mercoledì 3 dicembre 2008

FESTA DI S. LUCIA 2008 - L'OMAGGIO DELLA SICILIA

Con piacere pubblichiamo la seguente sestina (o sesta rima) siciliana composta quest'anno in onore della nostra Patrona. La sestina è una forma metrico-poetica tipica delle antiche laudi, formata da quattro endecasillabi a rima alternata e un distico di endecasillabi a rima baciata: una forma antica che si sposa con un canto nuovo, per esprimere un amore eterno... quello della devozione a S. Lucia!
C’è ‘n Sicilia ‘na città di gran valuri
ca li biddizzi so nun po’ cuntari.
Venera la so Santa a tutti l’uri,
Siracusa, nun ti la po’ scurdari!
Ne la so terra vinitila a truvari;
Santa Lucia miraculi sa fari.

© Angelo Cacciato
(dal poemetto sacro in musica:
S. Lucia Vergine e Martire,
Ed. Musicali Barvin, Roma 2008)

lunedì 1 dicembre 2008

Parola di Vita - dicembre 2008

"Non sia fatta la mia, ma la tua volontà" (Lc 22,42).
Ricordi? E’ la parola che Gesù rivolge al Padre nel giardino del Getsemani e dà senso alla sua passione, seguita dalla resurrezione. Essa esprime in tutta la sua intensità il dramma che si svolge nell’intimo di Gesù. E’ la lacerazione interiore provocata dalla ripugnanza profonda della sua natura umana dinanzi alla morte voluta dal Padre. Ma Cristo non ha atteso quel giorno per adeguare la sua volontà a quella di Dio. Lo ha fatto tutta la vita. Se questa è stata la condotta di Cristo, questo deve esser l’atteggiamento di ogni cristiano. Anche tu devi ripetere nella tua vita:
"Non sia fatta la mia, ma la tua volontà".
Forse finora non ci hai pensato, anche se battezzato, anche se figlio della Chiesa.Forse hai ridotto questa frase ad una espressione di rassegnazione, che si pronuncia quando altro non si può fare. Ma non è questa la sua vera interpretazione. Stammi a sentire: nella vita puoi scegliere due direzioni: fare la tua volontà o liberamente scegliere di fare la volontà di Dio. Ed avrai due esperienze: la prima, presto deludente, perché ti vuoi arrampicare sul monte della vita con le tue idee limitate, con i tuoi mezzi, con i tuoi poveri sogni, con le tue forze.Di qui, presto o tardi, l’esperienza del tran tran di un’esistenza che conosce la noia, l’inconclusione, il grigiore e, a volte, la disperazione. Di qui una vita piatta, anche se la vuoi rendere colorita, che non soddisfa mai l’intimo più profondo di te. Lo devi confessare, non puoi negarlo. Di qui ancora, alla conclusione, una morte che non lascia traccia: qualche lacrima e l’inesorabile totale universale dimenticanza.La seconda esperienza: quella nella quale ripeti anche tu:
"Non sia fatta la mia, ma la tua volontà".
Vedi: Dio è come il sole. Dal sole partono tanti raggi che baciano ogni uomo. Sono la volontà di Dio su di loro. Nella vita il cristiano, e anche l’uomo di buona volontà, è chiamato a camminare verso il sole, nella luce del proprio raggio, diverso e distinto da tutti gli altri. E compirà il meraviglioso, particolare disegno che Dio ha su di lui.Se anche tu così farai, ti sentirai coinvolto in una divina avventura mai sognata. Sarai attore e spettatore insieme d’un qualcosa di grande, che Dio opera in te e, attraverso te, nell’umanità. Tutto quello che ti succederà, come dolori e gioie, grazie e disgrazie, fatti notevoli (quali successi e fortune, incidenti o morti di cari), fatti insignificanti (come il lavoro quotidiano in casa, in ufficio o a scuola) tutto, tutto acquisterà un significato nuovo perché a te offerto dalla mano di Dio che è Amore. Egli vuole, o permette, ogni cosa per il tuo bene. E se prima lo penserai solo con la fede, poi vedrai con gli occhi dell’anima un filo d’oro legare avvenimenti e cose e comporre un magnifico ricamo: il disegno, appunto, di Dio su di te. Forse questa prospettiva t’attira. Forse vuoi sinceramente dar il più profondo senso alla tua vita. Allora ascolta. Anzitutto ti dirò quando devi fare la volontà di Dio. Pensa un po’: il passato se n’è andato e non puoi rincorrerlo. Non ti resta che metterlo nella misericordia di Dio. Il futuro ancora non c’è. Lo vivrai quando diverrà attuale. In mano hai solo il momento presente. E’ in quello che devi cercare di adempiere la parola:
"Non sia fatta la mia, ma la tua volontà".
Quando vuoi fare un viaggio - e la vita è pure essa un viaggio - stai buono sul tuo sedile. Non ti viene in mente di camminare su e giù per il vagone. Così farebbe chi volesse vivere la vita sognando un futuro che ancora non c’è, o pensando al passato che mai tornerà. No: il tempo cammina da sé. Occorre star fermi nel presente e arriveremo al compimento della nostra vita quaggiù. Mi chiederai: ma come distinguere la volontà di Dio dalla mia?Nel presente non è difficile sapere quale sia la volontà di Dio. Ti indico una via. Ascolta dentro di te: c’è una voce sottile, forse da te soffocata troppe volte e divenuta quasi impercettibile. Ma sentila bene: è voce di Dio. Essa ti dice che quello è il momento di studiare, o di amare chi ha bisogno, o di lavorare, o di superare una tentazione, o di seguire un tuo dovere di cristiano, o un altro di cittadino. Essa t’invita ad ascoltare qualcuno che ti parla in nome di Dio, o ad affrontare con coraggio situazioni difficili… Ascolta, ascolta. Non far tacere quella voce: è il tesoro più prezioso che possiedi. Seguila. Ed allora momento per momento tu costruirai la tua storia, che è storia umana e divina insieme, perché fatta da te in collaborazione con Dio. E vedrai meraviglie: vedrai cosa può operare Dio in una persona che dice, con tutta la sua vita:
"Non sia fatta la mia, ma la tua volontà".

Chiara Lubich

domenica 30 novembre 2008

Tredicina di S. Lucia - 1° giorno

Lucia, bellissima e nobile fanciulla siracusana nata negli ultimi anni del III secolo, grazie alla sapiente formazione cristiana impartitale dalla madre Eutichia sin dalla più tenera età, comprese l'importanza di Dio per la propria vita e senza riluttanza decise fermamente di compiere ben presto una scelta impegnativa e definitiva: consacrarsi totalmente a Dio, con uno slancio generosissimo, prodromo della sua santità e della luminosissima scia che ella avrebbe lasciato per secoli. L'educazione cristiana dei propri figli è un'opera fondamentale e potenzialmente ricchissima di conseguenze impensabili... E' un po' come un sacramento (cioè un modo per rendere visibile Dio) che soltanto i genitori possono amministrare e celebrare, una miniera preziosissima dal profumo sacro: è come se Dio affidasse alle mani dei genitori una parte della santità dei loro figli... Un dono lusinghiero e una grande responsabilità!

FESTA DI S. LUCIA 2008 - IL PROGRAMMA DI BELPASSO

Carissimi, buon inizio di tredicina di S. Lucia a tutti!
Con piacere Vi comunichiamo che è on line il programma ufficiale dei solenni festeggiamenti in onore di S. Lucia che anche quest'anno si tengono a Belpasso (provincia di Catania), città da sempre orgogliosamente posta sotto il celeste patronato della megalomartire siracusana.
Vedi: http://www.santaluciabelpasso.com/.

venerdì 28 novembre 2008

FESTA DI S. LUCIA 2008 - POESIA E MUSICA


Carissimi amici, la nostra Redazione è molto fiera e lusingata di essere stata contattata direttamente dal poeta e musicista siciliano Angelo Cacciato, il quale, in occasione della festa di S. Lucia di quest'anno, pubblica il suo poemetto in forma di sacra rappresentazione dal titolo S. Lucia Vergine e Martire, costituito da 304 (come l'anno del martirio di S. Lucia) versi endecasillabi in lingua siciliana e suddivisi in ottava rima (metro tipico della poesia epica) intonati su melodie originali ispirate al repertorio gregoriano e folclorico. Con quest'opera, veramente pregevole sotto il profilo artistico e profondamente ammirevole sotto quello devozionale, l'estro e il talento dell'artista ennese fanno rivivere l'antica tradizione della composizione ed esecuzione di sacre rappresentazioni in onore di S. Lucia che nel corso dei secoli hanno adeguatamente solennizzato la festa della patrona di Siracusa. Questa cantata sacra dialettale, che può degnamente inserirsi nel solco dei più suggestivi momenti storici della festa di S. Lucia, merita ogni più entusiastica segnalazione e a ragione se ne può auspicare una rappresentazione a Siracusa in occasione di prossimi festeggiamenti luciani: col sapore e il colore unico della lingua siciliana, congiunti all'immenso potenziale espressivo della musica, Angelo Cacciato ha ripercorso in modo mirabile la vita di S. Lucia descrivendola con accenti davvero emozionanti.
La prima esecuzione assoluta della cantata avverrà il prossimo 6 dicembre a Roma, nella chiesa della venerabile Arciconfraternita S. Maria Odigitria, in via del Tritone 82.
Grazie alla pubblicazione e diffusione editoriale è possibile leggere l'ispirato libretto e ascoltare le sue musiche, incise su CD.
Pubblichiamo qui di seguito, a mo' di approfondimento, il curriculum ufficiale dell'Autore:
Angelo Cacciato, dopo gli studi umanistici, filosofici, musicali e teologici nelle Scuole Episcopali di Piazza Armerina e di Palermo, si laurea in Sociologia a Roma (1977) e in Musicologia a Bologna (1984). Conseguiti gli studi presso il Conservatorio e l’Istituto di Musica Sacra a Roma, fonda (1984) l’Accademia Musicale Mozart di Ostia, di cui è direttore fino al 1992. Compone e dirige un Musical su S. Agostino, in occasione della venuta di S. S. Giovanni Paolo II nella Parrocchia di S. Monica a Ostia nel 1982. Per la RAI e per Nova Radio Roma (Ediz. Paoline) realizza e conduce servizi radiofonici: Il Bel canto; Teatro in musica; La Musica raccontata attraverso i suoi capolavori. Dal 2003 al 2006 all’Università di Roma insegna Musica, Teatro e Moda ed è direttore artistico della rivista “Freetime”. Dal ’93 presso l’Istituto del S. Raffaele di Roma collabora col Prof. Salvatore Giaquinto conducendo una ricerca sperimentale sulla “Musicoterapia in Riabilitazione” pubblicata dal British Journal of Nursing.
Ha pubblicato, oltre a numerosi articoli su varie riviste: Canti del folklore Siciliano (ERREFFE 1996); S. Felice da Nicosia (ERREFFE 2000); Poesia, Metrica e Generi Letterari (LA SAPIENZA, 2004); Epopea siciliana (LA SAPIENZA, 2005); Effects of music-based therapy on distress following knee arthroplasty (British Journal of Nursing, 25-5-2006). S. Giovanni di Dio consolatore poemetto religioso (Reg. Sicilia 2006); S. Cataldo (Reg. Sicilia 2007).
Tra le pubblicazioni in CD.: Rigina di li terri (ERREFFE, Roma 1993); Io e te Sposi (ERREFFE 1994); La mia prima Comunione (ERREFFE 1994); La musica del Rito Nuziale nella Tradizione Classica (ERREFFE 1995); Miti, leggende e storie di Sicilia (Spoleto 1998); Beato Felice da Nicosia (ERREFFE 2000); Le stagioni, canti mediterranei (Ed. Domani Musica col contributo dell’IMAIE, Roma 2007).
Prossime pubblicazioni: I Normanni in Sicilia; Yo soy la pefecta siempre Virgen.
Le sue pubblicazioni sono reperibili presso la Libreria Edit. La Sapienza, V.le Ippocrate 158, Roma. Tel. 06 4452 786.
Info: 06.5612970 - Cell. 333.5092.807 - E Mail ac.uniroma1@fastwebnet.it

