martedì 4 maggio 2010

"Infra Octavam". Curiosità Luciane - 3: perché la liturgia commemora il Patrocinio venerdì?

(particolare "notturno" dello splendido simulacro processionale di S. Lucia di Siracusa)


Eh sì, bella domanda vero? La Festa del Patrocinio di Santa Lucia, tipicamente siracusana, la seconda festa luciana dell'anno per importanza (dopo la Solennità del 13 Dicembre), si celebra sempre, sin dalla sua istituzione nel 1646, dalla prima alla seconda domenica di maggio per un ininterrotto ottavario di solenni funzioni religiose e manifestazioni culturali e popolari. Quindi, dal momento che le celebrazioni pontificali e le imponenti processioni si svolgono nelle due domeniche, si potrebbe pensare che anche il calendario liturgico siracusano riporti tale ricorrenza la prima domenica di maggio (popolarmente detta "Santa Lucia delle quaglie" per via del tradizionale lancio di colombi a ricordo di quella colomba che fece da segnale per la miracolosa cessazione della carestia). Invece, la Commemorazione Liturgica del Patrocinio di Santa Lucia, e cioè la giornata ufficiale nella quale la Chiesa Siracusana celebra il ricordo del prodigioso evento, ricorre sempre nel Venerdì infra Octavam, cioè quello compreso tra la prima e la seconda domenica di maggio, per la cui occasione viene pronunciato uno speciale Panegirico di Santa Lucia con particolare attenzione al tema della Sua plurisecolare protezione sulla Sua città. Perché venerdì? Si tratta di una soluzione molto saggia della Chiesa locale, per evitare la concorrenza della commemorazione del Patrocinio della Martire con la celebrazione delle Domeniche del Tempo di Pasqua, tutte dedicate al Signore e alla Sua Resurrezione, e soprattutto con le Solennità dell'Ascensione del Signore e della Pentecoste, che avrebbero comunque la precedenza liturgica su tutte le celebrazioni in onore dei Santi, anche se Patroni Principali come è per noi Santa Lucia. Quindi, per non far mai coincidere le ricorrenze, la Chiesa di Siracusa ha stabilito che la celebrazione interna della Commemorazione Liturgica fosse collocata la sera del venerdì, mentre le processioni esterne - sempre seguite da un gran concorso di popolo - si svolgessero nelle giornate domenicali, per renderne più agevole la partecipazione sia ai lavoratori sia ai forestieri, che più difficilmente avrebbero potuto essere presenti nei giorni feriali.

sabato 1 maggio 2010

PAROLA DI VITA - MAGGIO 2010 "SPECIALE FESTA DEL PATROCINIO DI S. LUCIA"

Lucia è seguace fedele di Cristo, Luce del mondo, e la fonte della Luce di Cristo è l'Amore. In questa luminosa e primaverile festa luciana di maggio, riscopriamo - attraverso la seguente meditazione del Vangelo - il valore illuminante dell'Amore di Dio.

"Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui" (Gv 14,21)

Nell'ultimo discorso di Gesù, l'amore è al centro: l'amore del Padre per il Figlio, l'amore per Gesù che è osservanza dei suoi comandamenti.
Coloro che ascoltavano Gesù non facevano fatica a riconoscere nelle sue parole un'eco dei Libri sapienziali: "l'amore è osservanza delle sue leggi" e "facilmente è contemplata - la Sapienza - da chi l'ama" . E soprattutto quel manifestarsi a chi lo ama trova il suo parallelo veterotestamentario in Sap 1,2, dove si dice che il Signore si manifesterà a coloro che credono in lui.
Ora il senso di questa Parola, che proponiamo, è: chi ama il Figlio è amato dal Padre, ed è riamato dal Figlio che si manifesta a lui.

Tale manifestazione di Gesù chiede però di amare.
Non si concepisce un cristiano che non abbia questo dinamismo, questa carica d'amore nel cuore. Un orologio non funziona, non dà l'ora - e si può dire che non è neppure un orologio - se non è carico. Così un cristiano, che non è sempre nella tensione di amare, non merita il nome di cristiano.

E questo perché tutti i comandamenti di Gesù si riassumono in uno solo: in quello dell'amore per Dio e il prossimo, nel quale vedere e amare Gesù.
L'amore non è mero sentimentalismo ma si traduce in vita concreta, nel servizio ai fratelli, specie quelli che ci stanno accanto, cominciando dalle piccole cose, dai servizi più umili.
Dice Charles de Foucauld: "Quando si ama qualcuno, si è molto realmente in lui, si è in lui con l'amore, si vive in lui con l'amore, non si vive più in sé, si è 'distaccati' da sé, 'fuori' di sé" .
Ed è per questo amore che si fa strada in noi la sua luce, la luce di Gesù, secondo la sua promessa: "A chi mi ama ... mi manifesterò a lui" . L'amore è fonte di luce: amando si comprende di più Dio che è amore.
E questo fa sì che si ami ancora di più e si approfondisca il rapporto con i prossimi.

Questa luce, questa conoscenza amorosa di Dio è dunque il suggello, la riprova del vero amore. E la si può sperimentare in vari modi, perché in ciascuno di noi la luce assume un colore, una sua tonalità. Ma ha delle caratteristiche comuni: ci illumina sulla volontà di Dio, ci dà pace, serenità, e una comprensione sempre nuova della Parola di Dio. E' una luce calda che ci stimola a camminare nella via della vita in modo sempre più sicuro e spedito. Quando le ombre dell'esistenza ci rendono incerto il cammino, quando addirittura fossimo bloccati dall'oscurità, questa Parola del Vangelo ci ricorderà che la luce s'accende con l'amore e che basterà un gesto concreto d'amore anche piccolo (una preghiera, un sorriso, una parola), a darci quel barlume che ci permette di andare avanti.

Quando si va in bicicletta di notte, se ci si ferma si piomba nel buio, ma se ci si rimette a pedalare la dinamo darà la corrente necessaria per vedere la strada.
Così è nella vita: basta rimettere in moto l'amore, quello vero, quello che dà senza aspettarsi nulla, per riaccendere in noi la fede e la speranza.

Chiara Lubich

"GRAZIE" DEDICATO A S. LUCIA DA TUTTI I SIRACUSANI


Lucia - tremiamo d'emozione ogni volta che pronunciamo il Tuo nome dolcissimo - ancora una volta, oggi Siracusa si riveste della Tua luce ed esulta di gioia, in un clima di grande festa, per celebrare solennemente il grato e commosso ricordo del Tuo celeste patrocinio sui Tuoi concittadini d'ogni tempo, sin da quella prima guarigione della tua madre inferma, e dopo il Tuo martirio le innumerevoli grazie e guarigioni verificatesi presso il Tuo sepolcro per la Tua potente intercessione, e poi l'immensità di veri e propri miracoli che hai dispensato con le Tue suppliche al Tuo Sposo Divino ai Tuoi devoti di tutti i secoli e di tutto il mondo. Siracusa, Tua diletta patria, ancora oggi con stupore e immensa gratitudine constata la grandezza del privilegio di averTi dato i natali, privilegio dal quale essa ha ottenuto nel corso della sua storia grandi benefici: protezione nei terremoti, nelle guerre, nelle calamità naturali, nelle epidemie, e soprattutto - miracolo tipicamente Tuo - nelle carestie che più di una volta minacciavano la vita dei Tuoi amati figli, ma sempre sconfitte dalla Tua mano taumaturga e generosa. Celebriamo così anche quest'anno, in Tuo onore e in segno di ringraziamento, la Festa del Tuo Patrocinio: buona festa, Lucia nostra, grazie ancora, proteggici sempre! SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA!!!

venerdì 23 aprile 2010

PROGRAMMA "FESTA DEL PATROCINIO"


Carissimi, con trepidazione contiamo i giorni che ci separano dal prossimo solenne incontro pubblico della città di Siracusa con la Sua celeste Patrona e Concittadina: la Festa del Patrocinio di Santa Lucia, che ogni anno viene celebrata per ininterrotta tradizione sin dalla sua istituzione, nel 1646, quando i Siracusani vollero sciogliere un perenne voto di ringraziamento alla loro potente interceditrice per tutte le grazie e i miracoli che per Sua intercessione hanno beneficato il popolo aretuseo nel corso dei secoli. In particolare, la ragione decisiva per l'effettiva istituzione ufficiale di questa festa fu la miracolosa liberazione dalla terribile carestia di quel 1646. Ecco il programma dell'edizione 2010 (che è la 364.a):

SABATO 1° MAGGIO - "La Vigilia"
In Duomo:
Ore 11.45: solenne traslazione del Simulacro-Reliquiario di S. Lucia dalla Sua Cappella all'Altare maggiore.
Ore 19.00: solenni Vespri Pontificali officiati da S. E. mons. Giuseppe Costanzo, arcivescovo emerito di Siracusa, e cantati dalla Schola cantorum del Santuario Madonna delle Lacrime (direttore: M° Ivan Manzella).
Ore 21.30: concerto in onore di S. Lucia sul sagrato eseguito dalla banda municipale (direttore: M° Michele Pupillo).

