Benvenuti nel 1° blog dedicato a S. LUCIA VERGINE E MARTIRE (Siracusa, fine III sec. - 13 dicembre 304). Realizzato dai devoti siracusani, in ricordo della storica VISITA DEL CORPO DI S. LUCIA A SIRACUSA (15-22 dicembre 2004, nel 17° Centenario del Martirio). Email redazione: amicisantalucia@yahoo.it. VIVA S. LUCIA!
lunedì 14 giugno 2010
SIRACUSA IN FESTA PER I SUOI SANTI!
domenica 13 giugno 2010
LA PREGHIERA DEL MESE - GIUGNO 2010
Nostra meravigliosa Santa Patrona e Concittadina, grazie per il Tuo instancabile patrocinio celeste sulla Tua e nostra amata città di Siracusa. Noi Tuoi figli e devoti glorifichiamo Dio e magnifichiamo Te per la Tua luminosissima vita, che splende sulle anime nostre. Accetta e benedici l'umile omaggio che Ti offriamo attraverso i nostri siti internet a Te dedicati, segno del nostro amore per Te e del servizio che vogliamo rendere al Tuo culto universale. Sarausana jè, viva Santa Lucia!
martedì 1 giugno 2010
PAROLA DI VITA - GIUGNO 2010
Un fatto vero. Siracusa, processione di Santa Lucia: due ragazze, al passaggio del simulacro, fissando lo sguardo sul volto della Patrona loro coetanea e concittadina, si confidano l'un l'altra "Certo, che esempio che ha dato Lucia: chi oggi, tra i giovani e le giovani della nostra età, sarebbe capace di fare come Lei?". Sì, come disse bene mons. Giuseppe Costanzo, nostro arcivescovo emerito, nel toccante discorso pronunciato il 22 dicembre 2004, in occasione della partenza del Corpo della Martire per Venezia, Lucia è una "gigante della santità, noi nani". Ma, giacché come devoti luciani dobbiamo mantenere viva la tensione ad imitarLa e cercare sempre più di seguire il Suo luminoso esempio, nonostante la nostra inadeguatezza, non possiamo arrenderci e autocommiserarci: la Parola che meditiamo in questo mese ci sprona a puntare in alto, verso il glorioso traguardo raggiunto da Lucia, che ha saputo "perdere" per Cristo la propria vita terrena, per ritrovare quella vera in Lui, quale regina in Cielo. Chissà quante volte Lucia, che era assidua nel meditare le Sacre Scritture, avrà trovato forza in questa frase di Gesù, fino a farne il segreto vincente nel momento supremo della Sua testimonianza d'amore verso il Suo Sposo: il martirio. A noi la chiamata a rispondere con lo stesso amore.
«Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà» (Mt 10,39).
Leggendo questa Parola di Gesù vengono in rilievo due tipi di vita: la vita terrena che si costruisce in questo mondo, e la vita soprannaturale data da Dio, attraverso Gesù, vita che non finisce con la morte e che nessuno può togliere.
Di fronte all’esistenza, allora, si possono avere due atteggiamenti: o attaccarsi alla vita terrena, considerandola come l’unico bene, e saremo portati a pensare a noi stessi, alle nostre cose, alle creature; ci chiuderemo nel nostro guscio, affermando solo il proprio io, e troveremo come conclusione alla fine, inevitabilmente, solo la morte. Oppure, diversamente, credendo che abbiamo ricevuto da Dio un’esistenza ben più profonda e autentica, avremo il coraggio di vivere in modo da meritare questo dono fino al punto di saper sacrificare la nostra vita terrena per l’altra.
«Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà».
Quando Gesù ha detto queste parole pensava al martirio. Noi, come ogni cristiano, dobbiamo essere pronti, per seguire il Maestro e rimanere fedeli al Vangelo, a perdere la nostra vita, morendo – se necessario – anche di morte violenta, e con la grazia di Dio ci sarà data con ciò la vera vita. Gesù per primo ha “perso la sua vita” e l’ha ottenuta glorificata. Egli ci ha preavvertito di non temere «quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima».
Oggi ci dice:
«Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà».