venerdì 21 novembre 2008

FESTA DI S. LUCIA 2008 - IL PRIMO EVENTO


Carissimi amici di Santa Lucia, torna finalmente - dopo trepidante attesa - la festa della nostra amatissima patrona! Sta per terminare infatti il conto alla rovescia per l'inizio dei festeggiamenti, che quest'anno a Siracusa partono già alla grande: l'inizio verrà infatti anticipato di un giorno, il che vuol dire che quest'anno festeggeremo Lucia un giorno in più!!! Non solo... l'evento inaugurale, che si svolgerà tra circa una settimana, sabato 29 novembre alle ore 15.30, consiste in una bellissima novità: un incontro tra i giovani e il nostro nuovo arcivescovo, mons. Salvatore Pappalardo, sul tema "Debitori di Luce", ispirato alla nostra Santa! L'incontro si svolgerà in un luogo speciale: la basilica di Santa Lucia al Sepolcro, che sorge proprio nel punto in cui Lucia subì il martirio e venne sepolta. Un appuntamento veramente importante, al quale è bene non mancare!!! L'indomani, domenica 30 novembre, inizierà la tradizionale "tredicina" di preparazione alla solennità del 13 dicembre. Buonissima festa di Santa Lucia a tutti!

giovedì 13 novembre 2008

Una preghiera al mese - novembre 2008

Ciao a tutti! Eccoci ritornati per il nostro atteso e irrinunciabile appuntamento con la rubrica "Una preghiera al mese", con la quale ci proponiamo di offrire sempre nuovi spunti ai devoti nell'elevare i loro canti d'amore alla nostra amatissima Santa Lucia. Oggi è il 13 novembre... esattamente tra un mese tornerà la solennità di Santa Lucia nel giorno anniversario del Suo glorioso martirio! Già alla fine di questo mese, precisamente il 30 novembre, inizieremo il tradizionale periodo di adeguata preparazione spirituale a tale ricorrenza, con la "tredicina" in onore della Santa. Non trascuriamo di viverla bene e da veri devoti, cioè accostandoci con fede ai sacramenti della Riconciliazione (confessione) e dell'Eucaristia (comunione), curando alla perfezione le nostre pratiche di pietà e l'esercizio delle virtù, cercando soprattutto di puntare a vivere il Vangelo: è il miglior modo per rendere contenta di noi Santa Lucia!
Bellissima è la preghiera che abbiamo scelto per questo mese: una novena che ripercorre nelle sue invocazioni i vari momenti della vita di Lucia, quasi una sorta di meditazione e contemplazione delle meraviglie che Dio ha voluto compiere in Lei, motivo per cui ad ogni invocazione segue inevitabilmente una glorificazione della Santissima Trinità:

1° giorno. O gloriosa Santa Lucia, che fin dalla vostra prima età corrispondeste docilmente all'educazione cristiana, che vi diede la piissima madre vostra, otteneteci di apprezzare, fra le tenebre dell'attuale mondo pagano, il gran dono della fede.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
2° giorno. O gloriosa Santa Lucia, che meritaste di godere durante le vostre preghiere dell'apparizione di Sant'Agata, ottenete a noi pure di ricorrere con uguale fiducia al patrocinio dei Santi ed al vostro in particolare e godere così gli effetti della vostra intercessione.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
3° giorno. O gloriosa Santa Lucia, che rinunciaste in favore dei poveri alla ricca eredità paterna, otteneteci di vivere staccati dai beni del mondo e di aiutare con generosità tutti i fratelli che soffrono.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
4° giorno. O gloriosa Santa Lucia, che rinunziando alle nozze terrene, consacraste la vostra verginità allo Sposo celeste, Gesù Cristo, otteneteci di vivere sempre uniti al Signore, seguendo gli insegnamenti del santo Vangelo.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
5° giorno. O gloriosa Santa Lucia, per quella fede ammirabile mostrata quando diceste davanti al tiranno che nessuno avrebbe potuto togliervi lo Spirito Santo che abitava nel vostro cuore come un tempio, otteneteci dal Signore di vivere sempre nella sua Grazia e di fuggire tutto quello che potrebbe causarci una perdita così grave.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
6° giorno. O gloriosa Santa Lucia, per quell'amore che ebbe per voi il vostro sposo Gesù Cristo, quando con un miracolo vi rese immobile, malgrado tutti gli sforzi dei vostri nemici per trascinarvi in luogo di peccato e di infamia, otteneteci la grazia di non cedere mai alle tentazioni del mondo, del Demonio e della carne, e di combattere i loro assalti con la mortificazione e l'unione con Dio.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
7° giorno. O gloriosa Santa Lucia che aveste la grazia di prevedere la vittoria della Chiesa dopo le persecuzioni dei primi secoli, otteneteci che la santa Chiesa ed il Papa, fatti ancora oggi segno di terribili lotte, riportino gloriosa vittoria su tutti i nemici di Dio.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
8° giorno. O gloriosa Santa Lucia per quell'ardente amore che aveste verso Gesù quando sacrificaste la vostra vita, come martire, quando vi furono cavati gli occhi, otteneteci la grazia di un perfetto amore al Signore e di sostenere ogni avversità piuttosto che diventare infedeli al nostro divin Redentore.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
9° giorno. O gloriosa Santa Lucia, che ora godete in Cielo il volto splendente di Dio, ottenendo grandi grazie a chi vi invoca con fiducia, ottenete a tutti noi non solo la protezione per gli occhi del corpo, ma specialmente la vera luce agli occhi dello spirito.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
Prega per noi, gloriosa Santa Lucia
perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo. Riempi di gioia e di luce il tuo popolo, o Signore, per l'intercessione gloriosa della santa vergine e martire Lucia, perché noi, che festeggiamo la sua nascita al cielo, possiamo contemplare con i nostri occhi la tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen

sabato 8 novembre 2008

S. Lucia accoglie il nuovo arcivescovo della Sua città!

Notizia straordinaria! Domani, domenica 9 novembre 2008, in concomitanza con la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal nuovo arcivescovo metropolita di Siracusa S. E. mons. Salvatore Pappalardo in occasione del suo insediamento nella nostra Chiesa, ci sarà un'esposizione eccezionale del venerato e taumaturgo simulacro-reliquiario argenteo di Santa Lucia, nella cappella a Lei dedicata in duomo. E' stato proprio il presule - appena giunto nel capoluogo aretuseo - a desiderare e richiedere fortemente tale eccezionale esposizione, e la deputazione cui compete il culto ufficiale della Santa nella cattedrale ha di buon grado accolto tale pia e devota istanza. Con il cuore colmo di gioia e orgoglio, noi devoti della gloriosa martire siracusana abbiamo appreso esultanti la notizia dell'evento, e diamo appuntamento a tutti a domani, per stringerci attorno al nostro nuovo Pastore e celebrare insieme l'Eucaristia, sotto lo sguardo e la protezione dell'amatissima patrona Lucia, il cui simulacro rimarrà esposto per l'intera giornata. E' giusto e bello che questa grande festa siracusana si svolga con la visibile presenza di Lei, che non può mai mancare nei momenti più importanti della nostra vita! Ancora benvenuto tra noi, mons. Pappalardo!

sabato 1 novembre 2008

TUTTI SANTI!

Carissimi amici, innanzi tutto AUGURI di vero cuore a tutti Voi per la festa di tutti i santi!
Sì, auguri, come si dice quando ricorre un compleanno o un onomastico, perché anche voi, anche noi, tutti possono sentirsi festeggiati oggi: è volontà di Dio la nostra santificazione e Dio ci ha resi concittadini dei santi, dice la Scrittura.
I nostri difetti, le nostre miserie, persino i nostri peccati non possono costituire ostacolo alla nostra possibilità - che poi è anche un nostro dovere - di farci santi.
Auguri, perciò, di santità: e se l'impresa sembra troppo difficile, proponiamoci di diventare santi insieme, sostenendoci e aiutandoci a vicenda, con l'edificazione reciproca ... sarà più facile!

Domani la Chiesa, nel ricordo vivo e grato a Dio di tutti i defunti, che sentiamo ancora vivi grazie alla comunione dei Santi e perché sono uniti a noi come Chiesa purgante e Chiesa trionfante, ci farà riflettere sul mistero della morte.
Gesù, nel Vangelo, ci dice che da questo riconosceranno che siamo Suoi discepoli: se siamo pronti a morire gli uni per gli altri. Non si muore e basta, quindi, ma si deve essere pronti a morire per i fratelli.