DOMENICA 2 - "Santa Lucia delle Quaglie"
In Duomo:
Ore 08.00: S. Messa.
Ore 10.30: solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S. E. mons. Calogero Peri OFM, vescovo di Caltagirone, e cantata dalla Schola cantorum della Madonna delle Lacrime; pellegrinaggio dei devoti di S. Lucia di Carlentini (Siracusa).
Ore 12.00: processione delle Sacre Reliquie e del Simulacro-Reliquiario di S. Lucia in piazza del Duomo, dalla Cattedrale alla Chiesa di S. Lucia alla Badia; tradizionale lancio di colombi viaggiatori in onore della S. Patrona (a cura della Società Colombofila Siracusana "Dionisio"); rievocazione storica del prodigio del 1646 (a cura dell'associazione "Gozzo di Marika").

DA LUNEDI 3 A SABATO 8 - "L'Ottavario"
Nella Chiesa di S. Lucia alla Badia:
Tutti i giorni
Venerazione delle Sacre Reliquie e del Simulacro-Reliquiario di S. Lucia, offerta di ceri votivi e omaggi floreali dei devoti dalle ore 8.00 alle 21.30; Ss. Messe alle ore 10.30 e alle 19.00.
Mercoledì 5
Ore 20.00: presentazione del nuovo volume Santa Lucia: sacro e prezioso. Il corredo del simulacro di S. Lucia a Siracusa del dott. Dario Bottaro.
Venerdì 7 - "La Commemorazione Liturgica del Patrocinio di S. Lucia"
Ore 19.00: S. Messa solenne con il Panegirico della S. Patrona.
Ore 20.00: conferenza Il processo a Lucia dell'avv. Antonio Bandiera, presidente della Deputazione della Cappella di S. Lucia.

DOMENICA 9 - "L'Ottava"
Nella Chiesa di S. Lucia alla Badia:
Ore 08.00: S. Messa.
Ore 10.30: solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da mons. Maurizio Aliotta, vicario generale dell'Arcidiocesi Metropolitana di Siracusa, e cantata dal Coro Giovanile Siracusano (direttore: M° Michele Pupillo); pellegrinaggio dei devoti di S. Lucia di Erchie (Brindisi).
Ore 17.30: S. Messa.
Ore 19.00: processione delle Sacre Reliquie e del Simulacro-Reliquiario di S. Lucia dalla Chiesa della Badia al Duomo, per le vie: Picherali, Castel Maniace, lungomare d'Ortigia, Roma, Teatro, Giudecca, Maestranze, Roma e Minerva.
Ore 21.30 circa: festoso ingresso in Duomo e solenne reposizione delle Reliquie e del Simulacro.

Santa Lucia, prega per noi.
Sarausana jè, viva Santa Lucia!

martedì 13 aprile 2010

LA PREGHIERA DEL MESE - APRILE 2010


Esultando di gioia indicibile e gloriosa per la Resurrezione di Gesù Cristo nostro Signore e Salvatore, grazie alla quale felicità e grazia accompagnano tutti i giorni della vita di tutti noi cristiani, e in trepidante attesa della prossima Festa del Patrocinio di Santa Lucia, pubblichiamo oggi il testo di un antico inno siracusano in onore di Santa Lucia (riportato da mons. Giuseppe Greco nel suo articolo Santa Lucia nei drammi sacri del Settecento in pubblicazione nel numero di "Con Lucia a Cristo" del prossimo maggio):

Ave, Martyr, Virgo pia,
Christo grata, ave, Lucia,
Splendor orbis, nostra sors.
Arma cedit tirannia,
cedit satan, o Beata,
cedit ignis, cedit mors.

giovedì 1 aprile 2010

Giovedì Santo: la festa dell'Amore di Gesù

"FIGLIOLI, VI DO UN COMANDAMENTO NUOVO:
CHE VI AMIATE GLI UNI GLI ALTRI;
COME IO VI HO AMATO,
COSI' AMATEVI ANCHE VOI GLI UNI GLI ALTRI.
DA QUESTO TUTTI SAPRANNO CHE SIETE MIEI DISCEPOLI,
SE AVRETE AMORE GLI UNI PER GLI ALTRI"
(Gv 13,33-35)
Scriveva Chiara Lubich, a proposito degli eventi evangelici (comandamento nuovo dell'amore reciproco, istituzione dell'Eucarestia e del sacerdozio, preghiera al Padre per l'unità) accaduti il Giovedì Santo, che essi sono interamente sostanziati d'amore:
"Amore il sacerdozio che possiede un carattere ministeriale, e cioè di servizio e quindi d'amore concreto.
Amore l'Eucarestia nella quale Gesù ci ha dato tutto se stesso.
Amore l'unità, effetto dell'amore, che Gesù ha invocato dal Padre: Che tutti siano uno come io e Te.

Amore quel comando che Gesù serbò in cuore tutta la vita, per rivelarlo il giorno prima di morire: Come io vi ho amato, così amatevi anche voi. Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se vi amerete a vicenda. Non possiamo passare questo giorno senza un attimo di raccoglimento, nel quale diciamo a Gesù tutta l'adesione della nostra anima a quel comando che chiamò "mio" e "nuovo". Un comando che non ha lasciato senza spiegazione, quando ha soggiunto: Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici".

E noi, devoti della vergine martire Lucia, possiamo fare nostre le parole del grande vescovo Sant'Agostino, che proprio a proposito di questo "dare la vita" di cui parla il comandamento dell'Amore di Gesù, scrisse:

"Noi non commemoriamo i martiri come facciamo con gli altri che ora riposano in pace, cioè non preghiamo per loro, ma chiediamo piuttosto che essi preghino per noi, per ottenerci di seguire le loro orme. Essi, infatti, hanno toccato il vertice di quell'amore che il Signore ha definito come il più grande possibile. (...) I martiri dunque, in quanto versarono il loro sangue, hanno ricambiato quanto hanno ricevuto dal Signore. Manteniamoci sulla loro scia e amiamoci gli uni gli altri, come Cristo ha amato noi, dando se stesso per noi".

PAROLA DI VITA - APRILE 2010 "SPECIALE S. PASQUA"

Oggi inizia il TRIDUO PASQUALE, autentico centro dell'intero anno liturgico e solennissima celebrazione del massimo Mistero della Fede Cristiana: la PASSIONE, MORTE E RESURREZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO. Non vi sono parole umane adeguate per descrivere degnamente il profondissimo significato di questo imperscrutabile Mistero dell'Amore infinito di Dio: dopo due millenni, ci accostiamo con timore e tremore, adorando, contemplando, esultando e ringraziando Dio, che ha dato la Sua Vita per noi.
BUONA PASQUA A TUTTI dalla Redazione del blog "Amici di Santa Lucia"!

* * *

"IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA"
(dal Vangelo secondo Giovanni: capitolo 11, versetto 25)
Gesù pronunciò queste parole in occasione della morte di Lazzaro di Betania, che Egli al quarto giorno risuscitò. Lazzaro aveva due sorelle: Marta e Maria. Marta, appena seppe che arrivava Gesù, Gli corse incontro e Gli disse: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!". Gesù le rispose: "Tuo fratello risusciterà". Marta replicò: "So che risusciterà nell'ultimo giorno". E Gesù dichiara: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno".
"IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA"
Gesù vuol fare intendere chi Egli è per l’uomo. Gesù possiede il bene più prezioso che si possa desiderare: la Vita, quella Vita che non muore. Se hai letto il Vangelo di Giovanni, avrai trovato che Gesù ha pure detto: "Come il Padre ha la Vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la Vita in se stesso". E poiché Gesù ha la Vita, la può comunicare.
"IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA"
Anche Marta crede alla risurrezione finale: "So che risusciterà nell’ultimo giorno". Ma Gesù, con la sua affermazione meravigliosa: "Io sono la risurrezione e la vita", le fa capire che non deve attendere il futuro per sperare nella risurrezione dei morti. Già adesso, nel presente, Egli è per tutti i credenti, quella Vita divina, ineffabile, eterna, che non morirà mai. Se Gesù è in loro, se Egli è in te, non morirai. Questa Vita nel credente è della stessa natura di Gesù risorto e quindi ben diversa dalla condizione umana in cui si trova. E questa straordinaria Vita, che già esiste anche in te, si manifesterà pienamente nell’ultimo giorno, quando parteciperai, con tutto il tuo essere, alla risurrezione futura.
"IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA"
Certamente Gesù con queste parole non nega che ci sia la morte fisica. Ma essa non implicherà la perdita della Vita vera. La morte resterà per te, come per tutti, un'esperienza unica, fortissima e forse temuta. Ma non significherà più il non senso di un'esistenza, non sarà più l'assurdo, il fallimento della vita, la tua fine. La morte, per te, non sarà più realmente una morte.
"IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA"
E quando è nata in te questa Vita che non muore? Nel Battesimo. Lì, pur nella tua condizione di persona che deve morire, hai avuto da Cristo la Vita immortale. Nel Battesimo, infatti, hai ricevuto lo Spirito Santo che è Colui che ha risuscitato Gesù. E condizione per ricevere questo sacramento è la tua fede, che hai dichiarato attraverso i tuoi padrini. Gesù, infatti, nell'episodio della risurrezione di Lazzaro, parlando a Marta, ha precisato: "Chi crede in me, anche se muore vivrà. (...) Credi tu questo?". "Credere", qui è un fatto molto serio, molto importante: non implica solo accettare le verità annunciate da Gesù, ma aderirvi con tutto l'essere. Per avere questa vita, devi dunque dire il tuo sì a Cristo. E ciò significa adesione alle Sue Parole, ai Suoi comandi: viverli. Gesù lo ha confermato: "Se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte". E gli insegnamenti di Gesù sono riassunti nell'amore. Non puoi, quindi, non essere felice: in te è la Vita!
"IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA"
In questo periodo in cui ci si prepara alla celebrazione della Pasqua, aiutiamoci a fare quella sterzata, che occorre sempre rinnovare, verso la morte del nostro io perché Cristo, il Risorto, viva sin d'ora in noi.
+ Chiara Lubich