Se leggi attentamente il Vangelo, vedrai che Gesù torna su questo concetto per ben sei volte. Ciò sta a dimostrare che importanza esso abbia e in quale considerazione Gesù lo tenga.
Ma l’esortazione a perdere la propria vita non è per Gesù soltanto un invito a sostenere anche il martirio. È una legge fondamentale della vita cristiana.
Occorre esser pronti a rinunciare a fare di sé stessi l’ideale della vita, a rinunciare alla nostra indipendenza egoistica. Se vogliamo essere veri cristiani dobbiamo fare di Cristo il centro della nostra esistenza. E cosa Cristo vuole da noi? L’amore per gli altri. Se faremo nostro questo suo programma, avremo certamente perso noi stessi e trovato la vita.
E questo non vivere per sé, non è certamente, come qualcuno può pensare, un atteggiamento rinunciatario e passivo. L’impegno del cristiano è sempre assai grande e il suo senso di responsabilità è totale.
«Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà».
Fin da questa terra si può fare l’esperienza che nel dono di sé stessi, nell’amore vissuto, cresce in noi la vita. Quando avremo speso la nostra giornata al servizio degli altri, quando avremo saputo trasformare il lavoro quotidiano, magari monotono e duro, in un gesto d’amore, proveremo la gioia di sentirci più realizzati.
«Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà».
Seguendo i comandi di Gesù, che sono tutti imperniati sull’amore, dopo questa breve esistenza troveremo anche quella eterna.
Ricordiamo quale sarà il giudizio di Gesù nell’ultimo giorno. Egli dirà a quelli che stanno alla sua destra: «Venite, benedetti... perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare...; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito…».
Per farci partecipi dell’esistenza che non passa, guarderà unicamente se avremo amato il prossimo e riterrà fatto a sé quanto abbiamo fatto ad esso.
Come vivremo allora questa Parola? Come perderemo sin da oggi la nostra vita per trovarla?
Preparandoci al grande e decisivo esame per il quale siamo nati.
Guardiamoci attorno e riempiamo la giornata di atti di amore. Cristo si presenta a noi nei nostri figli, nella moglie, nel marito, nei compagni di lavoro, di partito, di svago, ecc. Facciamo del bene a tutti. E non dimentichiamo quelli di cui veniamo a conoscenza ogni giorno sui giornali o attraverso amici o per mezzo della televisione... Facciamo per tutti qualcosa, secondo le nostre possibilità. E quando quelle ci sembrassero esaurite, potremo ancora pregare per loro. È amore che vale.
lunedì 24 maggio 2010
Poesia siracusana per S. Lucia

Come un sussurro di vento,
Di Lucia il simulacro d’argento,
Al terzo squillar del campanello
Scivolando dall’altar l’accoglie
Il portator dal verde cappello.
Bianca la quaglia in ciel,
Di Ortigia le vecchie strade,
Tra ali di folla in festa,
Stretto nella fede reca
Sulle spalle la Santa della Luce.
Guarda la folla ai lati,
Scruta l’espression dei visi,
Nei loro sguardi lieti
Brillan più le lacrime
Di tante luci accese.
Baglior nel ciel di luci,
Stretto in un coro di voci,
Inneggiando la Santa pia,
Grida "Sarausana jè
Viva Santa Lucia".
venerdì 14 maggio 2010
Il comandamento di Gesù sull'amore reciproco, testamento di Lucia
Se si vuole essere sicuri di rendere sommamente contenta una persona, la via maestra è senza dubbio eseguire le sue ultime volontà, il suo testamento. Ora, gli Atti greci e latini del martirio di Lucia ci hanno tramandato in modo chiaro e limpido le ultimissime parole pronunciate dalla Santa prima di morire, cioè proprio il Suo testamento spirituale.
Avendo vissuto da Santa, fino all'estremo eroismo, Ella morì da Santa, affidando ai Suoi concittadini e a tutti i Suoi futuri devoti il seguente messaggio: "Voi mi onorerete, per grazia del Signore nostro Gesù Cristo, osservando di cuore i Suoi comandamenti". Lucia ci ha dunque spiegato come onorarLa degnamente: osservando i comandamenti del Signore. Questo vale immensamente più di ogni nostra festa, pur bella. Ma, a quali comandamenti si riferisce, precisamente? A rispondere è il Vangelo della Messa di oggi (che trascriviamo per intero qui sotto), magna charta per essere veri amici e discepoli di Cristo, e veri devoti di Lucia:
Chi vuole onorare davvero Santa Lucia non ha altra strada.