Padre Raniero Cantalamessa, predicatore pontificio, nella sua omelia odierna propone una stupenda e commovente preghiera, che ci aiuterà domani a meditare su come si muore in Dio, spiegando:

"La fede non esenta i credenti dall'angoscia di dover morire, essa però la tempera con la speranza. Il prefazio della Messa di domani dice: "Se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consola la speranza dell'immortalità futura". A questo proposito c'è una testimonianza sconvolgente situata anch'essa in Russia. Nel 1972 su una rivista clandestina fu pubblicato un testo. Si tratta di una preghiera trovata nel taschino della giubba del soldato Aleksander Zacepa, composta pochi istanti prima della battaglia in cui perse la vita nella seconda guerra mondiale. Dice:

Ascolta, o Dio!
Non una volta nella mia vita ho parlato con te, ma oggi mi vien voglia di farti festa.
Sai, fin da piccolo mi hanno sempre detto che non esisti... io stupido ci ho creduto.
Non ho mai contemplato le tue opere, ma questa notte ho guardato dal cratere di una granata al cielo di stelle sopra di me e affascinato dal loro scintillare, ad un tratto ho capito come possa esser terribile l'inganno...
Non so, o Dio, se mi darai la tua mano, ma io ti dico e tu mi capisci...
Non è strano che in mezzo a uno spaventoso inferno mi sia apparsa la luce e io abbia scorto te?
Oltre a questo non ho nulla da dirti. Sono felice solo perché ti ho conosciuto.
A mezzanotte dobbiamo attaccare, ma non ho paura, tu guardi a noi.
E' il segnale! Me ne devo andare. Si stava bene con te.
Voglio ancora dirti, e tu lo sai, che la battaglia sarà dura: può darsi che questa notte stessa venga a bussare da te.
E anche se finora non sono stato tuo amico, quando verrò, mi permetterai di entrare?
Ma che succede, piango?
Dio mio, tu vedi quello che mi è capitato, soltanto ora ho incominciato a veder chiaro...
Salve, mio Dio, vado... difficilmente tornerò. Che strano, ora la morte non mi fa paura". (fonte: www.zenit.org)

Parola di Vita - novembre 2008

“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Luca 9,23)
Non credere che, perché sei nel mondo, tu possa nuotarvi come un pesce nell’acqua.
Non credere che, perché il mondo t’entra in casa attraverso certe radio e la televisione, tu sia autorizzato ad ascoltare ogni programma o a vedere ogni trasmissione.
Non credere che, perché giri per le strade del mondo, tu possa guardare impunemente tutti i manifesti e possa comprarti dal giornalaio o in libreria qualsiasi pubblicazione indiscriminatamente.
Non credere che, perché sei nel mondo, ogni maniera di vivere del mondo possa essere tua: le facili esperienze, l’immoralità, l’aborto, il divorzio, l’odio, la violenza, il furto.
No, no. Tu sei nel mondo. E chi non lo vede?
Ma tu non sei del mondo[1].
E questo comporta una grande differenza. Questo ti classifica fra coloro che si nutrono non delle cose che sono del mondo, ma di quelle che ti sono espresse dalla voce di Dio dentro di te. Essa è nel cuore di ogni uomo e ti fa entrare - se l’ascolti - in un regno che non è di questo mondo, dove si vivono l’amore vero, la giustizia, la purezza, la mansuetudine, la povertà, dove vige il dominio di sé.
Perché molti giovani scappano nell’Oriente, come ad esempio nell’India, per trovare un po’ di silenzio e cogliere il segreto di certi grandi spirituali che, per la lunga mortificazione del loro io inferiore, lasciano trasparire un amore (…) che impressiona tutti quelli che li avvicinano?
E’ la reazione naturale al baccano del mondo, al chiasso che vive fuori e dentro di noi, che non lascia più spazio al silenzio per udire Dio.
Ahimè! Ma occorre proprio andare in India, quando da duemila anni Cristo ti ha detto: “rinnega te stesso… rinnega te stesso…”?
Non è del cristiano la vita comoda e tranquilla; e Cristo non ha chiesto e non ti chiede di meno, se lo vuoi seguire.
Il mondo t’investe come un fiume in piena e tu devi camminare contro corrente. Il mondo per il cristiano è una fitta boscaglia nella quale bisogna vedere dove mettere i piedi. E dove vanno messi? In quelle orme che Cristo stesso ti ha segnato passando su questa terra: sono le sue parole. Oggi Egli ti ridice:
“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso…”.
Ciò t’esporrà forse al disprezzo, alla incomprensione, agli scherni, alla calunnia; ciò t’isolerà, t’inviterà ad accettare di perdere la faccia, a lasciare un cristianesimo alla moda.
Ma c’è di più:
“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”.
Che tu lo voglia o no, il dolore amareggia ogni esistenza. Anche la tua. E piccoli e grandi dolori arrivano tutti i giorni.
Vuoi scansarli? Ti ribelli? Suscitano in te l’imprecazione? Non sei cristiano.
Il cristiano ama la croce, ama il dolore, pur in mezzo alle lacrime, perché sa che hanno valore. Non per nulla fra gli innumerevoli mezzi che Dio aveva a sua disposizione per salvare l’umanità, ha scelto il dolore.
Ma Lui - ricordatelo - dopo aver portato la croce ed esservi stato inchiodato, è risorto.
La risurrezione è anche il tuo destino[2], se anziché disprezzare il dolore che ti procura la tua coerenza cristiana e quanto altro la vita ti manda, saprai accettarlo con amore. Sperimenterai allora che la croce è via, sin da questa terra, ad una gioia mai provata; la vita della tua anima comincerà a crescere: il regno di Dio in te acquisterà consistenza e fuori il mondo man mano scomparirà ai tuoi occhi e ti parrà di cartone. E non invidierai più nessuno.
Allora ti potrai chiamare seguace di Cristo:
“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”.
E, come Cristo che hai seguito, sarai luce e amore per le piaghe senza numero che lacerano l’umanità di oggi.

Chiara Lubich

[1] Cf Giovanni 17,14.
[2] Cf Giovanni 6,40.

domenica 19 ottobre 2008

La poesia di un innamorato di S. Lucia - III parte

A partire dall’iniziale maiuscola in rosso, l’espressione Syrakousaion he lamprà (polis), cioè “l’illustre città dei siracusani”.

CANONE DI S. BARTOLOMEO IN ONORE DI S. LUCIA

Acrostico: Te canto, che hai il nome sinonimo di luce.

Ode I
Irmo: Risplendente per il fulgore della verginità e rivestita della porpora cruenta del martirio, o Lucia, tu che hai il nome da luce, siedi alla destra del Re, come una bellissima regina.
Tropario II: Fortificata nell’animo dalla virtù della croce, o martire Lucia, tu rintuzzasti virilmente i vani assalti dell’errore e divenisti torre incrollabile di amore verso Dio e protettrice di quanti ti lodano con cuore sincero.
Tropario III: Come già tu facesti ristagnare il flusso di sangue nella madre tua, così in virtù delle tue preghiere, o vaga vergine, arresta i flussi sensuali delle mie passioni e mondami con la pioggia delle lagrime della divina contrizione, affinché io degnamente ti glorifichi.
Mariale: Nel vederti, o Vergine, nella tua icone santissima, sorreggere nelle tue verginali mani Colui che con le sue mani divine regge l’universo, divenuto bambino per la salvezza degli uomini, con amore irresistibile ti glorifichiamo e con tutta pietà baciamo la tua immagine.

Ode III
Irmo: Sei tutto dolcezza e tutto desiderabile, o Verbo di Dio; e tutta olezzante degli odori dei Tuoi profumi celesti la pura colomba Lucia rinunziò alla ricchezza, alle gioie, alla gloria ed al mortale sposo terreno.
Tropario II: O gloriosa e santa Lucia, l’illustre città di Siracusa ti onora come un giglio fragrante, adornata come sei dalla vaghezza della verginità; con essa e con il tuo martirio profumi l’universo.
Tropario III: Libera, o vergine, dalle tentazioni, dai peccati e dalle tribolazioni, quanti celebrano con amore la tua santa, gloriosa ed insigne memoria; rendili partecipi con le tue preghiere della eterna gloria.
Mariale: Nel contemplarti, o Vergine, nella tua immagine, sorreggente nelle tue braccia bambino Colui che sorregge tutto l’universo, non posso contenermi dal salutarla, e dal pregarti a farmi compiere la volontà del tuo Figlio.

[Kathisma: Adorna della vaghezza della verginità, risplendente per la palma del martirio, come colomba immacolata volasti ed ascendesti nel più alto dei cieli, o eroica martire Lucia, perciò prega per noi il Signore.]

Ode IV
Irmo: Dopo aver rifornito la tua lampada, o martire, con l’olio della tua verginità, con gioia entrasti nel banchetto nuziale celeste.
Tropario II: O vaghissima vergine, con le mistiche ali splendenti del biondo oro della carità, volasti come bellissima tortorella al Cielo.
Tropario III: Fondata sulla pietra della fede, o martire, tu resti inconcussa con la divina grazia, atterrando le mura dell’errore.
Tropario IV: O vaghissima vergine, ottenebrato dai malvagi pensieri ed ognora oscurato dalla nebbia delle passioni, illuminami colle irradiazioni luminose delle tue preghiere.
Mariale: In te, o Sposa divina, ho posto tutta la mia speranza; con la tua misericordiosa bontà custodiscimi sotto la tua protezione.

Ode V
Irmo: Tutta infiammata dal fuoco d’amore dello Sposo celeste, con le effusioni del tuo sangue tu spegnesti i carboni ardenti dell’errore.
Tropario II: Con lo splendore vaghissimo della verginità, o eroina Lucia, tu accecasti i tuoi nemici, che bramavano macchiare la tua purezza verginale.
Tropario III: Come già facesti cessare il flusso del sangue della tua madre, o gloriosa e celeberrima Lucia, così ora dissecca i flussi delle mie passioni.
Mariale: Rifugio dei peccatori, speranza dei disperati, aiuto degli oppressi, salva, o Madre di Dio, i tuoi servi.