martedì 30 marzo 2010

Curiosità Luciane - 2: Perché a Siracusa si festeggia S. Lucia anche il lunedì dell'Angelo?

La ragione di quest'annuale appuntamento del culto luciano, di antica memoria, può essere compresa soltanto conoscendo adeguatamente chi è Santa Lucia per i Siracusani di ieri e di oggi: questa piccola, semplice, nobile ma modesta e umile fanciulla siracusana, vissuta ormai più di 1700 anni fa, la cui storicità è indubbia ma sulla quale rimangono pochissimi e preziosissimi documenti, fin dall'antichità grandemente amata e venerata dai cristiani di tutto il mondo, è stata da sempre ed è sempre di più oggetto di un amore sterminato e viscerale da parte di tutti i Suoi concittadini d'ogni tempo. Il rapporto tra i Siracusani e la loro dolce Patrona, il legame d'amore che vincola questa Vergine Sposa di Cristo con i Suoi figli della Chiesa apostolica siracusana, ha mantenuto nei secoli un carattere unico e speciale: Santa Lucia è "tutto" per i Siracusani, è modello di vita cristiana, via per arrivare a Cristo, mezzo per unirsi visibilmente alla Chiesa, esempio concreto di realizzazione delle virtù evangeliche. Per questo motivo, anche ogni importante festività liturgica cristologica dell'anno (come il Natale e la Pasqua) per i Siracusani costituisce un'occasione privilegiata per stringersi a glorificare e adorare il Signore tutti insieme, nella Sua Chiesa e attorno al proprio Pastore, come una famiglia: ma nella famiglia dei Siracusani non si vuole far mancare mai - a maggior ragione nei principali momenti di festa - il componente più amato, che è proprio Santa Lucia, quindi - con una piccola posticipazione per evidenti ragioni di opportunità e purezza liturgica - sia nel Tempo di Natale (precisamente il 28 dicembre, anniversario del terremoto del 1908) che nel Tempo di Pasqua (precisamente l'indomani della Resurrezione, il lunedì dell'Angelo), i Siracusani si riuniscono in Cattedrale per stare in compagnia della loro amatissima Patrona e Concittadina, per "festeggiare insieme a Lei", glorificando Dio, le solennità principali della fede cristiana.

ESPOSIZIONE PASQUALE DI S. LUCIA

Simulacro-reliquiario processionale di S. Lucia (particolare), in una teca all'altezza del petto racchiude frammenti di costole della giovane martire siracusana. La cassa reliquiaria sottostante era destinata a contenere l'intero corpo della santa fanciulla, ed è impreziosita da un ciclo di sei bassorilievi argentei raffiguranti episodi della Sua vita e del Suo martirio.


Come da antica tradizione, anche quest'anno, il lunedì di Pasqua, le Sacre Reliquie e il simulacro-reliquiario argenteo di Santa Lucia verranno esposti alla venerazione dei fedeli nel Duomo di Siracusa, nella Cappella della Patrona.


In questa occasione, com'è consuetudine, i siracusani e tutti i devoti di Santa Lucia potranno recare in Cappella omaggi floreali e offerte di ceri votivi in onore della gloriosa Martire nostra Protettrice.

sabato 13 marzo 2010

LA PREGHIERA DEL MESE - MARZO 2010

"Gloria di S. Lucia" (Cappella della Santa, volta della cupola - Siracusa, Duomo)
Riprendendo con gioia il nostro tradizionale appuntamento con la rubrica "La preghiera del mese", dedicata alla gloriosa vergine e martire siracusana Santa Lucia, pubblichiamo il seguente magnifico testo latino di un responsorio liturgico di grande bellezza poetica per la nostra Santa, decoro della sua patria: sia nella sezione responsoriale che nell'orazione conclusiva si menziona il luogo del martirio della patrona, nella natia Siracusa, meta di devoti pellegrinaggi di concittadini e forestieri.
RESPONSORIUM
Te Virgo miracula * Nomen Gesta Probitas * Lucem Terrae praedicant * Patriae decorem.
Puram Te dat facula * Templum Dei firmitas * Ictus Regi dedicant * Mysticum odorem.
Patris dum oracula * Profers Amor Castitas * Sponsam Christo celebrat * Nuptam per cruorem.
Puram Te dat facula ...
Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
Puram Te dat facula ...
ANTIPHONA
O Magnum Trinacriae * Sidus fulgentissimum * Fer influxus gratiae * Lues ignes cohibens * Terreum tremorem.
Te colunt Ecclesiae * Lumen electissimum * Praesta lucem gloriae * Tuis post vicum perhibens * Omnium Auctorem.
V. Ora pro nobis Beata Lucia. R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
Oremus.
Deus, qui praesentem locum Beatae Luciae Virginis et Martyris Tuae pretioso martyrio consecrasti, concede propitius nobis famulis Tuis, ut quicumque hunc locum Sanctissimum deprecaturi cum devotione adveniunt, ex quacumque tribulatione afflicti misericordiam Tuam invocaverint, ipsius Virginis et Martyris Tuae precibus gratiam consequatur, et ad gloriam proficiant sempiternam. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

martedì 9 marzo 2010

News: OTTOBRE 2010 PREVISTA RIAPERTURA BASILICA S. LUCIA

SIRACUSA - Un comunicato stampa ufficiale annuncia che si prevede il completamento dei lavori di restauro della basilica di S. Lucia entro il mese di ottobre del 2010, quando l'insigne luogo di culto - il primo santuario del mondo dedicato a SANTA LUCIA e l'unico costruito su un luogo della vita della martire siracusana - verrà riaperto al culto, restituito al suo miglior splendore e alla venerazione dei devoti della nostra patrona. Per l'occasione, verrà ricollocata in basilica anche la prestigiosa tela del Caravaggio raffigurante il Seppellimento di Santa Lucia, eseguita dal celebre artista nel 1607, durante il suo soggiorno a Siracusa. I prossimi solenni festeggiamenti luciani invernali, dunque, potranno essere svolti regolarmente nella basilica interamente restituita alla fruibilità dei fedeli.

lunedì 1 marzo 2010

PAROLA DI VITA - MARZO 2010

Senza la fede, Lucia non avrebbe compiuto il Suo luminoso percorso di vita cristiana dall'intercessione per la madre inferma alla gloriosa testimonianza del martirio: impariamo dall'esempio di fede della nostra Patrona a mettere in pratica come Lei la Parola del Signore che ci invita ad avere anche noi la fede.


