festa di S. Lucia di Siracusa ha un cerimoniale ricchissimo di celebrazioni molto significative e suggestive che sono davvero uniche al mondo, in quanto non riproducono né imitano consuetudini invalse altrove.
Le celebrazioni di dicembre iniziano con un periodo di preparazione della durata di 13 giorni, e per l’appunto detto tredicina, in cui il clero della Cattedrale solennizza la liturgia eucaristica nella Cappella di S. Lucia, recitando con l’assemblea dei devoti la coroncina di preghiera alla Patrona, e concludendo le celebrazioni quotidiane con la benedizione con la Sacra Reliquia e il rito del bacio della stessa da parte dei fedeli. La tredicina viene inoltre celebrata anche nella Basilica Santuario di S. Lucia al Sepolcro e in tutte le altre parrocchie di Siracusa: è tutta la città, anche nei quartieri più distanti dalla Cattedrale, che si prepara degnamente e fervorosamente alla solennità della Gloriosa Concittadina.

sabato 20 dicembre 2008

FESTA DI S. LUCIA 2008 - L'OTTAVA

MENTRE UNA FOLLA IMMENSA, STERMINATA, TRABOCCANTE, DA RECORD STORICO (OGGI COME LO SCORSO GIORNO 13), STA PARTECIPANDO ALLA SOLENNE E IMPONENTE PROCESSIONE DELLE SACRE RELIQUIE E DEL SIMULACRO-RELIQUIARIO DI SANTA LUCIA PER LE PRINCIPALI STRADE DI SIRACUSA ...
... UN'ALTRA FOLLA, QUELLA DI TUTTI COLORO CHE SONO IMPOSSIBILITATI AD USCIRE DI CASA PER MOTIVI DI SALUTE, QUELLA DEI SIRACUSANI LONTANI DALLA PROPRIA CITTA' NATALE, QUELLA DEI DEVOTI DI TUTTO IL MONDO CHE NON HANNO AVUTO LA POSSIBILITA' DI RECARSI IN PELLEGRINAGGIO ALLA PATRIA DI LUCIA PER LE FESTIVITA' DI QUEST'ANNO, ...
... A TUTTI VOI DEDICHIAMO QUESTO SPECIALE FOTOGRAFICO RICCO DI BELLE FOTOGRAFIE DELLA PROCESSIONE DELL'OTTAVA DI DICEMBRE 2007, PER GUSTARE - SEBBENE A DISTANZA - L'ATMOSFERA DI FESTA CHE IN QUESTE ORE SIRACUSA STA VIVENDO, PER VIVERE SOPRATTUTTO LE EMOZIONI DELLA REPOSIZIONE DEL SIMULACRO NELLA SUA CAPPELLA, GRAN FINALE DEI FESTEGGIAMENTI.
CON AFFETTO, LA REDAZIONE DEL BLOG "AMICI DI SANTA LUCIA"
SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA!!!
SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA!!!
SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA!!!

martedì 16 dicembre 2008

"Infra Octavam" - III Rassegna "Luci-a-Siracusa"

Parte anche quest'anno la rassegna di manifestazioni ed eventi culturali organizzati a Siracusa in concomitanza con i solenni festeggiamenti in onore della patrona S. Lucia, cartellone di convegni, spettacoli, concerti, mostre. Ecco il manifesto (prossimamente il calendario dettagliato):
Intanto, nell'àmbito dell'Ottavario di S. Lucia, venerdì 18 dicembre alle ore 11 presso la Sala Randone di via Malta (angolo via Nino Bixio), si terrà il convegno "Sapori della Sicilia: la cuccìa nella tradizione siracusana".

Dal 23 dicembre 2008 al 3 maggio 2009 sarà invece esposto, nei locali del settecentesco Convento del Ritiro (via Mirabella 31, orario d'apertura: martedì/domenica h 9/19), il pregevole dipinto Annunciazione (nella foto in basso) del grande artista siciliano Antonello da Messina, realizzato nel 1474 per la chiesa della Ss.ma Annunziata di Palazzolo Acreide (Siracusa), poi ospitato nella Pinacoteca di Palazzo Bellomo di Siracusa fino al recentissimo e delicato lavoro di recupero a cura dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro.

lunedì 15 dicembre 2008

"Infra Octavam" - La liturgia, una sinfonia di Luce

Già nella preghiera luciana scelta per questo mese abbiamo visto esaltato il motivo della Luce spirituale che allontana le tenebre del male. In questa terza settimana del Tempo di Avvento, che praticamente coincide quest'anno con l'Ottavario della Santa della Luce, la liturgia prega e canta sul tema della Luce, preparandoci a celebrare l'Evento che ha cambiato la Storia dell'Umanità: la Nascita di Gesù, Luce del mondo!

Nella Messa di oggi, la Colletta recita: Ascolta, o Padre, la nostra preghiera, e con la Luce del tuo Figlio che viene a visitarci rischiara le tenebre del nostro cuore.

In quella di domani, l'Antifona d'ingresso canta: Il Signore verrà, e tutti i santi con lui: in quel giorno splenderà una grande Luce.

Sabato 20, per noi anche Ottava di S. Lucia, il versetto del Canto al Vangelo proclamerà: O chiave di Davide, che apri le porte del regno dei cieli: vieni, e libera chi giace nelle tenebre del male.