Ode VI
Irmo: Tutta splendente delle divine irradiazioni luminose del Sole spirituale spuntato dalla Vergine, Gesù Cristo, tu, o gloriosa Lucia, fugasti le tenebre del politeismo ed illuminasti le anime dei fedeli.
Tropario II: Ripiena delle effusioni vivificanti dello Spirito Santo, con la sapienza del tuo discorso confondesti Pascasio, e lo svergognasti, riportando, o pura e vaga vergine, la corona della vittoria.
Tropario III: Facesti disseccare i germogli dell’ateismo, sospirando ardentemente l’Albero della Vita Cristo, o eroina Lucia; pregaLo ora che faccia degni della vita eterna noi che ti lodiamo con cantici.
Mariale: Ecco che ora i prìncipi del mondo si prostrano davanti a te, o misericordiosa immacolata, poiché tu hai partorito Dio, datore di ogni bene.

Ode VII
Irmo: O celeberrima Lucia, accesa dell’amore di Dio nel tuo cuore, tu rimanesti intatta come i tre fanciulli in mezzo alle fiamme, mentre esultante di gioia con amore cantavi: benedetto il Dio dei padri nostri.
Tropario II: O Lucia, che hai nome da luce, che sei ripiena della luce divina, e godi della luce della Santissima Trinità, illumina me ottenebrato dalle tenebre del peccato ed in pericolo (di perdermi), e salvami con le tue preghiere.
Mariale: O Signora, dispensa la tua grazia a quanti ti lodano e venerano con acceso amore la tua santissima e divina icone e con fede glorificano il tuo Figlio nelle due nature.

Ode VIII
Irmo: La vergine Agata lottando virilmente divenne la difesa e la custodia della città di Catania; tu di poi, o celeberrima Lucia, divenisti irremovibile muraglia e torre di bontà per la città di Siracusa, che canta: o popoli, esaltate Cristo per tutti i secoli.
Tropario II: Mostrando il coraggio dei martiri, o beatissima eroica Lucia, avendo confuso i ministri dell’impudicizia, tu rimanesti irremovibile nella verginità. Percossa dalla spada del carnefice e refiziata santamente coi Sacri Misteri, tu deponesti il tuo spirito nelle mani del tuo Creatore.
Tropario III: I cori dei vergini splendidamente accolsero te, vergine bella ed immacolata, purissima, inviolata ed incorrotta, nei luminosi tabernacoli celesti, ove ti introdussero le schiere degli angeli, coi quali incessantemente canti: o sacerdoti, lodate, o popoli, esaltate Cristo per tutti i secoli.
Tropario IV: Con le tue sante preghiere, o santa Lucia, vivifica, rialza e risana me che sono ferito dagli stolti ed impuri pensieri, caduto nelle colpe ed ucciso dalle passioni; mentre con amore canto: o sacerdoti, lodate, o popoli, esaltate Cristo per tutti i secoli.
Mariale: Il Divino Signore senza lasciare il seno del Padre, si fa vedere bambino nelle tue braccia, o immacolata; pregaLo incessantemente che salvi coloro che a te con fede cantano: o fanciulli, benedite, o sacerdoti, lodate, o popoli, esaltate Cristo per tutti i secoli.

Ode IX
Irmo: O combattitrice Lucia, ascendendo la scala delle sante virtù, tu raggiungesti il glorioso vertice del martirio, ed ora dimori dove sono i cori dei martiri, gli spiriti dei giusti e le schiere dei vergini, impetrando alle anime nostre il perdono.
Tropario II: Sei tutto dolcezza e tutto desiderabile e tutto diletto, o Verbo di Dio, e di Te solo desiderosa la Tua sposa eletta Lucia disprezzò tutti i beni terreni, mentre con fede a Te canta: o Sposo immortale, Te solo io bramo e la Tua dolcezza io sospiro.
Tropario III: Spezza, te ne prego, o sposa di Cristo, le catene dei miei peccati, e fuga la notte profondissima della mia mente, e come colei il cui nome è sinonimo di luce, illuminami con le tue preghiere portatrici di luce, facendomi degno del Regno dei Cieli.
Tropario IV: O Cristo, Sole che mai tramonti, per le sante preghiere dei Tuoi martiri Eustrazio, Aussenzio, Oreste, Eugenio e Mardonio, e per le preci illuminanti della Tua martire Lucia, abbi misericordia di quanti con fede adorano la Tua potenza.
Mariale: O Verbo di Dio, noi veneriamo nella sua santa icone la Tua Vergine Madre sorreggenteTi nelle sue braccia bambino per noi, e Ti supplichiamo, per la sua intercessione, di farci degni di custodire il giglio verginale e di glorificarTi (in cielo) tra i cori dei vergini.

Icona realizzata da Cristina Capella (vedi: http://www.arteikon.it/).

sabato 18 ottobre 2008

La poesia di un innamorato di S. Lucia - II parte

Nella riga centrale, l’espressione Loukias tes martyros, cioè “della martire Lucia”.

Curiosando tra i numerosi manoscritti greci di epoca medievale custoditi nella biblioteca dell’abbazia di Grottaferrata, se ne incontra uno, copiato nel 1265 dal monaco amanuense Macario Regino, che contiene gli inni del mese di dicembre e appartiene ad una serie di volumi dedicati ognuno alle feste di un mese dell’anno (e per questo detti in greco menei): in esso è possibile trovare il testo dell’inno composto da S. Bartolomeo in onore della nostra S. Lucia, purtroppo non accompagnato dai segni indicanti le note musicali della melodia. Come la maggior parte dei canoni, anche questo è privo della seconda ode, che dovendo essere abbinata ad un cantico biblico di carattere penitenziale, veniva in genere eliminata insieme ad esso in occasione di ricorrenze festive: differente è il caso del canone composto per S. Lucia dal siracusano S. Metodio I, patriarca di Costantinopoli, e tramandato in un altro codice di Grottaferrata, in cui la seconda ode è presente.
Secondo una prassi molto consueta nelle composizioni poetico-musicali bizantine, il titolo posto all’inizio di questo canone luciano (così come di quello di Metodio appena citato) è un acrostico, cioè è ottenuto affiancando nell’ordine le lettere iniziali di tutti i tropari del canone (ad esclusione di quelli mariani, di cui parleremo immediatamente sotto). Non occorre dire che, nella traduzione italiana, si perde purtroppo questo abile artificio letterario adoperato nell’originale greco.
Infine, segnaliamo che l’ultimo tropario di ciascuna ode, qui come in molti altri canoni bizantini, è dedicato alla Madonna: questo testimonia l’intensa e diffusa devozione mariana maturata nel mondo bizantino, i cui segni sono assai presenti in ogni momento liturgico, sia nelle ore dell’ufficio che nella celebrazione eucaristica. Di Bartolomeo in particolare, autore di questo canone, si tramanda che fosse profondamente devoto alla Vergine Maria e la invocasse spesso soprattutto per la protezione della virtù monastica della purezza e della castità, così come del resto egli fa anche nei confronti di S. Lucia, nelle strofe a lei dedicate, ammirandone ed esaltandone ripetutamente la verginità. Nei tropari mariani, inoltre, compaiono reiterate allusioni ad un’icona della Madonna, della quale Bartolomeo sembra letteralmente innamorato e della cui visione sembra incantarsi ogni volta: egli si riferiva ad una tavola di soggetto mariano che, in genere sempre presente nelle chiese bizantine, non poteva mancare proprio nella basilica criptense dedicata alla Theotokos. Ancora oggi troneggia al centro del coro della basilica un’antichissima icona di scuola cretese, davvero incantevole, molto venerata e amata dai fedeli dell’intera popolazione di Grottaferrata e dai pellegrini provenienti da ogni dove. In essa, secondo la tipologia iconografica dell’Odigitria, la Madonna guarda amorevolmente e indica con la mano il Bambino che porta in braccio, come Colei che ci conduce a Gesù.
Nel prossimo post, finalmente, vi offriremo il testo del canone di S. Bartolomeo per S. Lucia, nella traduzione italiana di Germano Giovanelli, pubblicata nel 1955 (IX centenario della morte di S. Bartolomeo) sul volume Gli inni sacri di S. Bartolomeo juniore alle pagg. 338-342. (continua)

© 2008 - Carlo Fatuzzo, per "Amici di Santa Lucia"

Icona di S. Maria di Grottaferrata.

venerdì 17 ottobre 2008

La poesia di un innamorato di S. Lucia - I parte


«Con la tua verginità e il tuo martirio profumi l’universo».
Il canone di S. Bartolomeo in onore di S. Lucia