“In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile” (Matteo 17,20)

Quante volte nella vita senti il bisogno che qualcuno ti dia una mano e nello stesso tempo avverti che nessun uomo può risolvere la tua situazione! E’ allora che ti rivolgi inavvertitamente a Qualcuno che sa rendere le cose impossibili possibili. Questo Qualcuno ha un nome: è Gesù.
Ascolta quanto ti dice:
“In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile”
E’ ovvio che l’espressione “spostare le montagne” non vada presa alla lettera. Gesù non ha promesso ai discepoli un potere di fare miracoli spettacolari per stupire la folla. E difatti, se vai a cercare in tutta la storia della Chiesa, non troverai un santo – che io sappia – che abbia spostato le montagne con la fede. “Spostare le montagne” è un’iperbole, cioè un modo di dire volutamente esagerato, per inculcare nella mente dei discepoli il concetto che alla fede nulla è impossibile.
Ogni miracolo infatti che Gesù ha operato, direttamente o attraverso i suoi, è sempre stato fatto in funzione del Regno di Dio, o del Vangelo o della salvezza degli uomini. Spostare una montagna non servirebbe a questo.
Il paragone col “granellino di senapa” sta a indicare che Gesù non ti domanda una fede più o meno grande, ma una fede autentica. E la caratteristica della fede autentica è quella di poggiare unicamente su Dio e non sulle tue capacità.
Se ti assale il dubbio o l’esitazione nella fede significa che la tua fiducia in Dio non è ancora piena: hai una fede debole e poco efficace, che fa ancora leva sulle tue forze e sulla logica umana.
Chi invece si fida interamente di Dio, lascia che lui stesso agisca e… a Dio niente è impossibile.
La fede che Gesù vuole dai discepoli è proprio quell’atteggiamento pieno di fiducia che permette a Dio stesso di manifestare la sua potenza.
E questa fede, che quindi sposta le montagne, non è riservata a qualche persona eccezionale. Essa è possibile e doverosa per tutti i credenti.
“In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile”.
Si pensa che Gesù abbia detto queste parole ai suoi discepoli quando stava per inviarli in missione.
E’ facile scoraggiarsi e spaventarsi quando si sa di essere un piccolo gregge impreparato, senza talenti particolari, di fronte a folle innumerevoli alle quali bisogna portare la verità del Vangelo.
E’ facile perdersi d’animo di fronte a gente che ha tutt’altri interessi che il Regno di Dio.
Sembra un compito impossibile.
E’ allora che Gesù assicura i suoi che con la fede “sposteranno le montagne” dell’indifferenza, del disinteresse del mondo.
Se avranno fede nulla sarà loro impossibile.
Questa frase può essere inoltre applicata a tutte le altre circostanze della vita purché siano in ordine al progresso del Vangelo e alla salvezza delle persone.
Alle volte, di fronte a difficoltà insormontabili può nascere la tentazione di non rivolgersi nemmeno a Dio. La logica umana suggerisce: basta, tanto non serve.
Ecco allora che Gesù esorta a non scoraggiarsi e a rivolgersi a Dio con fiducia. Egli, in un modo o nell’altro, esaudirà.
Così è successo a Lella.
Erano trascorsi alcuni mesi dal giorno in cui aveva affrontato piena di speranza il nuovo lavoro nel Belgio tra fiamminghi. Ma ora un senso di sgomento e di solitudine le attanagliava l’anima.
Sembrava che tra lei e le altre ragazze con cui lavorava e viveva si fosse eretta una barriera insormontabile.
Si sentiva isolata, straniera tra quella gente che avrebbe voluto soltanto servire con amore.
Tutto dipendeva dal dover parlare una lingua che non era né sua, né di chi l’ascoltava. Le avevano detto che in Belgio tutti parlavano il francese e se l’era imparato, ma, venuta a contatto diretto con quel popolo, s’era accorta che i fiamminghi studiano il francese soltanto a scuola e in genere lo parlano malvolentieri.
Tante volte aveva tentato di spostare quella montagna di emarginazione che la teneva lontana dalle altre, ma invano. Che poteva fare per loro?
Vedeva ancora davanti a sé il volto della sua compagna Godeliève pieno di tristezza. Quella sera si era ritirata nella sua stanza senza toccar cibo.
Lella aveva tentato di seguirla, ma si era arrestata davanti alla porta della sua camera, timida e titubante. Avrebbe voluto bussare… ma quali parole usare per farsi intendere? Era rimasta lì per qualche secondo, poi si era arresa ancora una volta.
La mattina dopo entrò in chiesa e si mise in fondo, fra le ultime sedie, col viso tra le mani per non far scorgere ad alcuno le lacrime. Era quello l’unico posto dove non occorreva parlare un’altra lingua, dove non era neppure necessario spiegarsi, perché c’era Qualcuno che capiva al di là delle parole. Fu la certezza di quella comprensione che la fece ardita, e con l’anima angosciata chiese a Gesù: “Perché non posso dividere con le altre ragazze la loro croce e dire quelle parole che Tu stesso mi hai fatto capire quando Ti ho trovato: che ogni dolore è amore?”.
E stava davanti al tabernacolo quasi ad attendere una risposta da Chi nella vita le aveva illuminato ogni buio.
Abbassò gli occhi sul Vangelo di quel giorno e lesse: “Confidate – abbiate fede – ho vinto il mondo” . Quelle parole scesero come olio nell’anima di Lella, ed ebbe una grande pace.
Rientrando per la colazione si imbatté subito in Annj, la ragazza che badava all’ordine della casa. La salutò e la seguì fino alla dispensa; poi, senza parlare, cominciò ad aiutarla nel preparare la colazione.
La prima a scendere dalle stanze fu Godeliève. Veniva in cucina a cercarsi il caffè, in fretta per non veder nessuno. Ma lì si arrestò: la pace di Lella aveva toccato il suo animo in modo più forte di qualunque parola.
Quella sera, sulla strada del ritorno verso casa, Godeliève raggiunse Lella con la bicicletta e, sforzandosi di parlare in modo a lei comprensibile, le sussurrò: “Non sono necessarie le tue parole; oggi la tua vita mi ha detto: ‘Ama anche tu!’”.
La montagna si era spostata.

Chiara Lubich

mercoledì 24 febbraio 2010

Un nuovo LIBRO SU S. LUCIA in una prestigiosa collana



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Direttamente dall'Autore in persona, riceviamo e volentieri divulghiamo la seguente bella notizia:

SANTA LUCIA, MISTERI E STUPORI
Il 130° testo della “collana blu” di Elledici-Velar, scritto da Roberto Alborghetti, è dedicato alla testimonianza della martire siracusana al centro di innumerevoli tradizioni e leggende.
Il 130° testo dell’ormai popolare “collana blu”, che Elledici e Velar dedicano alle grandi testimonianze del cristianesimo, è dedicato a Santa Lucia. In uscita nei giorni che precedono l’annuale ricorrenza della Santa siracusana (13 dicembre), la pubblicazione porta la firma di Roberto Alborghetti, già autore di diverse opere della medesima collana. “Storie, immagini, riti e miti” è il sottotitolo della biografia su Santa Lucia, che viene raccontata attraverso una sorta di indagine tra i documenti storici e le vicende che ne hanno accompagnato il culto, diffusosi velocemente tra le comunità cristiane d’Occidente e d’Oriente.
Scrive l’autore nell’introduzione che attorno a Santa Lucia sono fiorite, in gran numero, tradizioni e leggende. Le sono dedicate chiese. Ha ispirato musicisti e poeti. Ha suggerito innumerevoli dipinti, firmati anche dalla mano di grandi artisti. Ha motivato ricette e piatti gastronomici. È patrona di città e parrocchie. Nel suo nome, ogni anno, si compiono riti, usanze e gesti che di generazione in generazione si rinnovano, senza perdere di forza ed intensità. Il suo nome è invocato in particolari malattie. È sussurrato da tantissimi bambini, che attendono trepidamente il “passaggio” della Santa, ogni anno, tra il 12 ed il 13 dicembre, notte magica e misteriosa. La Notte di Santa Lucia. Scrive Alborghetti: “Pensiamo non esista, nella plurisecolare storia della santità cristiana, una testimonianza che – come quella di Santa Lucia – abbia così fortemente influenzato ed orientato culture e tradizioni… Santa Lucia è sinonimo di mistero, di stupore e meraviglia. È simbolo di luce, verità e trasparenza. È immagine sulla quale sono proiettati gli eterni desideri dell’umanità, che vuole e pretende gioia, serenità, pace. È lo specchio dell’immaginario, personale e collettivo”.
La pubblicazione accompagna il lettore in un cammino storico che ricostruisce le vicende legate alla vita della Santa, al suo martirio, alla devozione, alla traslazione delle spoglie mortali, al “modo” in cui l’iconografia l’ha rappresentata, alle espressioni rituali in cui oggi nel mondo si festeggia e si ricorda la martire giustizia a Siracusa nell’anno 304. Grazie alla collaborazione dell’Ufficio Arte Sacra della Diocesi di Bergamo, la parte iconografica della biografia su Santa Lucia è corredata anche da una serie di immagini custodite presso chiese del territorio bergamasco. Il testo su Santa Lucia non farà altro che rafforzare il grande successo incontrato dalla “collana blu”, i cui segni distintivi sono costituiti dal formato tascabile, da testi agili ed essenziali, da foto ed immagini a colori, comprese le mappe che inquadrano lo spazio geografico di una vita.
· SANTA LUCIA, Storie, immagini, riti e miti, di Roberto Alborghetti, Elledici-Velar 2009, pagg. 48, Euro 3,50.