E, assicura Gesù, seguendola avrà sempre la gioia piena, la felicità.
giovedì 13 maggio 2010
LA PREGHIERA DEL MESE - MAGGIO 2010
Da alcuni giorni si sono conclusi i festeggiamenti primaverili della città di Siracusa in onore di Santa Lucia. Si torna alla ferialità della vita quotidiana. Il devoto, con rinnovato fervore, continua a coltivare in cuor suo, custodito qual inestimabile tesoro, il suo amore e il suo rapporto perenne con la Santa. Come reagire a quel po' di inevitabile nostalgia che segue i giorni di festa? Mettendo in pratica ogni giorno, nel proprio luogo e nel proprio stato, gli insegnamenti ancora una volta ricevuti dal luminoso esempio di vita e di testimonianza cristiana autentica offerto dalla nostra Lucia. Coraggio, dunque, amici: iniziamo a vivere concretamente il Vangelo in tutti i momenti del nostro quotidiano, seguiamo le orme di Lucia sul sentiero delle Sue virtù e ... sarà sempre festa!venerdì 7 maggio 2010
"Infra Octavam". Oggi la Commemorazione Liturgica
Stasera, alle ore 19.00 nella Chiesa di Santa Lucia alla Badia, centro del culto luciano siracusano specificamente dedicato alla memoria del Patrocinio della Martire (come ben testimonia il grandioso affresco che campeggia al centro della volta), la solenne celebrazione eucaristica con il tradizionale panegirico della Patrona.
Accorriamo tutti insieme ai piedi della nostra Santa Concittadina per renderLe degno omaggio e ringraziarLa del Suo incessante sguardo d'amore col quale da oltre 17 secoli protegge, custodisce e preserva la Sua e nostra città dai pericoli.
Sarausana jè, viva Santa Lucia!
martedì 4 maggio 2010
"Infra Octavam". La cronaca dell'evento di domenica
Il miracolo si è ripetuto ieri
È stata questa, ieri mattina, la festa del Patrocinio, santa Lucia di maggio. La festa che ricorda il miracolo del grano che pose fine alla carestia del 1646. Poco più di mezz'ora di ritardo sul tradizionale programma (questo l'unico appunto), e il simulacro della Patrona ha fatto capolino sul sagrato.
Quanto fosse trepidante l'attesa, lo ha sancito il boato che alle
Sul sagrato, sotto l'ambito peso del simulacro, ecco i berretti verdi. La patrona è uscita dalla cattedrale per la 364esima edizione della festa di santa Lucia delle quaglie. A questo punto l'arcivescovo, Salvatore Pappalardo, ha dato vita al suo discorso. Attenzione alla crisi economica e ai suoi risvolti esistenziali: «Bisogna avere speranza. Con realistica fiducia supereremo questa crisi. Approfittiamone per riscoprire antichi valori, la fede e forme nuove d'impegno».
Per monsignor Pappalardo la crisi economica dev'essere «occasione di discernimento e di nuova progettualità. Di responsabilità e di partecipazione a valori condivisi come amore e pace. Chiediamo, oggi, che l'intercessione di santa Lucia ci sostenga per realizzare questo progetto».
La festa, per le strade, dalla Borgata a Ortigia, era cominciata già alle 9,30. Dallo sbarcadero s'era mosso il corteo di sbandieratori e figuranti in abiti d'epoca, disegnati e realizzati dagli studenti del corso Stilismo e Moda dell'Itas, Giovanna di Savoia. I ragazzi del Nautico, con un corteo via mare sulle tradizionali barche siracusane (i buzzetti), hanno dato vita alla rappresentazione di quanto accadde 364 anni fa: caricando di grano e legumi le barche e scaricando il carico al ponte Umbertino. Da qui è ripartito il corteo a piedi.