Affacciandosi dai colli dei Castelli Romani, al crepuscolo, migliaia di luci si accendono all’orizzonte, segnalando la grandiosa presenza di Roma ai propri piedi, che si distende immensa giù a valle: siamo nel territorio dell’antica città latina di Tusculum, tra i resti della villa di Cicerone e le catacombe ad decimum, precisamente a Grottaferrata. La località deve il suo nome ad una crypta ferrata, cioè una piccola grotta - antichissima - con una grata di ferro al suo ingresso. Da questa modesta cameretta eponima si è dipanata una lunga storia: intorno ad essa, nel 1004, l'abate calabrese S. Nilo costruì un'abbazia per accogliere la numerosissima comunità di monaci di lui appena fondata. Il 17 dicembre 1024, poi, il papa Giovanni XIX consacrò a Maria Theotokos (Madre di Dio) la basilica del monastero, eretta proprio su quella prima grotta. La comunità di questi monaci di provenienza italo-greca è tuttora vivente e, resistendo tenacemente agli impetuosi venti scismatici che ruppero l'unità tra cristiani d'Oriente e d'Occidente, mantiene intatte da sempre le sue peculiarità: da un lato la confessione cattolica e la piena fedeltà alla Chiesa romana, dall'altro la spiritualità del monachesimo orientale e il rito bizantino (oggi officiato sia in greco che in italiano).
Qui visse S. Bartolomeo, detto “il giovane” per distinguerlo da altri santi omonimi (primo fra tutti l’apostolo di Gesù). Nato a Rossano Calabro (Cosenza) nel X secolo, divenne monaco, discepolo prediletto di S. Nilo, confondatore dell’abbazia di Grottaferrata e suo egumeno (cioè abate) dopo la morte del maestro. Bartolomeo si dedicò alla copiatura di numerosi codici pergamenacei nel laborioso scriptorium sorto in seno all’abbazia, compose la biografia di S. Nilo, il typikon (regolamento liturgico) proprio del monastero criptense (parzialmente riformato dall’abate Biagio II nel 1300) e in particolare primeggiò tra gli altri confratelli nella creazione di componimenti poetici e musicali da destinare all’ufficiatura con la quale venivano scandite le ore diurne e notturne della vita quotidiana del suo cenobio. Bartolomeo seguì così l’esempio delle celebri scuole innografiche bizantine dei secoli immediatamente precedenti, che ebbero come centri di propulsione Gerusalemme (scuola sabaitica, in cui si distinsero S. Andrea di Creta e S. Giovanni Damasceno), Costantinopoli (scuola studita, in cui si distinsero S. Romano il Melode e S. Teodoro Studita) e l’Italia meridionale (scuola calabro-sicula, in cui si distinsero soprattutto diversi siracusani, tra i quali S. Giuseppe l’Innografo e il patriarca di Costantinopoli S. Metodio). Per esprimere in modo significativo il notevole talento poetico di Bartolomeo, egli venne ben presto rassomigliato proprio al nostro concittadino Giuseppe, invero sempre universalmente riconosciuto come uno tra i maggiori poeti sacri bizantini (appunto “l’Innografo” per antonomasia).
Molti inni composti – ovviamente in greco – da Bartolomeo sono tramandati in alcuni manoscritti ancora oggi conservati nella biblioteca dell’abbazia, nel frattempo divenuta Biblioteca Nazionale e ormai direttamente dipendente dal Ministero dei Beni culturali e librari: tra di essi, vi è anche un meraviglioso inno in onore di S. Lucia appartenente al genere poetico-musicale del canone. Il canone è una forma innografica tipica dell’ufficio di rito bizantino, generalmente eseguita durante l’orthros (mattutino), più raramente durante l’apodeipnon (compieta) o il mesonyktikon (ufficio di mezzanotte), ed è costituito da 9 sezioni dette odi, a loro volta formate da un numero variabile di tropari (strofe) eseguiti tutti sulla medesima melodia del primo di ogni ode, detto irmo (modello metrico-ritmico-melodico). L’origine dei canoni risiede nel desiderio di protrarre la meditazione dei cantici biblici durante la preghiera liturgica attraverso il canto di componimenti poetici originali che fungessero da commento ai cantici stessi e possibilmente li armonizzassero con le tematiche della ricorrenza liturgica del giorno. I 9 cantici biblici che ispirarono la composizione dei canoni innografici sono tutti tratti dall’Antico Testamento (precisamente: Esodo 15,1-19; Deuteronomio 32,1-43; 1 Re 2,1-10; Abacuc 3,2-19; Isaia 26,9-20; Giona 2,3-10; Daniele 3,26-56; Daniele 3,57-88) ad esclusione dell’ultimo, che è l’unico tratto dal Nuovo Testamento, cioè il Magnificat o cantico della Madre di Dio (Luca 1,47-55) immediatamente unito al Benedictus o cantico di Zaccaria (Luca 1,68-79). (continua)

© 2008 - Carlo Fatuzzo, per "Amici di Santa Lucia"

lunedì 13 ottobre 2008

Una preghiera al mese - ottobre 2008

Come sentito e affettuoso omaggio al nostro amato pastore mons. Giuseppe Costanzo, che anche sul nostro blog abbiamo salutato e ringraziato per il suo servizio paterno presso la Chiesa siracusana, riproponiamo oggi la preghiera che egli stesso aveva composto in occasione del XVII centenario del martirio di Santa Lucia, nel 2004:

Santa Lucia, donaci occhi nuovi. Spesso crediamo di vedere, e siamo ciechi. Accecati dalla superbia, dall'invidia, dall'odio, dalle passioni che ci impediscono di vedere. O cara nostra patrona, apri i nostri occhi sulla povertà, sulla miseria, sulle ingiustizie dei nostri giorni e donaci determinazione e coraggio di andare contro corrente - se occorre - affinché nessun Lazzaro resti ad attendere invano un tozzo di pane dietro l'uscio di casa del ricco. Riempi di luce i nostri occhi, perché possiamo "valutare con sapienza i beni della terra, nella continua ricerca dei beni del cielo". Insegnaci, su tuo esempio, a condividere i beni con chi è povero e disperato. Fa' che nessuno di noi si rassegni ad essere felice da solo. O Lucia, cara vergine siracusana, ottieni occhi puri che sappiano vedere nel corpo uno stupendo dono di Dio, sua abitazione, suo tempio, degno quindi di grandissimo rispetto e venerazione. Non qualcosa da idolatrare o da disprezzare, ma da amare e valorizzare. O Lucia, modello di fortezza e di fedeltà, donaci occhi che sappiano vedere lontano: oltre la sofferenza che ci affligge, oltre il dolore che ci torchia, oltre l'apparente fallimento che ci umilia. Occhi levati sempre in alto, da dove ci verrà l'aiuto; occhi purificati dal pianto, che è promessa di raccolto abbondante; occhi pieni di stupore davanti alle sorprese che l'amore di Dio ci ha preparato.

mercoledì 1 ottobre 2008

Parola di Vita - ottobre 2008

Con nel cuore un pensiero e una preghiera per il sinodo dei vescovi cattolici sulla Parola di Dio, che si terrà dal 5 al 26 di questo mese, proponiamo oggi la nostra nuova meditazione biblica mensile:

«Date e vi sarà dato:
una misura buona, pigiata,
colma e traboccante
vi sarà versata nel grembo»
(Luca 6, 38)

Ti è mai capitato di ricevere da un amico un dono e di sentire la necessità di contraccambiare? E di farlo non tanto per sdebitarti, quanto per vero amore riconoscente? Certamente sì. Se succede a te così, puoi immaginare a Dio, a Dio che è Amore. Egli ricambia sempre ogni dono che noi facciamo ai nostri prossimi in nome suo. E’ un’esperienza che i cristiani veri fanno molto spesso. Ed ogni volta è una sorpresa. Non ci si abitua mai all’inventiva di Dio. Potrei farti mille, diecimila esempi, potrei scriverne un libro. Vedresti quanto è vera quell’immagine "una misura buona, pigiata, colma e traboccante ti sarà versata nel grembo": che significa l’abbondanza con cui Dio contraccambia, la sua magnanimità.
"Era già scesa la notte su Roma. E in quell’appartamento seminterrato l’esiguo gruppo di ragazze, che volevano vivere il Vangelo, si davano la buona notte. Ma ecco il campanello. Chi era a quell’ora? Un uomo che si presentava alla porta nel panico, disperato: il giorno dopo l’avrebbero sfrattato di casa con la famiglia, perché non pagava l’affitto. Le ragazze si guardarono ed in un muto accordo, aprirono il cassettino dove, in buste distinte, avevano raccolto il residuo dei loro stipendi e un deposito per le bollette del gas, del telefono, della luce. Diedero tutto a quell’uomo, senza ragionare. Quella notte dormirono felici. Qualcun altro avrebbe pensato a loro. Ma ecco che non è ancora l’alba. Il telefono squilla. 'Vengo subito con un taxi', dice la voce dell’uomo. Meravigliate per la scelta di quel mezzo, le ragazze attendono. La faccia dell’ospite dice che qualcosa è cambiato: 'Ieri sera, appena tornato a casa, ho trovato un’eredità che non avrei mai immaginato di ricevere. Il cuore m’ha detto di farne a metà con voi'. La somma era esattamente il doppio di quanto avevano generosamente dato".
«Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo».
Ne hai fatto anche tu l’esperienza? Se non è così, ricordati che il dono va fatto disinteressatamente, senza speranza di ritorno, a chiunque chiede.Prova. Ma fallo non per vedere il risultato, ma perché ami Dio.Mi dirai: "Ma io non ho nulla."Non è vero. Se vogliamo abbiamo tesori inesauribili: il nostro tempo libero, il nostro cuore, il nostro sorriso, il nostro consiglio, la nostra cultura, la nostra pace, la nostra parola per convincere chi ha a dare a chi non ha…Mi dirai ancora: "Ma non so a chi dare."Guardati attorno: ti ricordi di quell’ammalato in ospedale, di quella signora vedova sempre sola, di quel compagno rimandato così avvilito, di quel giovane disoccupato sempre triste, del fratellino bisognoso d’aiuto, di quell’amico in carcere, di quell’apprendista esitante? E’ in loro che Cristo ti aspetta. Assumi il comportamento nuovo del cristiano - di cui è tutto impregnato il Vangelo - che è quello dell’anti-chiusura e dell’anti-preoccupazione. Rinuncia a mettere la tua sicurezza nei beni della terra e poggiati su Dio. Qui si vedrà la tua fede in Lui, che sarà presto confermata dal dono che ti tornerà. Ed è logico che Dio non si comporta così per arricchirti o per arricchirci. Lo fa perché altri, molti altri, vedendo i piccoli miracoli che raccoglie il nostro dare, facciano altrettanto. Lo fa perché più abbiamo, più possiamo dare; perché - da veri amministratori dei beni di Dio - facciamo circolare ogni cosa nella comunità che ci circonda, finché si possa dire come della prima comunità di Gerusalemme: non v’era fra loro nessun povero. Non senti che con questo concorri a dare un’anima sicura alla rivoluzione sociale che il mondo s’attende?
«Date e vi sarà dato».
Certamente Gesù pensava in primo luogo alla ricompensa che avremo in Paradiso, ma quanto avviene su questa terra ne è già il preludio e la garanzia.
Chiara Lubich

sabato 13 settembre 2008

IMPORTANTE NOTIZIA PER LA CHIESA SIRACUSANA!