Un altro INNO A S. LUCIA di area Messinese

Il nostro carissimo collaboratore della provincia di Messina, che con grande dedizione conduce da anni appassionate e accurate ricerche sulla storia e sulle ricche tradizioni della sua terra, registrando e trascrivendo molte testimonianze preziose per la loro rarità, ha inviato alla nostra redazione - che è davvero onorata di tale gentile collaborazione! - un dettagliato resoconto di questo lavoro riguardante anche il culto di S. Lucia in alcuni paesi della costa tirrenica della Sicilia: ed è proprio nelle chiese di questi piccoli centri urbani, in occasione del triduo in preparazione alla solenne festa della grande vergine e martire siracusana, che i devoti, tradizionalmente, intonano anche il seguente inno, cortesemente inviatoci dal nostro amico, che ringraziamo di cuore.

Da questo di lacrime
soggiorno penoso
s'innalzi all'empireo
un canto festoso,
qual suono fra gli angeli
al Sommo Signor;
si canti dell'inclita
Lucia l'onor.

Eccelsa di meriti
il mondo l'appella;
eletta a risplendere
qual fulgida stella,
che in ciel delle tenebre
discaccia l'orror;
si canti dell'inclita
Lucia l'onor!

venerdì 19 febbraio 2010

INNO A S. LUCIA di area Messinese

Anche in provincia di Messina, come nel resto della Sicilia e del mondo intero, la nostra Santa Lucia gode di un'antica e radicata venerazione. Per gentile dono di un visitatore del nostro blog, Riccardo, abbiamo ricevuto e volentieri vi facciamo conoscere il testo di un antico inno popolare in onore della grande martire siracusana che viene tuttora cantato in una chiesa del Messinese nella quale si venera un simulacro di S. Lucia: si tratta di una bella testimonianza del culto luciano locale. Il testo rinvenuto dal nostro amico Riccardo, al quale rinnoviamo la nostra sincera gratitudine (come abbiamo già fatto nella nostra risposta al suo commento in un post precedente), riporta soltanto le prime tre strofe di una serie evidentemente molto più lunga, nel corso della quale vengono poeticamente enumerate le gesta degli Atti di S. Lucia. Invitiamo pertanto coloro che siano a conoscenza delle strofe successive a inviarcele via mail (amicisantalucia@yahoo.it) o più semplicemente trascrivendole nello spazio riservato ai commenti del presente post (vedi link qui sotto).

INNO A S. LUCIA (sul motivo di "Mira il tuo popolo")


O della Trinacria il lustro e decoro, dell'animo il palpito, l'eccelso tesoro!
(Rit.) Lodiam con canti, con voce soprana la nostra sorella, la Siracusana.

Dag
li anni più teneri
il mondo spregiasti
e puro e illibato
tu il giglio serbasti.
(Rit.)

La madre Eutichia,
da male colpita,
conduci a Catania
per esser guarita.
(Rit.)

mercoledì 17 febbraio 2010

Mercoledì delle Ceneri - S. Quaresima 2010

Carissimi amici, tutti sanno che oggi è il primo giorno del Tempo di Quaresima, periodo liturgico annuale della durata di 40 giorni (a ricordo del digiuno di Gesù nel deserto) in preparazione al Triduo Pasquale, centro di tutto l'anno, nel quale si celebrerà solennemente il memoriale della Passione, Morte e Resurrezione del Signore, sommo mistero della nostra Fede, la Fede della Chiesa di Cristo.
La Quaresima è tempo di gioia, di conversione e di penitenza.
Sì, innanzitutto di gioia: la gioia, la tipica gioia cristiana, che poi è l'unica vera gioia umana, fondata sulla certezza della Resurrezione di Gesù e sulla speranza della vita eterna, deve contraddistinguere ogni atto di rinuncia, pietà e solidarietà che potremo compiere in questo periodo. Solo così, come ribadisce inequivocabilmente la Parola di Dio, elemosine, digiuni, preghiere e ogni altro genere di gesto penitenziale potranno essere efficaci e graditi a Dio.
Di conversione: è il primo grande significato della parola greca metanoia che noi traduciamo anche come "penitenza". Ma prima di tutto, ciascuno di noi è chiamato a convertirsi, cioè credere (cioè vivere) il Vangelo. "Convertitevi e credete al Vangelo" ci verrà personalmente ricordato da Gesù stesso nel significativo rito odierno dell'imposizione delle ceneri, d'elevato sapore storico in quanto simbolica rievocazione di un'antichissima usanza testimoniata dalla Sacra Scrittura. E Dio in persona, per bocca del profeta Isaia, mette in chiaro che è in primo luogo la carità nei confronti di ogni uomo, a partire dal più bisognoso, il segno della conversione che Lui si attende da noi.
Infine, di penitenza: secondo significato di metanoia e strettamente correlato al primo (senza il quale essa diverrebbe inutile e vanagloriosa esibizione di masochismo o fachirismo). Sì, anche la penitenza fatta di simboli concreti: l'elemosina, il digiuno, l'astinenza, i "fioretti", la mortificazione, la rinuncia. Perché possiamo riscoprire la bellezza dell'intera donazione della nostra anima a Dio solo, mirando solo a Lui e solo in Lui trovando la nostra piena felicità. Perché ci liberiamo dalla dipendenza dai nostri bisogni materiali, tornando alla sobrietà e all'essenzialità. Quanto poi sarà rinuncia per noi, potrà divenire donazione agli altri. Senza farne motivo di vanto alcuno, ma con generosità nei confronti di Dio, che è sempre generoso con noi, e per puro amore verso di Lui, che sempre ci dimostra il Suo immenso amore per noi.
Quindi penitenza e conversione, ricordandoci che anche etimologicamente penitenza è conversione. Con gioia.
Buona Quaresima a tutti!

sabato 13 febbraio 2010

LA PREGHIERA DEL MESE - FEBBRAIO 2010

Riprende la nostra storica rubrica "La preghiera del mese", che sappiamo seguitissima da molti devoti, appassionati di conoscere quanto più possibile forme e formule del culto luciano, e quindi interessatissimi alla conoscenza delle innumerevoli orazioni in onore della Santa che la Chiesa Le ha dedicato nel corso dei secoli, segno di un'intramontabile devozione di portata mondiale.

Buona preghiera a tutti e sempre VIVA SANTA LUCIA!

Per quell'amore ardentissimo che avesti verso Gesù, gloriosa Santa Lucia, quando - dopo esserti a Lui consacrata con voto irrevocabile - rinunciasti ai partiti più vantaggiosi e - dopo aver distribuito in elemosina tutte le tue sostanze - sacrificasti la tua vita sotto quel ferro crudele che ti ha decapitata, ottienimi la grazia che arda anche io continuamente di santa carità, per sostenere tutti i mali anziché divenire infedele al mio Signore.

Gloria Patri ...

venerdì 12 febbraio 2010

Curiosità Luciane - 1: Cos'è la "Festa della Traslazione"?

Carissimi amici, ben ritrovati! Oggi nasce l'ultima creatura del nostro blog: una nuova rubrica dal titolo "Curiosità Luciane", dedicata alla presentazione di importanti tradizioni storiche legate al culto siracusano e mondiale della nostra S. Lucia. Un nuovo omaggio alla nostra amata Patrona, che speriamo a Lei gradito, per dirLe ancora una volta il nostro infinito e grato amore per Lei!