Sotto l'organizzazione dell'associazione Gozzo di Marika, hanno partecipato a questa rappresentazione: le scuole della città, cavalieri e dame della società ippica siracusana, i vigili urbani, i carabinieri a cavallo. Un mosaico sempre più colorato che ha entusiasmato siracusani e turisti che, dai bordi della strada hanno assistito, fotografato, applaudito.
Domenica prossima si replica: la processione s'inizierà alle 19 e come tradizione percorrerà le vie d'Ortigia per rientrare in cattedrale alle 21,30.
"Infra Octavam". Esperienze vive di devoti
(solenne uscita trionfale del simulacro di S. Lucia dal Duomo di Siracusa, emozionante momento sempre atteso da tutti i Siracusani)... E proprio questa rubrica ci sembra la sede adatta, quale privilegiato "salotto" nel quale i devoti si incontrano nei giorni dell'ottavario di S. Lucia, per raccontarvi alcune piccole ma interessanti storie vere dei devoti stessi, che il comune amore per la nostra S. Patrona rende una vera e propria famiglia.
1) Una devota di S. Lucia si è trovata, proprio la prima domenica di maggio, a dover partecipare ad una cerimonia nuziale di una coppia di amici nel nord Italia, e quindi a grande distanza fisica da Siracusa, dove lo stesso giorno si faceva festa solenne e gioiosa in onore dell'amata vergine martire. Ebbene, sorpresa inaspettata e inimmaginabile, ma enormemente gradita quale piccolo segno del Cielo, quando gli sposi sono usciti dalla chiesa dove si è svolta la celebrazione, anziché il solito lancio beneaugurale di chicchi di riso, che è comune dappertutto, stavolta sono stati lanciati, da parenti e amici, chicchi di grano! Immediata, per la devota protagonista di questo episodio, è stata l'associazione mentale con il miracolo dell'arrivo del grano a Siracusa grazie al potente intervento interceditore di S. Lucia, il cui ricordo si stava celebrando solennemente proprio in quel giorno!
2) Un altro devoto di S. Lucia, sempre la prima domenica di maggio, si trovava purtroppo lontano da Siracusa e pertanto non poteva essere presente alle celebrazioni per il Patrocinio della Santa, come avrebbe immancabilmente fatto se fosse stato in città. La liturgia domenicale alla quale ha avuto la possibilità di partecipare in quel giorno era di rito bizantino, per il quale il Lezionario liturgico di quella domenica prevedeva la lettura del passo degli Atti degli Apostoli in cui si narra della profezia del giusto Agabo, che "annunziò per impulso dello Spirito che sarebbe scoppiata una grave carestia su tutta la terra, ciò che di fatto avvenne" (At 11,28), grazie alla cui carismatica parola si mobilitò la fraterna condivisione dei beni della Chiesa primitiva di Antiochia a favore dei fratelli della Giudea. Nel sentir proclamare proprio quel brano, questo devoto di S. Lucia ha avvertito un piccolo segno della presenza spirituale della prediletta Santa, che dietro il riferimento biblico a quella carestia ha voluto nascostamente ricordargli anche la carestia dalla quale il Suo celeste patrocinio salvò più volte la Sua Siracusa.
"Infra Octavam". Curiosità Luciane - 3: perché la liturgia commemora il Patrocinio venerdì?
sabato 1 maggio 2010
PAROLA DI VITA - MAGGIO 2010 "SPECIALE FESTA DEL PATROCINIO DI S. LUCIA"
Lucia è seguace fedele di Cristo, Luce del mondo, e la fonte della Luce di Cristo è l'Amore. In questa luminosa e primaverile festa luciana di maggio, riscopriamo - attraverso la seguente meditazione del Vangelo - il valore illuminante dell'Amore di Dio.
"Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui" (Gv 14,21)
Nell'ultimo discorso di Gesù, l'amore è al centro: l'amore del Padre per il Figlio, l'amore per Gesù che è osservanza dei suoi comandamenti.
Coloro che ascoltavano Gesù non facevano fatica a riconoscere nelle sue parole un'eco dei Libri sapienziali: "l'amore è osservanza delle sue leggi" e "facilmente è contemplata - la Sapienza - da chi l'ama" . E soprattutto quel manifestarsi a chi lo ama trova il suo parallelo veterotestamentario in Sap 1,2, dove si dice che il Signore si manifesterà a coloro che credono in lui.
