lunedì 5 gennaio 2009

Solennità dell'Epifania del Signore: "Jesu, corona Virginum"

Un Inno per Lucia
Tratto dal Liber usualis, Ex Editione Vaticana 1957, p. 1213, riporto il testo con la mia traduzione in italiano e in siciliano dell’inno Jesu, corona Virginum attribuito a S. Ambrogio (339-397), che l’antica liturgia romana In Festa Decembris 13, in II. Vesperis dedicava a S. Lucia.
L’inno liturgico si fa strada attraverso la letteratura primitiva, greca, ebraica e poi latina; testimonianza di una tradizione e classicità rispettabili. Dalla ricca fioritura degli inni biblici, ebraici e bizantini derivò l'inno cristiano, che S. Ambrogio introdusse nella liturgia della Chiesa d'Occidente. Il Liber usualis, Editio Vaticana 1957, ne riporta 82. Erano cantati a ogni singola ora dell'Ufficio divino.
L’inno qui riportato, Jesu, corona Virginum, attribuito a S. Ambrogio, è dedicato alle sante vergini. Il ritmo dei versi è il Settenario, melodioso e vario: le diverse posizioni degli accenti ritmici mobili (una delle prime quattro sillabe) si accompagnano all’accento fisso (sempre sulla penultima sillaba). Esempi: Tòrna a fiorir la ròsa (Parini, La Educazione); Qual màsso che dal Vèrtice (Manzoni, Il Natale).
Le conferme dell'iconografia luciana
Secondo la particolare iconografia diffusa a partire dall’età bizantina, S. Lucia (come le sante vergini martiri) è spesso raffigurata nelle ricche vesti di celeste cortigiana di Cristo. La mano che stringe la palma del martirio, spesso è portata verso il cuore, simbolo del dono della vita donata a Cristo per amore. Lo sguardo illuminato di gioia, rivolto verso l’alto, contempla il cielo ed evidenzia il taglio sanguinoso della decapitazione. Tutta pervasa di grazia settecentesca, sotto la lunga veste, la snella e leggiadra figura di Lucia accenna a movenza di danza, mentre la mano che regge il simbolo della grazia illuminante (la luce dei suoi occhi o la fiamma) si allarga con eleganza come per cogliere fiori: preciso richiamo alle figure contenute nell’inno di Sant’Ambrogio Jesu, corona Virginum, che la Chiesa da secoli intona nelle festività delle Sante Vergini. Tale composizione, con immagini tratte dal Cantico dei Cantici e dall’Apocalisse, cantato Cristo che, nel giardino del Paradiso, incede tra i gigli ("pergit inter lilia"), (Cant. 2, 16), contornato dalle danze delle Vergini "septus choreis Virginum", (Ger. 31, 13; Ap. 14, 4), elette sue compagne per tutta l’eternità (vedi: Santa Lucia Vergine e Martire. Poemetto sacro in musica di Angelo Cacciato, II edizione, Barvin, Roma 2009).
JESU, CORONA VIRGINUM
Inno dal COMUNE DELLE SS. VERGINI
TESTO ORIGINALE:
Jesu, corona Virginum,
Quem Mater illa concipit,
Quae sola Virgo parturit,
Haec vota clemens accipe.

Qui pergis inter lilia,
Septus choreis Virginum,
Sponsus decorus gloria,
Sponsisque reddens praemia.

Quocumque tendis Virgines
Sequuntur, atque laudibus
Post te canentes cursitant,
Hymnosque dulces personant.

Te deprecamur supplices
Nostris ut addat sensibus
Nescire prorsus omnia
Corruptionis vulnera.

Virtus, honor, laus, gloria
Deo Patri cum Filio,
Sancto simul Paraclito
In saeculorum saecula. Amen.

TRADUZIONE ITALIANA:

Gesù, gloria delle Vergini,
concepito dalla Beata Madre,
la sola che partorì vergine,
accogli, clemente i nostri voti.

Tu che incedi tra i gigli,
circondato da vergini danzanti,
sposo splendente di gloria,
doni alle spose il premio eterno.

Ovunque ti dirigi, le vergini
ti seguono, e con canti di lode,
dietro di te si affrettano cantando,
inni armoniosi intonando.

Ti preghiamo supplici,
concedi ai nostri sensi
di ignorare completamente
le ferite della colpa.

Virtù, onore, lode, gloria
a Dio Padre e Figlio,
insieme al Santo Spirito.
Nei secoli dei secoli. Amen.

TRADUZIONE RITMICO-POETICA IN SICILIANO:

Tu fusti cuncepitu,
di la Beata Virgini,
Gesù, corona virginum,
fiori di castità.

Ti pasci tra li gigli,
tra virgini festusi,
o sposu gloriusu,
premi la fedeltà.

S’accordanu ai to passi
li virgini danzannu,
appressu a tia cantannu,
inni in solennità.

Nui ti pregamo supplici,
ca simu piccatura
ma tu perduni ognura
li nostri iniquità.

Virtù, onuri e gloria
a Dio Patri e a lu Figliu,
assiemi al Sanctu Spirtu
e pi’ l’eternità. Amen.
A questo inno cantato segue il breve responsorio declamato in prosa:

Celebrante:
Diffusa es gratia in labiis tuis.
Risposta dell’assemblea:
Propterea benedixit te Deus
in aeternum.
TRADUZIONE ITALIANA:
Celebrante:
Grazia è diffusa nelle tue labbra.
Risposta dell’assemblea:
Per questo il Signore ti benedì in eterno.
TRADUZIONE SICILIANA:
Celebrante:
Grazia è diffusa ne li to sembianti.
Risposta dell’assemblea:
A tia prescelsi Diu tra tutti quanti.
© Testi e traduzioni di Angelo Cacciato, 5 gennaio 2009

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