SIRACUSA, 12 febbraio 2010 - Le agenzie informative di oggi comunicano che è programmata un'ostensione straordinaria del corpo di S. Antonio da Padova, in occasione dell'annuale "Festa della Traslazione di S. Antonio", istituita in memoria della duplice traslazione della quale sono state oggetto le reliquie del santo nel corso della storia.
Non si tratta di un caso raro nei calendari liturgici: soprattutto in quello della chiesa orientale, ma anche in molti delle chiese locali occidentali, si incontra spesso commemorazioni liturgiche di traslazioni delle reliquie di molti santi, celebrate in giorni distinti da quelli della loro festa propria.
Un altro caso molto noto, che riguarda una chiesa locale molto vicina a quella di Siracusa, è quello di S. Agata, in onore della quale ogni anno, a Catania, viene celebrata solennemente la Festa della Traslazione delle Reliquie il 17 agosto.
E per S. Lucia? Gli antichi calendari liturgici dell'illustre Ecclesia Syracusana - che, lo ricordiamo, è la più antica chiesa d'Occidente, di sicura fondazione apostolica (a differenza di altre che ne hanno voluto emulare tale privilegio, tuttavia non supportato da analoghe testimonianze storiche) - danno notizia di non soltanto una, bensì addirittura due commemorazioni annuali delle traslazioni delle reliquie luciane (duplice infatti fu la migrazione che il corpo della nostra martire dovette subire: la prima da Siracusa a Costantinopoli nel 1039 per mano del generale bizantino Giorgio Maniace e la seconda da Costantinopoli nel 1204 per mano del doge veneziano Enrico Dandolo): il 13 gennaio e il 6 febbraio.
E oggi? Per effetto della notevole riduzione di feste liturgiche locali attuata nella prima metà del Novecento, la doppia commemorazione luciana (che già si aggiungeva alla Solennità del 13 dicembre e alla Festa del Patrocinio della prima domenica di maggio) è stata unificata (così come nel già citato caso di S. Antonio, per il quale un'unica ricorrenza ricorda una duplice traslazione): riqualificata e rivalutata con maggior solennità in anni recenti, grazie alla benemerita iniziativa del canonico mons. Giuseppe Caracciolo, allora assistente ecclesiastico e tesoriere della Deputazione luciana, e familiarmente chiamata Festa delle Reliquie, la commemorazione delle traslazioni del corpo di S. Lucia viene celebrata a Siracusa il 13 gennaio, cioè nella prima delle due ricorrenze storiche, e coronata da una processione interna al Duomo della "varetta" delle Reliquie alla conclusione delle solenni funzioni liturgiche (analoga alla processione interna della reliquia di S. Antonio a Padova).
Ci auspichiamo che il vento della modernità e il progressivo affievolirsi della memoria storica locale, ineluttabile effetto di distrattrici istanze della globalizzazione, non impediscano mai che venga tramandato alle nuove generazioni di fervidi devoti della Santa l'intatto e prezioso patrimonio del ricchissimo culto che da sempre Siracusa tributa alla Sua gloriosissima e taumaturga Concittadina.

domenica 27 dicembre 2009

DOMANI TRADIZIONALE COMMEMORAZIONE TERREMOTO 1908

SIRACUSA - Il cosiddetto "terremoto di Messina", tristemente noto in tutto il mondo per aver letteralmente raso al suolo il capoluogo siciliano sull'omonimo stretto, ebbe più lievi ripercussioni su tutte le località della costa ionica dell'isola. Siracusa, per intercessione della patrona S. Lucia, la quale non mancò di supplicare per i suoi diletti concittadini quel Signore che dalla barca dei Suoi apostoli sedò una tempesta, fu salvata dalle onde del conseguente maremoto, che giunte a lambire il porto aretuseo, furono placate. Come da ininterrotta tradizione, ormai da oltre un secolo, i siracusani accorrono a ringraziare e onorare una così potente protettrice celeste: dunque, l'appuntamento è anche quest'anno per domani mattina nella Cappella di S. Lucia del Duomo di Siracusa, ai piedi delle Sue Sacre Reliquie, per la solenne commemorazione annuale del prodigioso evento.

giovedì 24 dicembre 2009

CRISTO E' NATO PER NOI: VENITE, ADORIAMO

Celebriamo il Santo Natale del Signore nell’attesa della Sua seconda venuta!

Gloria a Dio! Pace agli uomini! Auguri a tutti voi!

I Profeti e la Chiesa cantano unanimi il felicissimo annunzio:

“Ritornerà il nostro Dio e avrà ancora pietà di noi. Calpesterà le nostre colpe e getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati” - “Dio è la mia salvezza; io confiderò, non avrò mai timore, perché mia forza e mio canto è il Signore”

Dopo aver udito un così lieto annunzio, non dovremo mai più perdere la gioia, la speranza e la pace!

Buon Natale!

martedì 22 dicembre 2009

Cinque anni fa il Corpo di S. Lucia ripartiva da Siracusa

Dopo un memorabile ottavario, il più bel Giubileo di Santa Lucia, esattamente cinque anni fa il Corpo della Santa ripartiva dalla Sua vera casa, cioè la Basilica del Suo Santo Sepolcro a Siracusa, alla volta di Venezia. A 1700 anni dal Suo glorioso martirio (subìto nella natìa Siracusa il 13 dicembre dell'anno 304), l'apostolica Ecclesia Syracusana viveva un solenne Anno Luciano, grandiosamente concluso con la prima Peregrinatio del Corpo di S. Lucia nella Sua città natale, da quando, 965 anni addietro, esso era stato prelevato dal generale dell'esercito bizantino Giorgio Maniace, il quale, liberata la Sicilia dalla dominazione saracena, volle far dono all'imperatrice di Costantinopoli delle reliquie dei più rinomati santi siciliani, molto venerati anche nella grande capitale d'Oriente. Da lì, nella IV Crociata (1204), il doge Enrico Dandolo portò la preziosissima e santa Reliquia a Venezia, dove oggi è riposta, nella Chiesa dei Santi Geremia e Lucia, in attesa di poter ritornare in modo definitivo nella Sua patria, che prega e spera di realizzare il più presto possibile questo più che legittimo desiderio.

Torna, Lucia:

omnis plebs Te expectat!

martedì 15 dicembre 2009

5° ANNIVERSARIO DEL RITORNO DEL CORPO DI S. LUCIA A SIRACUSA




Tradizioni antiche e nuove fanno di S. Lucia di Siracusa una festa davvero unica al mondo. Tra queste, una ricorrenza specialissima cade proprio oggi, 15 dicembre: è la commemorazione della prima visita giubilare del Santo Corpicino della vergine martire Lucia nella Sua casa, nella Sua amata città, ritorno temporaneo avvenuto in quell'indimenticabile settimana dal 15 al 22 dicembre 2004, nel XVII centenario del Suo martirio. In onore della memoria di questo storico evento, le due grandiose processioni di S. Lucia del 13 e del 20 dicembre, da allora, si sono arricchite di momenti davvero commoventi: nella prima, l'omaggio a S. Lucia dei marinai a bordo dello stesso cacciatorpediniere Vega che fece rientrare dal mare le Spoglie della Santa; nella seconda, l'omaggio dei Vigili del Fuoco che salutano l'uscita trionfale della processione sorvolando piazza S. Lucia con lo stesso elicottero che riaccompagnò il Corpo della Patrona a Venezia dopo soli sette giorni. E noi, oggi come cinque anni fa, cantiamo con sempre più grande devozione l'inno del XVII centenario del martirio di S. Lucia, struggente colonna sonora di quell'evento straordinario:

"BENEDETTA SEI LUCIA / COME LUCE RISPLENDI TRA NOI / GUIDA QUESTO TUO POPOLO / A DONARSI A CRISTO GESU'".

lunedì 14 dicembre 2009

INFRA OCTAVAM 2009: S. Lucia di Siracusa, festa unica al mondo

Il simulacro-reliquiario siracusano di S. Lucia,
meravigliosa opera d'arte siciliana della fine del Cinquecento
(fotografia amatoriale scattata da un devoto)

Mentre Siracusa tutta è in gran fermento e in grande festa perché è in corso la settimana più festosa e magica dell'anno, il grande ottavario nella basilica di S. Lucia, riprendiamo volentieri la serie delle nostre tradizionali rubriche dedicate ai festeggiamenti luciani siracusani, che fungono soprattutto da "cassa di risonanza" della festa per tutti coloro che, pur lontani da Siracusa, desiderano assaporare il suo clima speciale attraverso il web.
Prendendo spunto dal contributo di un anonimo devoto siracusano che ha lasciato un commento nel post precedente, pensando che l'argomento possa interessare molti di voi, ampliamo qui la risposta a quel commento.

L'ostensione del simulacro-reliquiario di S. Lucia,
pia pratica tipicamente siracusana
La sapienza dei devoti nostri antenati e la felice organizzazione del calendario liturgico della Chiesa hanno favorito l'affermarsi del programma storico della festa di S. Lucia a Siracusa. Difatti, secondo un'antica e ininterrotta tradizione, il prezioso simulacro-reliquiario argenteo della Patrona - devotamente custodito nella Sua Cappella in Cattedrale - viene "svelato" alla pubblica venerazione con l'inizio del triduo di preparazione alla solennità del 13 dicembre, e cioè la mattina del 9 dicembre di ogni anno, a partire dalla quale seguono tre intere giornate di ostensione delle reliquie e del simulacro, con la predicazione del triduo e le celebrazioni sul tema della carità e della solidarietà cristiana. Ma un momento molto suggestivo, che precede la "svelata" del simulacro di S. Lucia, avviene già la sera prima, e cioè l'8 dicembre, solennità dell'Immacolata Concezione della B. V. Maria: la sentita e partecipatissima processione cittadina dello splendido simulacro dell'Immacolata, partendo dalla Sua chiesa di via Maestranze, raggiunge infatti la piazza del Duomo, dove l'effige della martire siracusana è ancora nascosta, per un ideale "incontro" tra Maria e Lucia, tra il festoso scampanio della Cattedrale e i luminosi fuochi d'artificio. Simbolicamente, questo emozionante momento di pietà popolare rappresenta la Madre, Maria Santissima, che si reca a bussare alla "cameretta" per "svegliare" la vergine fanciulla, Santa Lucia, e "prepararsi" alla solenne ostensione programmata per la mattina del giorno successivo, cioè poche ore dopo.
Terminato il triduo, la mattina della vigilia di S. Lucia, il 12 dicembre, il simulacro viene nuovamente esposto in Cappella in concomitanza con l'apertura della Cattedrale, cioè alle ore 7.30, per consentirne la venerazione anche ai fedeli che partecipano alla S. Messa mattutina, che viene celebrata alle ore 8.00. Ma poiché la giornata liturgica di tutte le solennità cristiane inizia propriamente con il pomeriggio della vigilia (secondo l'antico computo ebraico delle ore del giorno, che parte dal tramonto, sulla base del racconto biblico della creazione, che affermando "E fu sera e fu mattina" dà precedenza cronologica alla serata), la devota traslazione sull'altare maggiore - svolta sempre alla presenza di una folla immensa e tra gli accorati "evviva" dei devoti - inizia soltanto alle ore 11.30, per far sì che alle 12.00 in punto (cioè allo scoccare della seconda parte del giorno e quindi vero inizio della solennità) il simulacro sia già intronizzato per le solenni celebrazioni serali (i Primi Vespri Pontificali della Solennità di S. Lucia).