Ora il senso di questa Parola, che proponiamo, è: chi ama il Figlio è amato dal Padre, ed è riamato dal Figlio che si manifesta a lui.
Tale manifestazione di Gesù chiede però di amare.
Non si concepisce un cristiano che non abbia questo dinamismo, questa carica d'amore nel cuore. Un orologio non funziona, non dà l'ora - e si può dire che non è neppure un orologio - se non è carico. Così un cristiano, che non è sempre nella tensione di amare, non merita il nome di cristiano.
E questo perché tutti i comandamenti di Gesù si riassumono in uno solo: in quello dell'amore per Dio e il prossimo, nel quale vedere e amare Gesù.
L'amore non è mero sentimentalismo ma si traduce in vita concreta, nel servizio ai fratelli, specie quelli che ci stanno accanto, cominciando dalle piccole cose, dai servizi più umili.
Dice Charles de Foucauld: "Quando si ama qualcuno, si è molto realmente in lui, si è in lui con l'amore, si vive in lui con l'amore, non si vive più in sé, si è 'distaccati' da sé, 'fuori' di sé" .
Ed è per questo amore che si fa strada in noi la sua luce, la luce di Gesù, secondo la sua promessa: "A chi mi ama ... mi manifesterò a lui" . L'amore è fonte di luce: amando si comprende di più Dio che è amore.
E questo fa sì che si ami ancora di più e si approfondisca il rapporto con i prossimi.
Questa luce, questa conoscenza amorosa di Dio è dunque il suggello, la riprova del vero amore. E la si può sperimentare in vari modi, perché in ciascuno di noi la luce assume un colore, una sua tonalità. Ma ha delle caratteristiche comuni: ci illumina sulla volontà di Dio, ci dà pace, serenità, e una comprensione sempre nuova della Parola di Dio. E' una luce calda che ci stimola a camminare nella via della vita in modo sempre più sicuro e spedito. Quando le ombre dell'esistenza ci rendono incerto il cammino, quando addirittura fossimo bloccati dall'oscurità, questa Parola del Vangelo ci ricorderà che la luce s'accende con l'amore e che basterà un gesto concreto d'amore anche piccolo (una preghiera, un sorriso, una parola), a darci quel barlume che ci permette di andare avanti.
Quando si va in bicicletta di notte, se ci si ferma si piomba nel buio, ma se ci si rimette a pedalare la dinamo darà la corrente necessaria per vedere la strada.
Così è nella vita: basta rimettere in moto l'amore, quello vero, quello che dà senza aspettarsi nulla, per riaccendere in noi la fede e la speranza.
Chiara Lubich
"GRAZIE" DEDICATO A S. LUCIA DA TUTTI I SIRACUSANI

venerdì 23 aprile 2010
PROGRAMMA "FESTA DEL PATROCINIO"
Ore 11.45: solenne traslazione del Simulacro-Reliquiario di S. Lucia dalla Sua Cappella all'Altare maggiore.
Ore 19.00: solenni Vespri Pontificali officiati da S. E. mons. Giuseppe Costanzo, arcivescovo emerito di Siracusa, e cantati dalla Schola cantorum del Santuario Madonna delle Lacrime (direttore: M° Ivan Manzella).
Ore 21.30: concerto in onore di S. Lucia sul sagrato eseguito dalla banda municipale (direttore: M° Michele Pupillo).
Ore 08.00: S. Messa.
Ore 10.30: solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S. E. mons. Calogero Peri OFM, vescovo di Caltagirone, e cantata dalla Schola cantorum della Madonna delle Lacrime; pellegrinaggio dei devoti di S. Lucia di Carlentini (Siracusa).
Ore 12.00: processione delle Sacre Reliquie e del Simulacro-Reliquiario di S. Lucia in piazza del Duomo, dalla Cattedrale alla Chiesa di S. Lucia alla Badia; tradizionale lancio di colombi viaggiatori in onore della S. Patrona (a cura della Società Colombofila Siracusana "Dionisio"); rievocazione storica del prodigio del 1646 (a cura dell'associazione "Gozzo di Marika").