Monsignor Salvatore Pappalardo, nuovo Arcivescovo Metropolita di Siracusa
Il Papa accetta la rinuncia di monsignor Giuseppe Costanzo


CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 12 settembre 2008 - Papa Benedetto XVI ha nominato Arcivescovo Metropolita di Siracusa monsignor Salvatore Pappalardo, finora Vescovo di Nicosia, secondo quanto ha reso noto la Sala Stampa della Santa Sede questo venerdì. Sostituisce nell'incarico monsignor Giuseppe Costanzo, di cui il Papa ha accettato la rinuncia al governo pastorale presentata in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico. Monsignor Pappalardo è nato a Nicolosi, nell'Arcidiocesi e nella provincia di Catania, il 18 marzo 1945. Dopo gli studi nel Seminario arcivescovile di Catania, ha conseguito la Licenza in Teologia e il Dottorato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense. Ordinato sacerdote il 30 giugno 1968, ha ricoperto nell'Arcidiocesi di appartenenza vari incarichi: cooperatore nella parrocchia cittadina di S. Luigi; insegnante di religione nelle scuole statali; incaricato dell'Ufficio Catechistico diocesano; vice-rettore del Seminario; vice-cancelliere della Curia arcivescovile di Catania; parroco; cancelliere. Dal 1989 al 1998 è stato Vicario Generale di Catania. Eletto alla Chiesa di Nicosia il 5 febbraio 1998, ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 5 marzo dello stesso anno. È delegato per la liturgia nella Conferenza Episcopale Siciliana. (fonte: www.zenit.org)
A mons. Costanzo: grazie di cuore!!!
A mons. Pappalardo: con affetto filiale, benvenuto!!!
Gli "Amici di Santa Lucia"
Uno speciale con servizi più dettagliati sul sito ufficiale dell'Arcidiocesi di Siracusa (http://www.arcidiocesi.siracusa.it/)

Una preghiera al mese - settembre 2008

Ciao a tutte e tutti!!!
Oggi, giorno 13, appuntamento mensile in memoria di Santa Lucia, inauguriamo una nuova rubrica del nostro blog, una tra le tante novità che Vi abbiamo promesso per il nuovo anno: "Una preghiera al mese"! Si tratta di una nuovissima idea della nostra Redazione, con la quale intendiamo farVi dono ogni mese del testo di una delle tante preghiere composte dalla Chiesa in onore della nostra cara patrona, segno dell'immensa popolarità del Suo culto. Vedrete che bello: ogni 13 del mese Vi porteremo alla scoperta di preghiere antiche e nuove, alcune rare e introvabili, tutte bellissime, rintracciate su libretti e santini provenienti da ogni parte d'Italia, grazie alle appassionate e capillari ricerche della nostra Redazione. Così anche Voi, carissimi devoti di Santa Lucia, potrete rinnovare le Sue lodi con sempre nuove espressioni d'amore, quasi musicali "variazioni sul tema" della devozione luciana. Ma adesso basta con i discorsi, e andiamo immediatamente al sodo: iniziamo il nostro "viaggio" orante con un'antica preghiera stampata su un santino che riproduce la "Immagine Taumaturga venerata nella Chiesa S. Lucia del Gonfalone dei PP. Clarettiani, Via Banchi Vecchi - Roma", incantevole e imponente simulacro marmoreo della martire siracusana (nella foto in alto). Ecco il testo dell'orazione:

Vergine tutta luce e martire invitta, S. Lucia! Prostrati ai vostri piedi, noi vi veneriamo e imploriamo la vostra protezione. E mentre vi supplichiamo a preservare da ogni male i nostri occhi corporali, vi chiediamo ancora ad ottenerci soprattutto quella luce spirituale che ci faccia conoscere i nostri falli e il modo di ripararli. Confessiamo di avere le tante volte meritato di rimanere privi della luce degli occhi nostri, per l'abuso che ne abbiamo fatto, offendendo con essi Dio. Solo da Lui e dalla vostra protezione riconosciamo la vista di cui godiamo. Perciò, pieni di fiducia nella vostra potente intercessione, gloriosa S. Lucia, vi supplichiamo ad interporvi ancora presso il vostro divino sposo Gesù, affinché si degni di conservarci sempre sana la luce degli occhi del corpo, dandoci insieme la grazia di farne buon uso, cosicché nel giorno della universale risurrezione siano essi raggianti di quella luce celeste che degni li renderà di vedere le bellezze ineffabili della patria beata. Così sia.

giovedì 11 settembre 2008

Parola di Vita - settembre 2008

Prendendo spunto dall'esortazione di S. Paolo a "tenere alta la Parola di Vita", che ci siamo proposti di seguire durante questo Anno Paolino, inauguriamo oggi una nuova rubrica mensile del nostro blog: "Parola di Vita", meditazione e proposta spirituale su un versetto della Sacra Scrittura attinto dalla liturgia del mese. Abbiamo scelto di farci accompagnare in questo percorso formativo e performativo (come dice il papa Benedetto XVI nella sua enciclica Spe salvi) dagli scritti spirituali di Chiara Lubich, grande santa del nostro tempo, che quest'anno è partita per il Paradiso.

Nella pericope evangelica proclamata nella liturgia di oggi, Gesù ci dice:
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"Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’ a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio"
(Luca 6, 26-38).
"Amate i vostri nemici". Questo sì che è forte! Questo sì che capovolge il nostro modo di pensare e fa dare a tutti una sterzata al timone della propria vita! Perché, non nascondiamocelo: qualche nemico… nemichino, nemicone lo abbiamo tutti. E’ lì dietro la porta dell’appartamento accanto, in quella signora così antipatica e intrigante, che cerco sempre di sfuggire ogni volta che minaccia di entrare con me nell’ascensore… E’ in quel mio parente che trent’anni fa ha recato un torto a mio padre, per cui gli ho tolto il saluto… Siede dietro il tuo banco di scuola e mai, mai l’hai guardato in faccia, da quando t’ha accusato al professore… E’ quella ragazza che ti era amica e poi ti ha piantato in asso per andar con un altro… E’ quel commerciante che t’ha imbrogliato… Sono quei tali che in politica non la pensano come noi, per cui li dichiariamo nostri nemici. (…) Come c’è, e c’è sempre stato, chi vede nemici i sacerdoti e odia la Chiesa. Ebbene, tutti questi e un’infinità di altri che chiamiamo nemici, vanno amati. Vanno amati? Sì, vanno amati! E non credere che ce la possiamo cavare semplicemente mutando il sentimento d’odio in un altro più benevolo. C’è di più. Senti cosa Gesù dice: "Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male". Vedi? Gesù vuole che vinciamo il male col bene. Vuole un amore tradotto in gesti concreti. Vien da chiederci: come mai Gesù dà un simile comando? La realtà è che Lui vuole modellare la nostra condotta su quella di Dio, suo Padre, il quale "fa sorgere il sole sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti". Questo è. Non siamo soli al mondo: abbiamo un Padre e gli dobbiamo assomigliare. Non solo, ma Dio ha diritto a questo nostro comportamento perché, mentre noi gli eravamo nemici, eravamo ancora nel male, Lui ci ha amato per primo, mandandoci suo Figlio, che morì in quella terribile maniera per ciascuno di noi.
"Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano…". Questa lezione l’aveva imparata il piccolo Jerry, il bambino nero di Washington, che, per il quoziente alto di intelligenza, era stato ammesso ad una classe speciale con tutti ragazzi bianchi. Ma l’intelligenza non gli era bastata per far capire ai compagni che era uguale a loro. La sua pelle nera gli aveva attirato l’odio generale, tanto che il giorno di Natale tutti i ragazzi si fecero reciproci doni, ignorando Jerry. Il fanciullo ne pianse; si capisce! Ma arrivato a casa pensò a Gesù: "Amate i vostri nemici" e d’accordo con la mamma comprò doni che distribuì con amore a tutti i suoi "fratelli bianchi".
"Amate i vostri nemici… pregate per coloro che vi trattano male". Che dolore quel giorno per Elisabetta, la ragazzina di Firenze, quando salendo i gradini per andare alla Messa si sentì deridere da un gruppo di coetanei! Pur volendo reagire, sorrise, ed entrata in Chiesa pregò tanto per loro. All’uscita la fermarono e le chiesero il motivo del suo comportamento che lei spiegò col fatto d’esser cristiana. Doveva quindi amare sempre. Lo disse con una convinzione infuocata. La sua testimonianza fu premiata: la domenica seguente vide tutti quei giovani in Chiesa, attentissimi, in prima fila. Così i ragazzi prendono la Parola di Dio. Per questo sono grandi davanti a Lui. Forse conviene che anche noi sistemiamo qualche situazione, tanto più che saremo giudicati da come noi giudichiamo gli altri. Siamo noi infatti a dare in mano a Dio la misura con la quale Egli deve misurarci . Non gli chiediamo forse: "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori"? Dunque amiamo il nemico! Solo agendo così si possono aggiustare disunità, abbattere barriere, si può costruire la comunità. E’ grave? E’ penoso? Non ci lascia dormire al solo pensarlo? Coraggio. Non è la fine del mondo: un piccolo sforzo da parte nostra, poi il 99 per cento lo fa Dio e… nel nostro cuore un fiume di gioia.
Chiara Lubich

mercoledì 10 settembre 2008

Lucia, la Sposa del Re

Il salmo responsoriale della liturgia di oggi è il celebre canto in onore della Sposa del Re, che dice: "La figlia del re è tutta splendore, gemme e tessuto d’oro è il suo vestito" (Salmo 44, versetto 14). Come non dedicarlo alla nostra amatissima Santa Lucia, della quale la devozione dei siracusani fece realizzare, alla fine del '500, uno splendente simulacro rivestito d'oro e argento e adorno di gemme preziose? Il diadema che è posto sul capo del venerato simulacro-reliquiario ci ricorda che anche Lei è Sposa del Re, incoronata Regina per la Sua verginità e il Suo martirio.
(immagini della processione delle reliquie e del simulacro di S. Lucia dalla basilica del Suo Sepolcro al duomo di Siracusa, 20 dicembre 2007 - fotografie a cura della nostra redazione)

lunedì 1 settembre 2008

Buon compleanno "Amici di Santa Lucia"!