domenica 13 dicembre 2009

LA PREGHIERA DEL MESE - DICEMBRE 2009 "SPECIALE FESTA DI S. LUCIA"

Altare di S. Lucia (Santuario di S. Rita - Cascia)

Questo post coniuga l'ordinarietà della nostra rubrica mensile "Una preghiera al mese", grande antologia di orazioni e devozioni luciane d'ogni tempo e d'ogni grado di rarità e reperibilità, e la straordinarietà delle rubriche annuali dedicate alla solennità di Santa Lucia che si celebra oggi a Siracusa, città natale della martire. Mentre si susseguono le solenni celebrazioni in onore della patrona nel duomo del capoluogo aretuseo, la redazione di "Amici di Santa Lucia" non trascura di certo, com'è da sempre nel suo tipico stile, l'attenzione dovuta a quanti non possono presenziare fisicamente al grandioso e gioioso evento, per mille e mille motivi (lontananza da Siracusa per motivi di lavoro, problemi di salute, impedimenti d'ogni sorta). Internet, mezzo di comunicazione che unisce il mondo intero in tempo reale, ci consente di raggiungervi tutti proprio in questi momenti di festa! Dedichiamo a tutti voi la sottostante bella Orazione a Santa Lucia, che durante le nostre ricerche abbiamo reperito in una rara e ormai esaurita da decenni edizione delle Massime eterne di S. Alfonso M. dei Liguori con l'aggiunta di varie pratiche di pietà. Abbiamo pensato di proporvela come devozione da recitare durante l'ottavario luciano che oggi ha inizio, quando vi recherete in pellegrinaggio alla basilica-santuario del sepolcro della Santa, nel cui altare maggiore è venerato il luogo esatto del Suo martirio, significativamente simboleggiato da una colonna, a ricordo della granitica immobilità che lo Spirito Santo conferì alla purissima vergine per preservarla dalla violenza dei carnefici (episodio appunto menzionato nella seguente preghiera).

O vera luce di santità, castissima vergine e martire S. Lucia, io Vostro divoto indegnissimo, prostrato dinanzi a Voi Vi domando la grazia di conservarmi la vista corporale degli occhi per servirmene a sola gloria di Dio ed a vantaggio dell'anima mia e del mio prossimo. Ma oltre ciò voglio supplicarVi d'altro favore, di cui maggiormente ho bisogno, cioè di poter sempre essere sì costante e fermo nel bene e nei retti propositi, come foste Voi immobile col corpo, quando i vostri carnefici volevano a forza condurVi ai luoghi e pericoli di peccato, e così perseverare nella grazia del mio Signore fino alla morte. Così sia.

CIELO E TERRA FESTEGGIANO IL "DIES NATALIS" DI SANTA LUCIA

Il Suo Divino Sposo e i cori angelici La incoronano per la Sua verginità e il Suo martirio,
i Suoi concittadini di ogni tempo La circondano di abbracci grati e pieni di affetto,
i Suoi devoti in tutto il mondo La magnificano con inni e canti,
è festa: oggi facciamo memoria del dies natalis della martire di Cristo, Santa Lucia di Siracusa!
Un siracusano illustre, San Metodio I, che fu patriarca di Costantinopoli dall'anno 843 all'847, così cantò in onore della Sua veneratissima Santa concittadina:
"O vergine martire di Cristo,
assisti come interceditrice i bisognosi
e con le tue preghiere illumina i ciechi,
o Tu che hai il nome della Luce,
nome a Te esattamente corrispondente".

Auguri di una felicissima festa di Santa Lucia a tutti!

sabato 12 dicembre 2009

IL GRANDE GIORNO E' ARRIVATO: VIVA SANTA LUCIA!!!

SI', LA GRANDIOSA SOLENNITA' DI SANTA LUCIA E' FINALMENTE RITORNATA, DOPO INTREPIDA ATTESA DEI DEVOTI, CHE NUTRONO PER LEI IMMENSO AMORE.
VENERIAMOLA CON AMMIRAZIONE E SEMPRE RINNOVATO STUPORE PER LA SUA CORAGGIOSA TESTIMONIANZA DI FEDE SUGGELLATA DAL MARTIRIO;
IMPEGNIAMOCI AD IMITARNE LE VIRTU' CRISTIANE E LE OPERE DI MISERICORDIA;
RINGRAZIAMOLA PER IL SUO COSI' EFFICACE PATROCINIO CHE CIASCUNO DI NOI SPERIMENTA OGNI GIORNO NELLA PROPRIA VITA PERSONALE E IN QUELLA SOCIALE;
SUPPLICHIAMOLA DI RACCOMANDARE LE NOSTRE ANIME E LE NOSTRE VITE AL SIGNORE;
FACCIAMO FESTA, NELLA GIOIA E NELLA FRATERNITA', INTORNO A LEI E INSIEME A LEI! E' FESTA GRANDE: SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA!!!

giovedì 10 dicembre 2009

FESTA DI S. LUCIA 2009 - UNA NOVITA' DA SIRACUSA AL MONDO

Siamo lieti di informare tutti i siracusani e tutti i devoti di Santa Lucia sparsi nel mondo di un'importante notizia: lunedì prossimo, 14 dicembre, nell'àmbito del solenne ottavario dei festeggiamenti invernali in onore della nostra Santa Patrona, sarà celebrata una speciale Ora di preghiera nella Basilica di Santa Lucia in Siracusa trasmessa in diretta da Radio Maria, dalle ore 16.45 alle 17.45. Grazie alla diffusione internazionale che la nota emittente radiofonica cattolica ha conquistato anche attraverso internet (www.radiomaria.it), il collegamento con l'insigne basilica siracusana potrà essere udito in ogni parte del mondo, raggiungendo così devoti ed emigrati che purtroppo abitano lontano da Siracusa e per questa festa non possono recarsi personalmente a rendere omaggio alla Santa presso il Suo S. Sepolcro.

mercoledì 9 dicembre 2009

Un nuovo atto d'amore dei Siracusani per Lucia

E' da sempre universalmente noto che per i Siracusani Santa Lucia è tutto: La amano, anzi stra-amano, pensano a Lei, Le parlano come una prediletta persona di famiglia, inventano per Lei gesti e segni d'amore sempre nuovi, spontanei e di cuore. E' sempre così: nel silenzio, nell'umiltà, lontano dalla visibilità pubblica e da ufficiali platealità, i veri Siracusani - quando sanno che c'è di mezzo Santa Lucia - perdono la testa, non badano a spese, non risparmiano fatica, denaro, tempo, ma si impegnano e danno da fare al massimo delle loro possibilità. Innumerevoli sono gli esempi che potremmo dare a prova di ciò. Ed ecco l'ultimo: in questi giorni, un numero sempre crescente di volontari siracusani si sta spontaneamente adoperando per le non semplici operazioni di ripulitura della Basilica del S. Sepolcro della Martire per accogliere le Sue Sacre Reliquie la sera del 13 dicembre, visto che la polvere lasciata dai ponteggi del cantiere allestito per i lavori di restauro momentaneamente interrotti è davvero tanta. Ma non occorre certo una ditta specializzata per lucidare la "casa" dell'amata Lucia: i Siracusani per Lei fanno questo e altro! Ed eccoli al lavoro, solertemente armati di scope, rastrelli, stracci, detersivi e le indispensabili mascherine protettive per poter respirare dentro le nuvole di polvere sollevate durante le operazioni. Grazie a tutti, Santa Lucia ricompensi ciascuno per quanto generosamente viene fatto per Lei!