Tutti i giorni
Venerazione delle Sacre Reliquie e del Simulacro-Reliquiario di S. Lucia, offerta di ceri votivi e omaggi floreali dei devoti dalle ore 8.00 alle 21.30; Ss. Messe alle ore 10.30 e alle 19.00.
Mercoledì 5
Ore 20.00: presentazione del nuovo volume Santa Lucia: sacro e prezioso. Il corredo del simulacro di S. Lucia a Siracusa del dott. Dario Bottaro.
Venerdì 7 - "La Commemorazione Liturgica del Patrocinio di S. Lucia"
Ore 19.00: S. Messa solenne con il Panegirico della S. Patrona.
Ore 20.00: conferenza Il processo a Lucia dell'avv. Antonio Bandiera, presidente della Deputazione della Cappella di S. Lucia.
Ore 08.00: S. Messa.
Ore 10.30: solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da mons. Maurizio Aliotta, vicario generale dell'Arcidiocesi Metropolitana di Siracusa, e cantata dal Coro Giovanile Siracusano (direttore: M° Michele Pupillo); pellegrinaggio dei devoti di S. Lucia di Erchie (Brindisi).
Ore 17.30: S. Messa.
Ore 19.00: processione delle Sacre Reliquie e del Simulacro-Reliquiario di S. Lucia dalla Chiesa della Badia al Duomo, per le vie: Picherali, Castel Maniace, lungomare d'Ortigia, Roma, Teatro, Giudecca, Maestranze, Roma e Minerva.
Ore 21.30 circa: festoso ingresso in Duomo e solenne reposizione delle Reliquie e del Simulacro.
Sarausana jè, viva Santa Lucia!
martedì 13 aprile 2010
LA PREGHIERA DEL MESE - APRILE 2010

Christo grata, ave, Lucia,
Splendor orbis, nostra sors.
Arma cedit tirannia,
cedit satan, o Beata,
cedit ignis, cedit mors.
giovedì 1 aprile 2010
Giovedì Santo: la festa dell'Amore di Gesù
Amore quel comando che Gesù serbò in cuore tutta la vita, per rivelarlo il giorno prima di morire: Come io vi ho amato, così amatevi anche voi. Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se vi amerete a vicenda. Non possiamo passare questo giorno senza un attimo di raccoglimento, nel quale diciamo a Gesù tutta l'adesione della nostra anima a quel comando che chiamò "mio" e "nuovo". Un comando che non ha lasciato senza spiegazione, quando ha soggiunto: Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici".
E noi, devoti della vergine martire Lucia, possiamo fare nostre le parole del grande vescovo Sant'Agostino, che proprio a proposito di questo "dare la vita" di cui parla il comandamento dell'Amore di Gesù, scrisse:
"Noi non commemoriamo i martiri come facciamo con gli altri che ora riposano in pace, cioè non preghiamo per loro, ma chiediamo piuttosto che essi preghino per noi, per ottenerci di seguire le loro orme. Essi, infatti, hanno toccato il vertice di quell'amore che il Signore ha definito come il più grande possibile. (...) I martiri dunque, in quanto versarono il loro sangue, hanno ricambiato quanto hanno ricevuto dal Signore. Manteniamoci sulla loro scia e amiamoci gli uni gli altri, come Cristo ha amato noi, dando se stesso per noi".
PAROLA DI VITA - APRILE 2010 "SPECIALE S. PASQUA"
BUONA PASQUA A TUTTI dalla Redazione del blog "Amici di Santa Lucia"!
martedì 30 marzo 2010
Curiosità Luciane - 2: Perché a Siracusa si festeggia S. Lucia anche il lunedì dell'Angelo?
ESPOSIZIONE PASQUALE DI S. LUCIA
Simulacro-reliquiario processionale di S. Lucia (particolare), in una teca all'altezza del petto racchiude frammenti di costole della giovane martire siracusana. La cassa reliquiaria sottostante era destinata a contenere l'intero corpo della santa fanciulla, ed è impreziosita da un ciclo di sei bassorilievi argentei raffiguranti episodi della Sua vita e del Suo martirio.