(Facciata del duomo di Siracusa, uno dei più bei capolavori di barocco siciliano.
In primo piano: statua di San Paolo; in alto: statua di Santa Lucia)

Auguri ... al nostro blog!!!
Oggi, 1° settembre, solennità della Beata Vergine Maria delle Lacrime, festa speciale per tutti i siracusani, il blog degli "Amici di Santa Lucia" compie 3 anni e raggiunge il notevole traguardo di ben 100 post! 100 post tra spiritualità, preghiera, storia, cultura, informazione, tutto soltanto per rendere onore e venerazione ad una Persona amata, anzi amatissima: Lucia!
Nato con lo scopo di unire i devoti di Santa Lucia sparsi nel mondo accompagnandoli per tutto l'anno con un percorso di formazione spirituale e di puntuale aggiornamento sugli eventi riguardanti il culto della Santa, dopo tre anni il nostro blog continua a lavorare e prepara per il suo nuovo anno di vita importanti novità: innanzitutto un accrescimento delle proposte di spiritualità, e altre sorprese!
E per camminare in piena comunione con la Chiesa universale, che sta celebrando l'Anno Paolino, incominciamo subito il nuovo anno con un'esortazione dell'Apostolo San Paolo (che scrisse due lunghe lettere ai Corinzi, fondatori della Siracusa greca, e che proprio noi Siracusani abbiamo avuto la grazia di ospitare per ben tre giorni): "Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita. Allora nel giorno di Cristo, io potrò vantarmi di non aver corso invano né invano faticato" (Filippesi 2, 14-16).
Proponendoci di mettere in pratica questo brano della Parola di Dio per tutto quest'anno, aiutandoci fraternamente a crescere nella perfezione cristiana, potremo venerare adeguatamente San Paolo, dandogli la gioia di non aver corso e faticato invano! E splenderemo "come astri nel mondo", accanto alla nostra patrona Santa Lucia, "l'astro più fulgido del nostro Cielo", come a ragione la definì mons. Giacomo Carabelli, arcivescovo di Siracusa dal 1921 al 1932.

sabato 30 agosto 2008

Anniversario Lacrimazione di Maria: diretta web

Carissimi, informiamo chi ancora non lo sapesse che è disponibile il servizio di videotrasmissione in diretta delle solenni concelebrazioni eucaristiche che si svolgono ogni sera nella basilica-santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa fino al 1° settembre, per celebrare l'anniversario delle quattro giornate in cui avvenne la prodigiosa lacrimazione di Maria nella nostra città. E' possibile seguire la diretta video sul sito http://www.siracusaweb.tv/ch2.php, oppure, in caso di malfunzionamento del collegamento, cliccando prima su www.siracusaweb.tv e poi sul link "Channel SR Live 2" che si trova sulla barra in alto. Le celebrazioni riprese in diretta hanno inizio alle ore 19.00 e terminano alle ore 20.00 circa. Si tratta di una lodevole iniziativa che consente a tutti coloro che non possono recarsi personalmente in santuario di unirsi spiritualmente all'assemblea orante dinanzi la Madre di Dio.

giovedì 28 agosto 2008

Madonna delle Lacrime, la dolce Regina di Siracusa

Ritorna la solennità siracusana della Madonna delle Lacrime, commemorazione gioiosa e festosa di un vero prodigio: la lacrimazione di una piccola effige in gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, per quattro giorni (dal 29 agosto al 1° settembre 1953). Gli ispettori indagarono accuratamente (persino smontando il quadretto!) e riconobbero che non si trattava di un inganno. La scienza studiò attentamente il caso e, nonostante le intenzioni certamente contrarie di scettici scienziati, ammise l'evidenza che si trattava di vere lacrime umane. Ma soprattutto, le guarigioni e i miracoli verificatisi tra gli innumerevoli pellegrini giunti presso quel quadretto testimoniarono la soprannaturalità dell'evento. Anche nel Novecento, secolo che in mille modi cruenti e incruenti ha crocifisso la fede cristiana, non sono mancate dunque conferme dal Cielo per portare avanti con coraggio e speranza il messaggio di Cristo: e noi cristiani, grati a Dio per la benedizione delle sante lacrime della Sua Madre, rincuorati veneriamo ancora oggi la taumaturga Sua immagine e da lì ripartiamo colmi di gioia!
Il programma ufficiale dei festeggiamenti è on line sui siti amici Meraviglie siracusane e Lacrime d'amore.


Per le tue sante lacrime
dolcissima Maria
benigna ognor proteggici
o Madre casta e pia
Ave, ave, ave Maria.
Ave, ave, ave Maria.
(dall'inno Ave Maria di Siracusa)
Madonna delle lacrime
cuor santo di Maria
ascolta i nostri gemiti
prega per noi Gesù.
Il tuo accorato pianto
esprime il gran dolore
che i nostri falli ahi quanto
arrecano al Tuo cuor.
(dall'inno Madonna delle lacrime)
Una curiosità: quest'ultimo inno popolare appena citato, notissimo a tutti i siracusani e i devoti della Madonnina di Siracusa, ha valicato i confini della sua terra d'origine e da circa cinquant'anni (cioè quasi fin da quando venne composto) è diffuso anche a Canosa, in Puglia, dove ogni anno viene eseguito in un arrangiamento per banda durante l'imponente processione cittadina dell'Addolorata, che si svolge il venerdì che precede la domenica delle Palme. Suggestivo e commovente, esso accompagna adeguatamente il lungo corteo penitenziale e orante dei fedeli che meditano sui dolori di Maria (vedi: http://www.canosaweb.it/).

sabato 16 agosto 2008

Traslazione delle reliquie di S. Agata v. e m.


Qui sopra: "S. Agata appare a S. Lucia", Santuario del Carmine (Catania).
La grandiosa basilica sorge sul luogo del primo sepolcro della patrona di Catania, proprio dove avvenne l'apparizione. La tela rappresenta un noto episodio della vita di S. Lucia: la giovane vergine siracusana volle effettuare un pellegrinaggio al sepolcro della martire catanese per implorare la guarigione della madre Eutichia da un male incurabile. Agata apparve allora a Lucia rivelandoLe i favori celesti che Le erano riservati e annunciandoLe l'avverarsi del miracolo sperato.


Domani, 17 agosto, ricorre l'anniversario del ritorno del corpo di S. Agata nella sua città, Catania. Com'è noto, il generale bizantino Giorgio Maniace, nel 1039-1040, dopo aver liberato la Sicilia dalla dominazione araba, prese con sé le reliquie di alcuni santi siciliani, tra i quali S. Agata e la nostra S. Lucia, e li portò a Costantinopoli per farne dono all'imperatrice Teodora. Il 17 agosto del 1126 le reliquie di S. Agata vennero riportate a Catania, con grande esultanza della popolazione, che volle istituire in ricordo del felice evento una celebrazione annuale che tuttora viene rinnovata solennemente. Oggi, in questa ricorrenza vengono riunite a Catania tre commemorazioni: quella della traslazione delle reliquie della martire (corrispondente a quella che a Siracusa si svolgeva anticamente il 6 febbraio, e oggi il 13 gennaio, in ricordo delle varie traslazioni a Costantinopoli e Venezia del corpo di S. Lucia), quella della dedicazione del duomo (che invece a Siracusa si celebra il 9 gennaio) e quella del patrocinio di S. Agata sulla città di Catania (che corrisponde alla festa di S. Lucia "delle quaglie" che si svolge a Siracusa la prima domenica di maggio). Il programma ufficiale di questi solenni festeggiamenti della Chiesa sorella di Catania si trova sul sito: http://www.comune.catania.it/

lunedì 11 agosto 2008

Festa di S. Euplo martire


Domani la Chiesa celebra la memoria di Sant'Euplo, diacono e martire catanese. Noi siracusani e devoti di Santa Lucia onoriamo con venerazione questo eroico giovane santo, che volontariamente si sottopose alla testimonianza più coraggiosa della fede in Cristo recando con sé il Libro dei Vangeli presso il tribunale romano dove si eseguivano le condanne dei cristiani, affrontando così faccia a faccia la morte nel nome di Gesù. "Martire. Ho detto abbastanza", affermerebbe Sant'Ambrogio. Il fatto che Euplo morì nel 304 come Santa Lucia, sotto la persecuzione di Diocleziano come Lucia, che sia nato nella vicina città di Catania e sia compatrono della Chiesa sorella catanese, lo affratellano molto alla nostra patrona. Ma in più, ipotizziamo che probabilmente egli conobbe personalmente Lucia quando ella si recò a Catania nel 301, in pellegrinaggio al sepolcro di Sant'Agata: Euplo allora era un diacono e sappiamo che Lucia partecipò alla celebrazione eucaristica comunitaria presso la tomba della martire catanese, perciò non è escluso che i due giovani cristiani ebbero in quell'occasione un incontro, un incontro "tra santi"!

Domani, per tutto il giorno, sarà possibile visitare la cripta di S. Euplo a Catania e venerarne la Sacra Reliquia, mentre alle ore 19.00 verrà celebrata una S. Messa nel Duomo della città con la partecipazione di tutti i diaconi dell'arcidiocesi etnea.

domenica 10 agosto 2008

Solennità di Maria Assunta 2008 - Siracusa

(Tavoletta ex voto per grazia ricevuta in mare da S. Lucia - Museo Luciano, Duomo di Siracusa)
Ritorna la tradizionale festa cittadina di Maria Santissima Assunta, che a Siracusa è particolarmente sentita e solennizzata: ogni anno viene vissuta come la vera e propria "festa del mare", sotto la protezione e la benedizione materna della Madonna. Non solo: nell'illustre città aretusea tale festa ha un sapore unico, perché essa figura come prologo alle solenni celebrazioni in commemorazione della prodigiosa lacrimazione del Cuore Immacolato di Maria avvenuta proprio a Siracusa nel 1953, il cui anniversario ricorre alla fine del mese di agosto. Con piacere rendiamo noto a tutta la cittadinanza il programma ufficiale della festa siracusana dell'Assunta, che si svolgerà integralmente nella Chiesa di Santa Maria della Concezione in via Roma, chiesa mariana ausiliaria della basilica cattedrale:

LUNEDI 11 - MARTEDI 12 - MERCOLEDI 13 AGOSTO:
Ore 8.00: S. Messa
Ore 10.00: S. Rosario

GIOVEDI 14 AGOSTO:
Ore 8.00: S. Messa
Ore 10.00: S. Rosario
Ore 19.00: S. Messa solenne celebrata dal sac. Marco Tarascio, parroco di S. Giovanni Battista all'Immacolata

VENERDI 15 AGOSTO - SOLENNITA' DELL'ASSUNZIONE DI MARIA
Ore 8.00 - 10.30 - 12.00: Ss. Messe
Ore 18.00: Processione del simulacro di Maria Assunta dalla Chiesa di S. Maria al molo Zanagora. Percorso: via Roma, piazza Archimede, via Amalfitania, via Ruggero Settimo, largo Porta Marina
Ore 19.00: S. Messa al molo Zanagora
Ore 20.00: Processione a mare del simulacro di Maria Assunta e omaggio ai caduti del mare. N. b: per motivi di sicurezza e su disposizione della competente Autorità non verrà rilasciato alcun pass per l'accesso a bordo del rimorchiatore che traslerà il simulacro della Madonna. Saranno ammessi soltanto le Autorità e il personale di servizio
Ore 21.15: Processione per terra e rientro in chiesa. Percorso: via Savoia, corso Matteotti, piazza Archimede, via Roma

Come di consueto, in concomitanza con le celebrazioni religiose, il 15 agosto si svolgerà la tradizionale "regata dell'Assunta" che vedrà gareggiare nel porto grande di Siracusa i quartieri storici della città.