domenica 6 dicembre 2009

Una festa unica al mondo: le novità dell'edizione 2009

La solenne e devota processione delle sacre reliquie e del pregevole simulacro-reliquiario secentesco di Santa Lucia che, come da plurisecolare tradizione, si svolge il 13 dicembre a Siracusa, già da sempre imponente manifestazione popolare di fede che invade le strade dell'illustre capoluogo siciliano per oltre cinque ore davvero emozionanti (solo chi ha partecipato di persona può comprenderlo a pieno), quest'anno sarà arricchita da una bella e importante novità: un corteo storico di dame e cavalieri in costumi d'epoca aprirà la processione. L'iniziativa, di rilievo culturale, mette in evidenza le radici antiche e solide sulle quali questa festa poggia e che costituiscono un patrimonio incancellabile della storia di Siracusa: la festa di Santa Lucia è di fatto la più longeva e l'unica ininterrotta tradizione siracusana da oltre 17 secoli. La rievocazione dei siracusani di ieri, nobili e popolo, che nutrivano come quelli di oggi un amore viscerale per la patrona, sarà un elemento gioioso e festoso che colorerà il percorso della processione, aprendo la strada al corteo sacro che trasporta le sante reliquie. E' sempre una cosa ottima risvegliare la memoria storica dei nostri concittadini, e quest'iniziativa - curata dall'associazione "Il gozzo di Marika" con il coinvolgimento attivo dei giovani studenti siracusani - sarà un bell'omaggio alla nostra giovane Lucia. E' lodevole ogni nuova idea per rendere sempre più grandiosa e bella questa festa, che perciò va salutata da tutti noi siracusani con più che buon viso!!! SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA!

venerdì 4 dicembre 2009

Tredicina di S. Lucia 2009

Oggi, nel Vangelo della S. Messa del giorno (venerdì della I settimana di Avvento), Gesù ridona la vista a due ciechi. Anche noi, per l'intercessione della vergine e martire siracusana Santa Lucia, santa della Luce, protettrice della vista e patrona dei ciechi, andiamo incontro al Signore che viene (questo è il senso dell'Avvento), supplicandoLo come i ciechi del Vangelo, con l'invocazione luminosa del Suo Nome dolcissimo: "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di noi peccatori!", preghiera che da secoli forma il cuore e la mente di innumerevoli mistici d'Oriente e d'Occidente inondandoli di luce. E anche a ciascuno di noi, come ai due ciechi, Egli risponderà "Ti avvenga secondo la tua fede": è la misura della nostra fede che consente a Dio di operare in noi i Suoi miracoli, e se crediamo, ci guarirà.

martedì 1 dicembre 2009

La festa di S. Lucia a Siracusa

A grande richiesta dei visitatori del blog, volentieri ripubblichiamo un articolo informativo che un anno fa piacque molto, sulle peculiarità dei festeggiamenti siracusani in onore di S. Lucia, in questo clima di festa ormai entrato a pieno titolo nel vivo!

S. Lucia è siracusana e prima di morire aveva profetizzato ai suoi concittadini che erano presenti al martirio: “E come i catanesi hanno in venerazione la beata Agata, così anche voi onorerete me per grazia del Signore nostro Gesù Cristo, osservando di cuore i Suoi comandamenti”. Queste sono le ultime parole di Lucia, il suo testamento spirituale, il messaggio d’amore ai suoi diletti concittadini, sigillo di un vincolo fortissimo e duraturo. La profezia si avverò subito: i siracusani scelsero proprio Lucia, tra i numerosi martiri che nella nostra città testimoniarono fino alla morte eroica la loro fede cristiana sin dai primissimi secoli, come loro principale modello di cristianesimo autentico e come protettrice e patrona. Il famoso epitafio di Euskia, iscrizione funebre in greco scoperta dall’archeologo Paolo Orsi nel 1894 nelle catacombe siracusane di S. Giovanni evangelista, testimonia che già nel IV secolo, cioè lo stesso secolo in cui Lucia subì il martirio, si celebrava la festa della santa a Siracusa, per non parlare delle altre testimonianze storiche sulla diffusione del suo culto – già nello stesso periodo – perlomeno fino a Ravenna. Quindi la festa di S. Lucia di Siracusa ha il primato come antichità d’istituzione e come longevità. Ma certo ciò non basta: la festa di Siracusa è unica nel suo genere e si differenzia da tutte le altre feste patronali e religiose della Sicilia, anche della stessa provincia aretusea. Essa presenta difatti caratteristiche sue proprie che la contraddistinguono e non si trovano altrove: è una festa ricchissima di tradizioni antichissime e altamente significative, che è bene conoscere. Ma prima delle tradizioni, da quella più devozionale a quella più folclorica, la cosa più importante, che nessuno può osare sminuire o addirittura negare, è che l’amore sincero, appassionato e smisurato che i siracusani nutrono con tutto il proprio essere nei confronti di S. Lucia non è secondo a quello di nessuno e non deve invidiare quello di nessun altro.

PAROLA DI VITA - DICEMBRE 2009

Seguendo il luminoso esempio della giovane Lucia, nostra patrona, e per vivere bene la sua solenne e gioiosa festa, troviamo nella Parola di Dio, luogo privilegiato della presenza reale di Dio nella nostra storia personale e in quella di tutta l'umanità, la Luce che deve risplendere per la gloria del nostro Padre che è nei cieli. Buona tredicina a tutti!

“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Matteo 5,16)

La luce si manifesta nelle “opere buone”. Essa risplende attraverso le opere buone che compiono i cristiani.
Mi dirai: ma non solo i cristiani compiono opere buone. Altri collaborano al progresso, costruiscono case, promuovono la giustizia…
Hai ragione. Il cristiano certamente fa e deve fare anche lui tutto questo, ma non è solo questa la sua funzione specifica. Egli deve compiere le opere buone con uno spirito nuovo, quello spirito che fa sì che non sia più lui a vivere in se stesso, ma Cristo in lui.
L’evangelista, infatti, non pensa solo a degli atti di carità isolati (come visitare i prigionieri, vestire gli ignudi o come tutte le opere di misericordia attualizzate alle esigenze di oggi) ma pensa all’adesione totale della vita del cristiano alla volontà di Dio, così da fare di tutta la propria vita un’opera buona.
Se il cristiano fa così, egli è “trasparente” e la lode che si darà per quanto compie non arriverà a lui, ma a Cristo in lui, e Dio, attraverso di lui, sarà presente nel mondo. Il compito del cristiano è dunque lasciar trasparire questa luce che lo abita, essere il “segno” di questa presenza di Dio fra gli uomini.

“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”

Se l’opera buona del singolo credente ha questa caratteristica, anche la comunità cristiana in mezzo al mondo deve avere la medesima specifica funzione: rivelare attraverso la sua vita la presenza di Dio, che si manifesta là dove due o tre sono uniti nel suo nome, presenza promessa alla Chiesa fino alla fine dei tempi.
La Chiesa primitiva dava grande rilievo a queste parole di Gesù. Soprattutto nei momenti difficili, quando i cristiani venivano calunniati, allora li esortava a non reagire con la violenza. Il loro comportamento doveva essere la migliore confutazione del male che si diceva contro di loro.
Si legge nella lettera a Tito: “Esorta i più giovani ad essere assennati, offrendo te stesso come esempio in tutto di buona condotta, con purezza di dottrina, dignità, linguaggio sano e irreprensibile, perché il nostro avversario resti confuso, non avendo nulla di male da dire sul conto nostro” .

“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”

E’ la vita cristiana vissuta che è luce anche al giorno d’oggi per portare gli uomini a Dio.
Ti narro un fatterello.
Antonietta è sarda, ma per lavoro s’è portata in Francia, a Grenoble. E’ impiegata in un ufficio dove molti non hanno voglia di lavorare. Poiché è cristiana e vede in ciascuno Gesù da servire, aiuta tutti ed è sempre calma e sorridente. Spesso qualcuno si arrabbia, alza la voce e si sfoga con lei, prendendola in giro: “Giacché hai voglia di lavorare, prendi, batti a macchina anche il mio lavoro!”.
Lei tace e sgobba. Sa che non sono cattivi. Probabilmente ognuno ha i suoi crucci.
Un giorno il capufficio va da lei mentre gli altri sono assenti e le chiede: “Ora mi deve dire come fa a non perder mai la pazienza, a sorridere sempre”. Lei si schermisce dicendo: “Cerco di stare calma, di prendere le cose dal verso buono”.
Il capufficio batte un pugno sulla scrivania ed esclama: “No, qui c’entra Dio sicuramente, altrimenti è impossibile! E pensare che a Dio io non ci credevo!”.
Qualche giorno dopo Antonietta è chiamata in direzione, dove le dicono che sarà trasferita in un altro ufficio “affinché – continua il direttore – lo trasformi come ha fatto con quello dov’è ora”.

“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”

Chiara Lubich