VIVA MARIA!

venerdì 1 agosto 2008

La lampada del corpo è il tuo occhio

In una redazione greca della vita di S. Lucia risalente al XIII secolo, tramandata nel manoscritto 37 del fondo Ss.mo Salvatore della biblioteca universitaria di Messina, ella è definita la «luminosa lampada di Eutichia», e com’è noto il suo nome stesso è evocatore di luce. Spesso Lucia viene messa in relazione con la protezione della vista degli occhi. Sarebbe bello, quando pensiamo a Lucia, riflettere anche sullo “sguardo” d’amore che Dio ha per gli uomini e che gli uomini dovrebbero avere per tutti i propri fratelli. Può esserci utile in questo il seguente scritto di Chiara Lubich che commenta un “luminoso” versetto della Scrittura: ve ne facciamo dono anche per onorare la nostra S. Lucia, che sappiamo essere stata assidua in modo esemplare nella meditazione della Parola di Dio. Dedichiamo questo post a tutti voi – come lettura spirituale per il mese di agosto – e ai nostri prediletti amici ciechi, posti sotto lo sguardo preferenziale della martire siracusana, ai quali le persone care potranno leggere questo scritto, ben sapendo che le parole “occhio” e “vedere” vi sono utilizzate in senso spirituale e perciò sono valide per tutti.
«La lampada del corpo è il tuo occhio. Quando il tuo occhio è semplice, anche tutto il tuo corpo è luminoso» (Luca 11,34)
Quanti prossimi incontri nella giornata tua – dall’alba alla sera – in altrettanti vedi Gesù. Se il tuo occhio è semplice chi guarda in esso è Dio. E Dio è Amore e l’amore vuole unire conquistando. Quanti – errando – guardano alle creature e alle cose per possederele! Ed il loro sguardo è egoismo o invidia o, comunque, peccato. O guardano dentro di loro per possedersi, per possedere la loro anima, e il loro sguardo è spento perché annoiato o turbato. L’anima, perché immagine di Dio, è amore e l’amore ripiegato su se stesso è come la fiamma che, non alimentata, si spegne. Guarda fuori di te: non in te, non nelle cose, non nelle creature; guarda al Dio fuori di te per unirti con Lui. Egli è in fondo ad ogni anima che vive e, se morta, è il tabernacolo di Dio che essa attende a gioia ed espressione della propria esistenza. Guarda dunque ogni fratello amando e l’amare è donare. Ma il dono chiama dono e sarai riamato. Così l’amore è amare ed essere amato: come nella Trinità. E Dio in te rapirà i cuori, accendendovi la Trinità che in essi riposa magari, per la grazia, ma vi è spenta. Non accendi la luce in un ambiente – pur essendovi la corrente elettrica – finché non provochi contatto dei poli. Così la vita di Dio in noi va messa a circolare per irradiarla al di fuori a testimoniare Cristo: l’uno che lega Cielo a terra, fratello a fratello. Guarda comunque ad ogni fratello donandoti a lui per donarti a Gesù e Gesù si donerà a te. È legge d’amore: «Date e vi sarà dato» (Luca 6,38). Làsciati possedere da lui – per amore di Gesù, lasciati “mangiare” da lui – come altra Eucaristia –; mettiti tutto al servizio di lui, che è servizio di Dio, ed il fratello verrà a te e t’amerà. E nel fraterno amore è il compimento d’ogni desiderio di Dio che è comando: «Io vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri» (Giovanni 13,34). L’amore è un Fuoco che compenetra i cuori in fusione perfetta. Allora ritroverai in te non più te, non più il fratello; ritroverai l’Amore che è Dio vivente in te. E l’Amore uscirà ad amare altri fratelli perché, semplificato l’occhio, ritroverà sé in essi e tutti saranno uno. E attorno a te crescerà la comunità: come attorno a Gesù dodici, settantadue, migliaia… È il Vangelo che affascinando – perché Luce in amore – rapisce e trascina. Poi morrai magari su una croce per non essere dappiù del Maestro, ma morrai per chi ti crocifigge, e così l’amore avrà l’ultima vittoria. Ma la sua linfa – sparsa nei cuori – non morrà. Frutterà, fecondando, gioia e pace e Paradiso aperto. E la gloria di Dio crescerà. Ma tu sii quaggiù l’Amore perfetto.

Chiara Lubich
(articolo pubblicato sul giornale “La Via” del 12 novembre 1949)

ESPOSIZIONE ESTIVA DI S. LUCIA


A TUTTI I SIRACUSANI E A TUTTI I DEVOTI DI S. LUCIA RICORDIAMO L'ATTESO E AMATO TRADIZIONALE APPUNTAMENTO CON L'ESPOSIZIONE ESTIVA DELLE SACRE RELIQUIE E DEL SIMULACRO ARGENTEO DELLA PATRONA NELLA SUA CAPPELLA DEL DUOMO DI SIRACUSA, LA SECONDA DOMENICA DI AGOSTO (QUEST'ANNO GIORNO 10), PER L'INTERA GIORNATA, DALLE ORE 7.30 FINO ALLA FINE DELLE CELEBRAZIONI VESPERTINE. SANTE MESSE ALLE ORE 10.30 E 19.00.

ANCHE QUEST'ANNO, POI, DOPO IL SUCCESSO DELLA NOVITA' INTRODOTTA L'ANNO SCORSO, L'ESPOSIZIONE SI RINNOVERA' LA SECONDA DOMENICA DI SETTEMBRE (GIORNO 14), CON LO STESSO PROGRAMMA.


CON GIOIA FACCIAMO FESTA ATTORNO ALLA NOSTRA GLORIOSA PROTETTRICE E CON ESULTANZA RIPETIAMO IL GRIDO DI GIUBILO: "SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA"!!!

domenica 27 luglio 2008

Prima rassegna fotografica "In vacanza con S. Lucia" - edizione 2008

Gentili visitatori del nostro blog, ben ritrovati! Nel rinnovarVi l'augurio di trascorrere liete e serene vacanze estive, proponiamo alla Vostra attenzione una piccola iniziativa che la nostra Redazione intende lanciare quest'anno per la prima volta. Ecco di cosa si tratta: chiunque può constatare che, in Italia e all'estero, quasi tutte le chiese, dalle più antiche basiliche paleocristiane e cappelle rupestri ai più avanguardistici santuari moderni, possiedono opere d'arte raffiguranti la nostra amatissima Santa Lucia, certamente la santa più popolare del mondo. Ebbene, siamo certi che anche Voi, ovunque Vi troviate per trascorrere le ferie estive, cercherete e troverete con grande gioia quadri e statue di Santa Lucia. Abbiamo perciò pensato, per condividere fraternamente lo stupore e l'ammirazione, oltre che la devozione, nella scoperta di queste opere, di proporVi di inviare all'indirizzo di posta elettronica della nostra Redazione (amicisantalucia@yahoo.it), una copia di Vostre fotografie con soggetto luciano scattate nei luoghi delle Vostre vacanze, perché possa essere pubblicata sul blog "Amici di Santa Lucia" (con o senza l'indicazione del Vostro nome, così come preferite). Aspettiamo dunque le Vostre foto, possibilmente accompagnate da informazioni facoltative, anche minime, sull'opera d'arte riprodotta (località, chiesa, autore, epoca, curiosità, ecc.). Iniziamo noi, con alcune foto realizzate in giro per l'Italia:

(Brescia, Basilica S. Maria delle Grazie)


(Brescia, Basilica S. Maria delle Grazie, particolare con S. Lucia)

(Bedizzole, prov. di Brescia, chiesa parrocchiale di S. Stefano)
(Cremona, Duomo)

giovedì 24 luglio 2008

BELPASSO CELEBRA IL PATROCINIO DI S. LUCIA


AVVISO SACRO: DOMENICA 3 AGOSTO P. V. A BELPASSO (CATANIA) VERRA' CELEBRATA LA 65ma FESTA DEL PATROCINIO DI SANTA LUCIA, IN RICORDO DELLA PROTEZIONE DELLA SANTA PATRONA DURANTE GLI EVENTI BELLICI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE. (fonte: http://www.santaluciabelpasso.com/)


"Dal 6 agosto del 1943 si celebra ogni anno la festa del patrocinio, a motivo di un vero e proprio prodigio. In quei giorni di guerra, notizie di morte e di distruzione giungevano da Catania e dai paesi, solo il parroco Santi Roccella devotissimo di S. Lucia ed il podestà erano rimasti nel paese deserto; tutti erano sfollati. Un carro armato 'tigre' posto dai tedeschi alla IV traversa per iniziare la battaglia si inceppa, rimane fermo e non spara; così gli inglesi entrano a Belpasso senza scontri a fuoco. In questo fatto tutti hanno visto un segno: la grande protezione di S. Lucia per Belpasso. Da allora ogni anno la prima domenica di agosto vengono esposte alla venerazione le reliquie per l'intera giornata e a sera, dopo una solenne concelebrazione sul sagrato, vengono portate in processione per piazza Duomo e piazza Umberto assieme al simulacro, in un clima di fede e di sentito ringraziamento". (Giovanni Lanzafame, Lucia, luce di Cristo, Belpasso 1992, p. 39)

sabato 12 luglio 2008

FESTA DI S. LUCIA - CAVA DEI TIRRENI

La Campania è una regione in cui il culto della nostra Santa Lucia è molto diffuso da sempre, sia a Napoli - dove sorge un importante santuario luciano - che altrove. Una frazione (e relativa parrocchia) di Cava dei Tirreni (provincia di Salerno) è intitolata proprio alla nostra patrona, e lì la devozione alla santa è molto sentita. Come ogni anno, anche quest'estate si svolgono solenni festeggiamenti in onore di Santa Lucia. Il programma è stato pubblicato sul sito ufficiale: http://www.santaluciadicava.it/, che consigliamo di visitare perché è ben fatto ed esemplare dell'amore e della dedizione dei suoi curatori. A tutti gli abitanti del luogo auguriamo una gioiosissima festa in compagnia della nostra luminosa protettrice... e a tutti coloro che si troveranno da quelle parti in vacanza, suggeriamo ovviamente di prendere parte ai festeggiamenti luciani!

VIVA SANTA LUCIA!!!